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La spesa last minute con i prodotti in scadenza conviene?

C’è un’ ora al giorno in cui fare la spesa al supermercato è più conveniente. E’ la chiusura, quando i prodotti di giornata, con scadenza entro due giorni vengono lanciati in offerta tra i banchi frigo. E incredibilmente la gente compra, sfruttando uno sconto che varia dal 20 al 50 per cento. Si fa così la spesa in Italia, dove a contare non è più la marca ma la consumazione last minute.

Il pesce di giornata in scadenza nei banchi frigo degli iper

COSA – Latticini, pesce, precotti. E’ questa la triade dei prodotti scontati tra gli scaffali. Dal 2008 Coop Estense rilancia l’offerta del 50 per cento nei locali. Succede alle 19, quando “vivere costa la metà”. Prezzi ribassati e filosofia dell’antispreco sono i motti su cui spingono la maggior parte dei supermercati italiani. Discount compresi. In Italia, ogni anno, prima di arrivare sulla tavola, si getta una quantità enorme di cibo. Per l’esattezza quella che riuscirebbe a soddisfare i fabbisogni alimentari di tre quarti dei cittadini italiani, circa 44.472.914 persone. In zona Re di Roma ci sono almeno cinque market. Non si reclama l’offerta in scadenza ma nei banchi frigo si lascia tradizionalmente in vista gli incartati della giornata. E’ così dalle grandi catene ai più piccoli. I protagonisti sono gli ortaggi. Iperscontati e a scadenza imminente.

Cavolfiore pre incartato il 12 gennaio e ancora in vendita il 21
Esempio di entrecote a scadenza imminente. Sconto applicato: 50 per cento

REGOLE – Per i réclame dell’ultimo non esistono norme di riferimento. Per il cibo venduto ci si adegua alla normativa in materia di etichettatura e presentazione dei prodotti alimentari della Direttiva 2000/13/CE, recepita in Italia con il decreto legislativo 109 del 1992. In particolare, riguardo alla scadenza, viene indicato il Tmc, ovvero il tempo massimo entro il quale l’alimento si mantiene sano e garantisce le caratteristiche chimiche-organolettiche. Attenzione però. Non tutti i cibi devono esser obbligatoriamente datati di Tmc. Sono esenti infatti gli ortofrutticoli freschi che non hanno subito manipolazione, i vini e le bevande a base di succo d’uva con una percentuale alcolica sopra il 10 per cento, pani e dolci che durano solo 24 ore, aceti, sale da cucina, zuccheri (solidi), caramelle e confetti (solo se composti unicamente da zuccheri, aromi e coloranti), gomme e gelati monodose. Il Tmc può esser indicato solo con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro il/fine”. In questo periodo sono tante le offerte per esempio sui cibi natalizi, torroni e pandori sono svenduti nei scaffali italiani.

SPESA SOLIDALE – La merce commestibile, anziché venire tolta negli scaffali, solo erché in scadenza o danneggiata nella confezione viene donata ai più bisognosi. Un esempio è la Coop fiorentina con l’iniziativa Buon fine. In virtù di un protocollo il cibo va girato nell’immediato a mense segnalate dai servizi sociali e ad associazioni onlus. Sono circa le filiali che l’hanno messo in pratica. Dal 2007 La lista della spesa solidale recupera anche prodotti freschissimi come latticini e carne.

Qui un video che spiega la procedura:

Donare diventa quindi la soluzione anti spreco delle aziende. Un pionere in questo senso, nonché un ottima realtà di monitoraggio è la Last Minute Market, lo spin off dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari. L’edizione 2013 della campagna sarà dedicata a Spreco Zero, per evitare di sprecare anche in ristoranti e bar. Nella campagna “Un anno contro lo spreco” lanciata quest’anno si ha l’obiettivo di sensibilizzare “le pubbliche amministrazioni e del territorio” con “obiettivi già condivisi e fissati dal Parlamento europeo sul versante della lotta allo spreco. Cento sindaci per partire da Nordest, nel settembre 2012, mille sindaci come traguardo per il primo compleanno della Carta Spreco Zero, nel settembre 2013”. La realtà emiliana ha lanciato una Dichiarazione congiunta che persegue il dimezzamento degli sprechi alimentari entro il 2025, sottoscritta da migliaia di cittadini, pubblici amministratori, europarlamentari, e personalità del mondo scientifico e culturale italiano, come Piero Angela, Margherita Hack, Dario Fo, Piergiorgio Odifreddi, Milena Gabanelli e don Luigi Ciotti.

Intingoli e latticini tra le offerte last minute

GLI ALTRI – Se a Londra si fanno sconti per chi lascia l’auto a casa, in Germania si lancia il foodsharing, una piattaforma contro lo spreco alimentare. Qui sotto un video spiega come fare. A breve sarà diffusa anche in Austria e Svizzera:

DA NOI – A casa nostra le altre catene che promuovono l’anti spreco a parte la veterana Coop Estense c’è il Conad, con prezzi dimezzati per carni, formaggi e salumi E il Simply che ha accordi con realtà come Last Minute Market. Carrefour segnala (ma non in tutte le filiali) i prodotti con scadenza imminente ragruppandoli in un unico banco frigo, mentre Auchan applica sconti dal 20 al 50 per cento. Spesso alcuni discount offrono prodotti singoli opportunamente indicati con etichetta sullo scaffale. Confartigianato Firenze invece ha radunato l’anti spreco piccolo con l’iniziativa Stop al prezzo. Un idea di successo. “Si tratta di una campagna di autoregolamentazione – spiega Valentina Innocenti, presidente dei Panificatori di Confartigianato Imprese Firenze – che coinvolge i panificatori e i pastai artigianali locali. Ogni giorno, nell’ultima ora di apertura al pubblico, nelle panetterie e nei pastifici di Firenze e provincia che aderiranno all’iniziativa (sono 729 le imprese del settore, tra artigianali e commerciali) pane comune e pasta fresca artigianale saranno venduti con una riduzione del 30%”.

ATTENZIONE – Insomma serve monitorare il carrello. I prodotti a brevissima scadenza devono essere opputunamente inidcati con cartelloni e piazzati in determinati angoli dell’iper. Anche se in realtà una regola precisa per la loro specifica distribuzione ancora non esiste. Inutile ribadire che il “consumare entro” è più imminente rispetto alla dicitura “preferibilmente entro”. Nel primo caso c’è rischio di proliferazione batterica, nel secondo a esser deteriorate oltre il termine saranno in primis qualità e gusto del prodotto.

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