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La bufala del complotto della strage di Sandy Hook

Altro che teorie del complotto, soltanto un'”operazione di marketing”. Diversi esperti – come spiega l’Huffington Post – hanno smentito pubblicamente le versioni “bizzarre” che circolavano in rete sulla tragedia della scuola elementare Sandy Hook, quella in cui la follia omicida del giovane Adam Lanza è costata la vita a venti bambini (su 26 vittime, compresa la madre). E dalla quale è partita la controffensiva di Barack Obama contro la violenza negli Stati Uniti, attraverso la “road map” per sfidare la potente lobby americana sulle armi d’assalto e limitare la possibilità per gli americani di recuperare in modo troppo semplice pistole e fucili.

LA TEORIA SMENTITA – Negli scorsi giorni moltissime persone avevano visto il filmato “The Sandy Hook Shooting – Fully Exposed“, un filmato pubblicato su YouTube il 7 gennaio e che aveva raccolto ben 8 milioni e 600 mila visite in solo nove giorni. Un video che in trenta minuti dava voce ad una serie di perplessità sulla versione ufficiale dei fatti, quasi per dimostrare che fosse soltanto un’allucinazione collettiva. Così sono stati diversi esperti sull’HP a bollare il tutto come una “semplice operazione di marketing“.  In alcuni casi si trattava addirittura di accuse quasi infamanti, dove si spiegava come i genitori delle vittime erano soltanto degli “attori” perché “non sembravano abbastanza affranti dalla perdita dei loro figli”. Diversi professori consultati dall’Huffington Post hanno spiegato come le teorie “ignorino (o semplicemente rifiutino) grandi quantità di prove che non supportano le loro conclusioni”. Per alcuni, dietro si nasconderebbero gli stessi interessi delle lobby delle armi, che vorrebbe così tentare di smontare il tutto per conservare i propri guadagni e la propria influenza.

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Nel video i teorici del complotto si spingono fino a citare casi di “siti commemorativi creati prima della tragedia del 14 dicembre” o a mostrare foto che, secondo loro, non corrispondono alle vittime.  Accuse bollate come semplici trovate commerciali.

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(Photo Credit/YouTube)