“Dare il silenzio come spiegazione…”

9 luglio 2010

Oggi la maggior parte dei quotidiani nazionali è in sciopero contro la legge criminale sulle intercettazioni che il governo, contro tutto e tutti, si appresta a varare. In edicola troverete, tra i pochi, Il Giornale di Vittorio Feltri il quale ha giustamente fatto notare che azzittirsi per protestare contro chi ti vuole azzittire è un po’ una contraddizione in termini.

Un argomento appoggiato anche da Marco Travaglio sul Fatto di domenica scorsa, e ripreso – senza citare la strana coppia, ma anzi presentandolo come idea propria originale – anche da altri “movimenti d’opinione” che invece hanno trovato gli onori delle prime pagine anche sui giornali più barricaderi nei confronti della Legge Bavaglio.

Noi la si pensa come Travaglio e Feltri. E si pensa anche che questa legge infame, oltre che responsabilità di chi nella maggioranza ha la coscienza sporca perché passa la maggior parte del suo tempo a cazzeggiare su chi deve andare in onda in Rai invece di governare il paese, è anche responsabilità di chi ha utilizzato il materiale che usciva dalle procure per fare la guerra, invece che informazione.

Ho sentito con le mie orecchie  decidere la pubblicazione di un sms privato di un imprenditore nei guai con la giustizia perché lo stesso imprenditore aveva negato un’intervista a quel giornale. E penso che questo sia stato soltanto uno dei tanti casi in cui anche i giornali hanno sbagliato nel pubblicare materiale proveniente da indagini importanti, così come hanno sbagliato all’epoca i magistrati a rendere possibile l’acquisizione ai giornalisti.

Oggi, da chi ha fatto e fa cose del genere non leggerete mai una riga d’autocritica su quanto accaduto. E’ un po’ un’abitudine, quella di “dare il silenzio come spiegazione” (cit.), che si utilizza non soltanto quando si vuole scioperare, ma anche quando non si ha voglia di ammettere le proprie responsabilità. Cose che capitano. Speriamo che questo giorno di silenzio, da parte della grande stampa italiana, oltre a permettere di fermare una legge infame, serva anche per far riflettere.

8 commenti a “Dare il silenzio come spiegazione…”

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  2. Sono d’accordo.
    Aggiungerei anche che sempre più spesso i giornali si limitano a riprendere le sintesi dei documenti e dei comunicati stampa senza neppure provare a vagliarne i contenuti.

    In questo modo, spesso, si fanno spacciare per fatti le opinioni di quei comunicati li scrive. Non è imbavagliarsi, ma fare le scimmiette sì.
    Con la mia idea di giornalismo, poco c’azzecca.

    C.

  3. Luigi Spagnolo

    Scusate, ma non mi sembra questa l’occasione per dirsi più bravi e più belli della carta stampata. Lo sciopero dei giornalisti può essere una decisione discutibile in questo caso, ma va rispettata.

    Abusi nella pubblicazione di intercettazioni ce ne sono stati, ma dire che “questa legge infame… è anche responsabilità di chi ha utilizzato il materiale che usciva dalle procure per fare la guerra, invece che informazione” è una balla.

    • A me questa giornata del silenzio ricorda tanto la storia del marito che si taglia gli attributi per fare un dispetto alla moglie.

    • “Scusate, ma non mi sembra questa l’occasione per dirsi più bravi e più belli della carta stampata”

      e dov’è che sarebbe scritto, di grazia?

      “Lo sciopero dei giornalisti può essere una decisione discutibile in questo caso, ma va rispettata”

      e chi è che non la rispetta, di grazia? Forse che criticarla non significa rispettarla, come pensa Silvio quando lo critichi?

      “Abusi nella pubblicazione di intercettazioni ce ne sono stati, ma dire che “questa legge infame… è anche responsabilità di chi ha utilizzato il materiale che usciva dalle procure per fare la guerra, invece che informazione” è una balla”

      questa è una tua opinione. L’Economist, per dire, qualche tempo fa ha detto esattamente quello che sostengo io parlando della legge sulle intercettazioni. E basta vedere i sondaggi, che comunque danno un buon numero di italiani favorevoli a questa cagata per capire che se abusi non ce ne fossero stati, la percentuale sarebbe stata più bassa. E questa legge avrebbe fatto la fine di Brancher e Scajola.

  4. Luigi Spagnolo

    “e dov’è che sarebbe scritto, di grazia?”

    L’ho scritto io, di grazia… tu critichi la scelta di chi ha scioperato, io mi limito a criticare la tua critica. Tutto qua.
    Io penso che di fronte a una protesta che dovrebbe vedere il fronte dei contrari il più unito possibile, sia controproducente giocare a fare i distinguo e dichiarirsi più bravi degli altri.

    “questa è una tua opinione. L’Economist, per dire, qualche tempo fa ha detto esattamente quello che sostengo io parlando della legge sulle intercettazioni. basta vedere i sondaggi, che comunque danno un buon numero di italiani favorevoli a questa cagata per capire che se abusi non ce ne fossero stati, la percentuale sarebbe stata più bassa.”

    E vabbé, allora è una opinione tua e dell’Economist.
    I sondaggi sono influenzati dalla propaganda, mi pare. Così come molti Italiani sono convinti che gli Aquilani siano dei veri ingrati a lamentarsi. Non per questo gli Aquilani hanno qualche torto.

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