Interni

L’Economist: Berlusconi perde pezzi ma Fini non è un’alternativa credibile

9 luglio 2010

Il settimanale londinese vede grossi guai in vista per il premier. Tra scandali, dimissioni di ministri e polemiche, il governo si appresta a varare un piano di austerità che chiede agli italiani di stringere la cinghia.

In Italia, la politica raramente si fa lontani dai tribunali“. Così, l’incipit dell’articolo di questa settimana dedicato dall’Economist alla politica italiana. Una disamina, al solito, cruda e sferzante sugli ultimi accadimenti nel nostro paese.

BRANCHER, CHI ERA COSTUI? – Si comincia con le dimissioni da ministro di Aldo Bracher, quello che è stato efficacemente battezzato dalla stampa internazionale, il ministro al “nulla”. “Mr. Brancher – scrive la Bibbia della City – un ex sacerdote che ha lavorato direttamente nell’impero imprenditoriale del primo ministro, Silvio Berlusconi, nei primi anni ’90 fu arrestato per corruzione. E’ stato poi processato e trovato colpevole, anche se la sua condanna non diventata definitiva”. Un passato, diciamo con un eufemismo, non limpido ed un futuro, almeno sul piano giudiziario, con analoghe prospettive. “Questa volta – cricorda il settimanale britannico –  Brancher è accusato di appropriazione indebita nella vicenda legata alla battaglia, combattuta nel 2005, per l’acquisto di una banca, l’Antonveneta”.

UN MINISTRO INUTILE, ANZI DUE – Nel tentativo di salvarlo dal procedimento penale, grazie alla contestata legge per il “legittimo impedimento”, norma voluta proprio dal premier per evitare di presentarsi ai “suoi” numerosi processi in atto, ed estesa poi a tutta l’equipe governativa, “Mr. Berlusconi ha nominato l’onorevole Brancher come ministro per il decentramento e la sussidiarietà – senza peraltro ricevere le sue reali deleghe – anche se il suo governo dice di voler ridurre i costi ed ha già un ministro per la riforma federale così come un altro per le regioni”. Guarda caso “L’onorevole Brancher ha prontamente invocato la nuova legge, che consente ai ministri di sospendere i procedimenti a loro carico mentre sono impegnati in attività di governo. Troppo, non solo per il opposizione, ma anche per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e – evidenzia la rivista – anche per alcuni esponenti dello stesso governo”. Così, per evitare il voto sulla richiesta di dimissioni avanzata da parte dell’opposizione, che avrebbe potuto mettere in grave imbarazzo la maggioranza, “l’onorevole Brancher è andato in tribunale” ed ha annunciato le sue dimissioni. “Egli – scrive l’Economist – è il secondo ministro che si è dovuto dimettere nel giro di soli due mesi”. L’altro “Il ministro dell’Industria, Claudio Scajola l’aveva preceduto a maggio per un affare dubbio, legato alla proprietà di una casa”. “Le dimissioni dell’onorevole Brancher – prosegue l’articolo dell’Economist – evidenzia come bruscamente stanno cambiando le fortune di Berlusconi”, che ora “deve affrontare i problemi su diversi fronti. Le accuse di arricchimento personale di importanti funzionari dello Stato” ed uomini vicini al premier (la cricca del G8, Protezione civile, l’eolico sardo ecc.) e la stessa vicenda Brancher hanno finito per “macchiare il primo ministro”. Per non parlare delle lotte intestine che si combattono quotidianamente “nel suo Popolo della Libertà”.

8 commenti a L’Economist: Berlusconi perde pezzi ma Fini non è un’alternativa credibile

  1. Pingback: Tweets that mention L’Economist: Berlusconi perde pezzi ma Fini non è un’alternativa credibile -- Topsy.com

  2. Pingback: ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo!

  3. Pingback: pubblicanews.it

  4. Pingback: www.blog-news.it

  5. Pingback: kligg.org

  6. Pingback: diggita.it

  7. luigi lucaioli

    un uomo pubblico ,a quel livello e’tutti gli italiani quindi non ha niente di privato.tanto piu’che ha giurato sulla costituzione ,e il cittadino ha TUTTO il diritto di sapere se un premier e’degno di essere tale!

  8. Pingback: The Economist: Berlusconi è alle corde

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>