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Il male ha vinto, Pontifex è morto

Travolti dalle disavventure giudiziarie? Colpiti dall’ira vaticana? Convertiti all’omosessualismo?

Un mistero sembra circondare la sparizione del famigerato sito Pontifex.roma.it, che da oggi al suo consueto indirizzo propone solo una pagina standard del provider Aruba che indica che il dominio è riservato e quindi non disponibile per eventuali acquirenti.

UNA MORTE LENTA – Da un paio di giorni il sito era fermo, secondo le testimonianze del gruppo di appassionati che si è dato la missione di marcarlo stretto. In alcuni messaggi firmati dal webmaster Carlo di Pietro si parlava di un attacco Ddos al sito, attacco  che però  non può dirsi confermato.

SEMPRE OPACHI – Anche perché sbaraccare tutto non è esattamente la soluzione ideale contro un attacco informatico. Sorge quindi spontaneo il sospetto che i veri motivi della messa off line del sito siano da ricercare altrove. Il problema è identificare questi motivi, stanti i ripetuti e infruttuosi tentativi di contattare Pontifex (che comunque risponde sempre ai messaggi).

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MOLTI NEMICI – Non è facile tentare d’indovinare cosa sia successo, sul sito pendevano numerose denunce da parte di soggetti diversi. Certe quelle di un magistrato e di alcune associazioni per la tutela dei diritti degli omosessuali, ma un censimento preciso risulta difficile visto il gran numero di soggetti con i quali i baldi integralisti cattolici hanno ingaggiato risse, usando il sito come una clava contro intere categorie all’ingrosso, con una spiccata preferenza per il linciaggio degli omosessuali, degli ebrei e la denuncia di quanti a loro giudizio erano colpiti da qualche disgrazia perché puniti da Dio, una specialità della casa.

LA BELLA E … – Resta poi l’ipotesi di una disavventura personale, perché non si sa bene come sia finita la storia che ha visto Bruno Volpe dichiararsi minacciato e aggredito più volte. Alcune di queste aggressioni sono state presentate come parte delle disavventure che hanno visto il direttore interessarsi tanto intensamente ai destini di una giovane, da finire colto dai carabinieri mentre vergava con lo spray rosso delle croci sulla facciata della di lei magione.

LA VOLPE – Sicuramente un rito esorcizzante in più riprese, in precedenza riferirono i militi che aveva provveduto ad appendere dei fegati di animale in prossimità della porta della stessa casa. Riti antichi, sicuramente recuperati da qualche segreto breviario noto solo all’angelologo o al demonologo di Pontifex, che i carabinieri scambiarono colpevolmente per stalking restringendo la libertà dell’acerbo esorcista.

LA CRISI – Furono mesi di crisi per il sito, poi lentamente il ritorno alla normalità o quasi. Le solite tirate contro gli omosessuali, qualche offesa a questo o quello, e una vis polemica finalmente  tornata ai giorni migliori, ma è durato poco. Che sia stato un commando del Vaticano e reprimere un’operazione talmente imbarazzante da essere apprezzata da tutti gli anticlericali italiani o che sia stato il naturale maturare di una o più delle tante vicende giudiziarie che si sono accese attorno al sito e ai suoi interpreti, in fondo poco importa. Quel che conta è poter registrare questa ennesima vittoria delle forze del male contro sedicenti portatori della parola di Dio. Anche se Pontifex dovesse resuscitare, non ci mancherà mai abbastanza da rimpiangerlo.

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