Crimini bianchi (e catodici)
13/10/2008 - Il filone ospedaliero non decolla su Mediaset: un po’ per colpa sua, un po’ no. Crimini bianchi e medici miei, le fiction bianche andate in bianco “Senza satellite”: la rubrica-antologia di tutto quello che si è costretti a vedere quando
Il filone ospedaliero non decolla su Mediaset: un po’ per colpa sua, un po’ no. Crimini bianchi e medici miei, le fiction bianche andate in bianco
“Senza satellite”: la rubrica-antologia di tutto quello che si è costretti a vedere quando non ci si può permettere la pay-tv. A Cura di Galatea.
La tendenza tutta italiana a salire sul carro del vincente può avere un risvolto negativo: saltandoci su dopo che il vincente si è manifestato come tale già da tempo, può accedere di montare sul suo carro quando ormai
la spinta non c’è più, e il carro si arena. Deve essere successo questo agli scrittori delle fiction Mediaset: dopo anni in cui, per assicurare il successo di un telefilm, bastava ambientarlo in un ospedale, si sono detti: “bene, facciamolo anche noi!” convinti di aver trovato l’uovo di Colombo. Solo che il pubblico, dopo decenni di telecamere puntate su pronto soccorsi, obitori, maternità ed ogni altro possibile reparto medico (no, a dire il vero urologia resta un po’ scoperta… chissà perché…), di malattie e camici bianchi deve averne un po’ le scatole piene. E così i due prodotti che dovevano essere il fiore all’occhiello della stagione, cioè Crimini Bianchi e Medici Miei, sono miseramente naufragati.
I’M NOT SUPERMAN - Come in tutti i disastri, c’è chi la cancellazione se la merita davvero e chi no. Infatti le due serie, pur accomunate dal destino, sono diverse per impianto e riuscita. Medici Miei, per esempio, partiva come un prodotto con tutte le carte in regola per sfondare: Enzo Iacchetti e Giobbe Covatta, due corazzate dell’umorismo televisivo, per giunta attori non pessimi, si presentavano impegnati in una parodia delle fiction medicali in onda su tutti i canali. Poteva essere la risposta italiana a Scrubs. Purtroppo pareva più il dopolavoro di Striscia la Notizia, visto che la sceneggiatura degli episodi sembrava scritta dal cane che passeggia sul bancone. Non c’era un trama, non c’era un senso, ma, soprattutto, non c’era una battuta. I poveri Covatta e Iacchetti passeggiavano senza costrutto in camice per i corridoi di un ospedale, senza che si capisse perché ciò avrebbe dovuto essere considerato divertente da uno spettatore. Per carità divina si tace poi sulla abilità recitativa dei comprimari: persino alle recite parrocchiali c’è gente che sa pronunciare battute con maggiore credibilità.
TOH, UNA NOVITA’ (PIU’ O MENO) - Più ambizioso, e anche però più riuscito, Crimini Bianchi, una fiction che, onestamente, ci dispiace non sia stata premiata dal pubblico. Ok, non è il Dottor House, ma se la si paragona all’analogo prodotto di medical fiction della Rai, l’invedibile Terapia di Urgenza, pare un prodotto da oscar. L’idea è copiata da un format estero, però la storia di un avvocato e due medici che fondano una associazione per indagare al fianco dei malati su casi sospetti di malasanità è buona, e le sceneggiature, che prendono spunto da casi
realmente accaduti in Italia, sono persino decorose: ci sono state addirittura un paio di puntate in cui non si capiva dopo cinque minuti chi fosse il colpevole, che per una fiction italiana è sintomo di straordinaria qualità. In più gli attori sono tutti abbastanza bravi: un Ricky Memphis molto credibile nei panni dell’avvocato romano riesce a non svaccare nella parodia del romanaccio, Christiane Filangieri recita (cioè, non so se capite: re-ci-ta!), e Donato Pecci, pur nella sua legnosità, ha qualche sprazzo interpretativo che rende il suo personaggio sufficientemente ben delineato (lasciando stare il fatto che Pecci è comunque abbastanza decorativo anche quando si limita a fare da arredo). Il telefilm però ha avuto una sorte sventurata ancor prima di arrivare sugli schermi: dopo averne letto la trama, alcuni medici avevano fatto girare una petizione in internet per chiederne la sospensione, in quanto la fiction avrebbe danneggiato l’immagine dei medici ospedalieri e attaccato gratuitamente la sanità pubblica. Cretinate, ovviamente: sarebbe come a dire che Un Posto al Sole danneggia l’immagine dei Palazzi nobiliari di Posillipo.
