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La bambina che voleva essere stuprata da 26 uomini

Stuprata a 12 anni, per sette mesi, da dozzine di uomini. Eppure, secondo i giudici, era consenziente. L’Alta Corte penale di Mardin, città nel sud-est della Turchia, ha condannato 26 uomini per violenza sessuale, ma la pena è stata particolarmente mite: la condanna più alta non supera i nove anni di carcere.

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STUPRATA PER MESI – I fatti risalgono al 2002 quando N. C., che all’epoca aveva appena 12 anni, denunciò alle autorità 31 persone, accusandole di averla ripetutamente violentata per sette lunghi mesi, provocandole gravissime lesioni fisiche e una sofferenza psicologica disumana. Tra gli accusati c’erano anche soldati, funzionari pubblici, commercianti e insegnanti, oltre a due donne che l’avrebbero letteralmente venduta alle turpi voglie degli uomini. Delle 31 persone accusate, soltanto 26 furono indagate e 23 finirono agli arresti. La sentenza in primo grado fu scioccante: tutti gli imputati avrebbero dovuto essere rilasciati. Una sentenza scandalosa, motivata dai giudici con una spiegazione agghiacciante: la bambina, infatti, sarebbe stata consenziente, una specie di baby prostituta che “sapeva quello che stava facendo” e che quindi avrebbe accettato di farsi seviziare senza pietà, per mesi, da un branco di uomini adulti.

 

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“E SE FOSSE SUCCESSO A SUA FIGLIA?” – Secondo la legge turca l’età del consenso per i rapporti sessuali si raggiunge a 18 anni, la normativa sulla violenza sessuale ammette un’eccezione che sposta la soglia di età dai 15 ai 17 anni. N.C. ne aveva soltanto 12 e, nonostante la giovanissima età, ha chiesto giustizia per se stessa. La ragazzina ha scritto una lettera all’allora ministro della Giustizia turco, Cemil Cicek: “Ho 12 anni e ho provato moltissimo dolore. La mia vita è rovinata. Sono stata stuprata da uomini che avevano l’età di mio padre e di mio nonno. Ha dei figli? Che cosa farebbe se sua figlia subisse una cosa del genere? Cosa penserebbe, come reagirebbe? Piangerebbe tutti i giorni. Tutti gli imputati per la mia vicenda sonio liberi. E la mia vita?”. Nel 2011 una nuova sentenza, altrettanto scioccante: secondo quanto riportato da Hurriyet Daily News la pena più severa fu di quattro anni e sette mesi per gli uomini e di nove anni per le due donne. Queste ultime furono condannate a un periodo di carcere più lungo a causa della “vita dissoluta” che conducevano. Qualche mese dopo la Cassazione aveva annullato parzialmente il processo, chiedendo di ricominciare daccapo. Così, dopo più di dieci anni, quello di N.C. è rimasto un caso aperto. Fino a oggi.

NUOVA SENTENZA – L’Alta Corte penale di Mardin ha oggi emesso la sentenza definitiva: le pene sono state inasprite e tutti gli imputati sono stati condannati a un periodo di carcere compreso tra i sette e i nove anni. Tuttavia i giudici non hanno fatto nessun passo indietro sul fatto che la bambina fosse consenziente. “È graficante che il colpevoli siano stati puniti e che giustizia sia stata fatta, anche se solo in parte – ha detto Erdal Kuzum, uno degli avvocati della ragazza – Resta il fatto che la decisione della Corte non soddisfa il senso della giustizia”. Anche Seyma Urper Gokce, altro legale della ragazza, non è soddisfatto dalla sentenza e ha dichiarato che l’unica cosa positiva è che il procedimento si sia concluso e che la sua cliente non subirà più danni psicologici dal processo. N.C., ormai adulta, riuscirà a ricominciare a vivere?

 

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