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Mega: ecco come funziona il nuovo Megaupload

Il corpulento titolare di uno dei siti più discussi al mondo risorge dalle ceneri. Lo hanno arrestato, gli hanno murato Megaupload, gli hanno persino sequestrato la villa-castello in Nuova Zelanda, l’elicottero e la sua collezione di auto, ma non  è bastato. King Dotcom ha combattuto nelle aule, ha avuto la meglio sulla polizia e sui giudici  neozelandesi, poi castigati dai giudici di ordine superiore per aver agito come se dovessero affrontare un narcotrafficante e proprio oggi presenta a una selezionata platea di fortunati Mega (e non Megabox come ipotizzato), l’erede di Megaupload uno dei più fortunati e diffusi sistemi per la condivisione di file del mondo.

IL RITORNO – Su Mega ognuno utente avrà a disposizione un minimo di 50GB con l’account grautito e l’accesso ai suoi dati saranno protetti da una chiave crittografata che gli amministratori del sito non possiederanno. Il che vuol dire che se qualche investigatore vorrà andare a caccia degli utenti delsito dovrà provare a forzare la crittografia, che è un reato contro la privacy quasi ovunque perché ovviamente prima di aprire il file non si può sapere cosa contiene.

COPERTISSIMO – Alle aziende che intendano porteggere il loro copyright, Mega concede la possibilità di chiedere la rimozione dei contenuti segnalati e nulla più, perché per accedere al sito e vederli dovranno firmare una liberatoria con la quale s’impegnano a non perseguire gli utenti e i titolari del sito. Un’astuzia che si potrà dire tale solo se dimostrerà di funzionare nel tempo. A tutela della funzionalità e della robustezza del sito poi, questa volta i server saranno sparsi e duplicati in diversi paesi in giro per il mondo, rendendo davvero difficile chiudere fisicamente il network o sequestrare miliardi d file degli utenti com’è avvvenuto con Megaupload.

 

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