VADE RETRO, VEROSIMILE - Neppure la polemica, però, è servita a rilanciare gli ascolti, che sono comatosi, e per ragioni che nessuna inchiesta dei volonterosi camici-detective riesce ad individuare. Fatto sta che, preso atto della debacle, Canale 5 ha rifilato la serie ad Italia 1, che l’ha nascosta, per questa settimana, dietro al paravento di Gray’s Anatomy. Lo spostamento non lascia presagire nulla di buono per il futuro. Peccato, però. In fondo era il primo caso in cui una fiction italiana metteva in scena ospedali e medici che non paiono usciti dai cartoni animati di Disney. Ma forse anche questo è indicativo di come reagisce il nostro paese. Quando accende la tv, vuole la rassicurazione, e pretende quindi carabinieri sorridenti, poliziotti affabili, medici bonari e possibilmente dotati di nonni impiccioni come Lino Banfi. Di vedere un telefilm in cui si indaga sugli errori dei primari o sull’insipienza di dottorini che stano in reparto solo perché raccomandati non ne vuol sapere. E dagli torto: ne vede già a bizzeffe nella realtà.













A parte che Iacchetti e Covatta non fanno piu’ ridere dai tempi di TELEMENO, ma una recensione di qualche serial americano nuovo? Io al momento guardo Dexter, My name is Earl e Heroes (anche se ‘sta terza serie… non che la seconda…). Che mi perdo? ‘Sto battlestar galactica com’è? Prison Break seconda serie? Ah, Reaper è di una bruttezza inenarrabile.
“Poteva essere la risposta italiana a Scrubs.”
In realtà la risposta italiana a Scrubs c’è già, è Boris (l’ambientazione non è medica, se non meta-televisivamente, ma il format è liberamente ispirato)… tra l’altro, giudicando dalle due serie finora uscite (rigorosamente su satellite: qualità troppo alta, e satira troppo crudele della RAI-fiction, per sperare di essere trasmesso in chiaro) è decisamente meglio di Scrubs che ci ha regalato alcuni sketch memorabili ma che rimane intrinsecamente buonista e ottimista.
@ Calvin: butta un occhio su “Arrested development”, non eccelso ma piuttosto divertente… io la terza serie di Heroes la sto cominciando a scar… ad acquisire ma sinceramente non mi ci sono ancora buttato (la seconda mi aveva rotto). Ultimamente le serie americane mantengono per poco i propri standard di qualità, sto riguardando vecchie stagioni di E.R. (probabilmente il più bel telefilm della storia, per mille motivi diversi), in particolare la 5a che si può quasi considerare uno zenith, mentre le nuove leve lo zenith lo raggiungono alla 1a, massimo 2a serie e poi vanno in calando (vedi Lost, Battlestar Galactica, Heroes, ecc. ecc.).
Oggetto:Sospensione del telefilm “Crimini bianchi”
Siamo nel 2008 e le cose non cambiano maiiiiiiii!.
Non si può tenere sempre e solo conto della legge dei numeri. Esiste anche una minoranza silenziosa che pur amando certi tipi di programmi, si ritrova a non poterli più seguire perchè vengono sospesi.Mi spiace inoltre, che a seguire la suddetta politica,siano anche le reti Mediaset. Le pensavo “superiori”.Crimini bianchi metteva in evidenza argomenti scottanti, in modo piacevole e garbato e vorrei tanto poterlo rivedere. C’è così tanta paura di una verità scomoda? Boh………
Boris, bellissima serie italiana (e in questi anni pensavo fosse diventato un ossimoro) è effettivamente la risposta italiana a scrubs, ma forse ripesca troppo a piene mani dalla serie americana (con alcuni siparietti nonsense di discutibile qualità).Picchi di comicità negli sketch con i tre sceneggiatori, un tocco di classe tutto nostrano.
Crimini bianchi era brutto, forse peggiore di Medici Miei: trame scontate e sconclusionate, personaggi verosimili come una moneta da sette euro, invenzioni scontate e colpi di scena inverosimili.