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Le otto star morte in modo misterioso

Amog approfitta delle stranezze rinvenute nella morte di Nathalie Wood, ufficialmente annegata nelle acque della California del Sud nel 1981 per elencare quelle che sono state le morti più oscure del show business.

ANNEGAMENTO ACCIDENTALE? NO – Secondo la testimonianza di Dennis Davern, capitano dello yacht dal quale cadde l’attrice, ha rivelato che la notte precedente il rinvenimento del corpo la donna ebbe un furioso litigio con il marito, Robert Wagner, avvenuto sul ponte dell’imbarcazione. La contea di Los Angeles ha quindi riaperto il caso spiegando che l’annegamento in realtà non è stato accidentale ma dettato da una serie di fattori tra i quali il rinvenimento all’epoca di abrasioni sulle braccia della donna. Ma sono tante le star morte in maniera oscura, esattamente come successo a Nathalie Wood.

BRITTANY MURPHY – L’attrice è morta a 32 anni a causa di un arresto cardiaco. A seguito dell’autopsia si è scoperto che la causa della sua morte era legata ad una polmonite. Cinque mesi dopo è però deceduto il marito, Simon Monjack, ritrovato nella casa di Los Angeles. A quanto pare la coppia è morta a causa dell’avvelenamento di una muffa particolarmente tossica.

 

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ANNA NICOLE SMITH – Nel febbraio 2007, sei mesi dopo la morte del figlio, la donna venne ritrovata priva di sensi in una stanza dell’Hard Rock Cafè and Casino di Hollywood in Florida. L’ex modella morì durante il tragitto in ospedale. Ufficialmente la donna rimase vittima di un collasso causato dall’uso eccessivo e contemporaneo di nove sostanze diverse, incluso il metadone.

BRUCE LEE – Il 10 maggio 1973 durante il doppiaggio di “operazione Drago”, l’attore venne colto da febbre alta, attacchi di vomito e convulsioni. Portato al più vicino ospedale gli venne riscontrato un edema cerebrale. Gli venne somministrato del mannitolo, un medicinale che sgonfia il cervello. Tre mesi dopo morì a causa di una pastiglia di Equalgesic, assunta per curare il mal di testa. Bruce Lee si addormentò per non svegliarsi più a causa delle dimensioni fuori norma del cervello.

TUPAC SHAKUR – Il 7 magio 1996 il cantante americano venne colpito a Las Vegas con cinque colpi di pistola esplosi da un auto in corsa. Tupac morì dopo sei giorni di agonia. Probabilmente il mandante fu Notorius Big ma non si sa perché non indossasse il giubbotto antiproiettile il giorno della morte, indumento che indossava dopo una tentata raina nel subìta a New York.

HEATH LEDGER – L’attore morì improvvisamente a 28 anni il 22 gennaio 2008. Il corpo, nudo e privo di visita, venne ritrovato dalla domestica nel suo appartamento di SoHo a New York. Ufficialmente la sua morte è avvenuta per avvelenamento causato dai sonniferi, dagli ansiolitici e dagli analgesici regolarmente prescritti dal medico ma che combinati insieme si sono trasformati in veleno.

MARILYN MONROE – E’ stata rinvenuta morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, a Los Angeles, il 5 agosto 1962. La donna era nuda e con in mano la cornetta del telefono. Marilyn sarebbe stata portata all’Saint John’s Health Center di Santa Monica, ma l’ospedale rifiutò di accettare il caso per l’eccessiva notorietà della vittima. Marilyn probabilmente si era suicidata con un’overdose di barbiturici. Nel corpo dell’attrice trovò 8 milligrammi di idrato di cloralio e 4,5 milligrammi di Pentobarbital per 100 millilitri di sangue.

MARCO PANTANI – Il 14 febbraio 2004, Marco Pantani fu trovato morto nella stanza D5 del residence “Le Rose” di Rimini. L’autopsia rivelò che la morte era stata causata da un edema polmonare e cerebrale, conseguente a un’overdose di cocaina. L’autopsia sul corpo del campione dopo la tragica morte e in particolare l’analisi del midollo osseo ha escluso che Pantani avesse fatto uso frequente e in quantità elevata di Epo durante la sua carriera.

MOANA POZZI – L’attrice hard morì all’Hôtel-Dieu di Lione il 15 settembre 1994. La sua morte, ufficialmente dovuta a un carcinoma epatocellulare, fu improvvisa, inattesa e diede origine a voci non controllate che affermavano che fosse dovuta all’AIDS, oppure che la stessa notizia del decesso fosse falsa. Nel 2004 la Procura della Repubblica di Roma aprì un’indagine per stabilire se Moana fosse in vita o effettivamente deceduta. La famiglia ha confermato le circostanze della morte di Moana in diverse interviste ed è stata mostrata anche una lapide senza nome nella tomba di famiglia dei “Pozzi” a Lumezzane, vicino a Brescia, in Lombardia.

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