Economia

“Una montagna di debito”: l’Italia è una bomba ad orologeria

6 luglio 2010

Le valutazioni negative della stampa estera non riguardano gli atteggiamenti “sui generis” del nostro premier, ma la stessa politica economica e l’incapacità dell’esecutivo di tenere sotto controllo i conti pubblici

Italia ancora sotto la lente d’ingrandimento degli economisti per lo stato dei nostri Conti pubblici. Quegli stessi Conti pubblici che il governo ostinatamente – quanto falsamente – continua a dichiarare “sotto controllo”, onde poi essere costretto a pesanti manovre correttive che, con buona pace della sua propaganda, mettono, eccome, le “mani nelle tasche degli italiani”. Chiedere, ad esempio, a quanti in questi giorni stanno percorrendo le nostre autostrade ed hanno visto aumentare i relativi pedaggi. Senza contare i famigerati tagli “orizzontali” che, inevitabilmente, finiranno con l’abbattersi come un ulteriore aggravio di costi e di spese sui cittadini.

L’ITALIA COME LA GRECIA? – All’estero sono molto attenti alle cose di casa nostra. Infatti, sanno perfettamente che nel governo e nella maggioranza – si fa per dire – c’è una perfetta unità d’intenti, tanto che il governo si appresta a porre l’ennesima questione di fiducia su una manovra giudicata “impopolare“, da ben 25 miliardi di euro. Roger Bootle e il suo team di Capital Economics si sono chiesti se il nostro paese rappresenti un effettivo pericolo per la zona euro. L’Italia è giudicato un paese a “perenne crescita debole con una montagna di debito pubblico“, questo significa che “le finanze pubbliche italiane sono una potenziale bomba ad orologeria pronta ad esplodere“. Dopo che nell’occhio del ciclone sono finiti i debiti sovrani di “Grecia, Spagna e Portogallo“, Bootle ha detto che l’Italia potrebbe presto ritrovarsi invischiata “in questa brutta storia“.

POCA CRESCITA, TANTO DEBITO - “Pensiamo che la dimensione del debito italiano (il terzo più grande del mondo), finirà per indurre i mercati a porre l’attenzione sull’Italia. In questo caso la possibilità del default diverrebbe assai concreta“, ha scritto nella sua nota Roger Bootle. Inoltre, “se un altro membro della zona euro fosse costretto a ristrutturare il proprio debito oppure a giungere al default, l’Italia con ogni probabilità sarebbe costretta a seguirne l’esempio“. L’allarme appare concreto – ma non aspettatevi alcuna menzione al Tg1.Se la pressione costante da parte dei mercati – scrive Bootle – con un attacco prolungato si sovrapponesse ad una crescita debole, ed una o più economie periferiche della zona euro (i famosi pigs) uscissero dalla moneta unica, lo stesso governo italiano finirebbe sotto pressione“. Una previsione che pare “fantascientifica“, se non fosse che proprio in questi giorni per i mercati serpeggiano nuovi allarmi. I titoli bancari sono sotto pressione un po’ in tutto il continente e la stessa Borsa di Milano è tra quelle che segna le perdite più vistose. “L’Italia è in una posizione migliore rispetto ad altri, ma non è senza problemi“, ha chiosato Bootle. Bassa crescita quindi ed alto debito rappresentano la nostra spada di Damocle. Il governo, invece, parla d’altro, come l’orchestrina del Titanic continua a suonare la stessa ripetitiva litaniae sull’ottimismo di maniera anzi, già s’avventura a stappare bottiglie di champagne per previsioni di crescita assai modeste, di poco superiori al 1% nel 2010, dopo un crollo del 6% nel passato biennio.

15 commenti a “Una montagna di debito”: l’Italia è una bomba ad orologeria

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  2. Ho letto bene: “la dimensione del debito italiano (il terzo più grande del mondo),”????????????????????????????????????????? o_O

  3. Eh sì Lisa, in attese di eventuali smentite che contesteranno quel “più grande”…… ;)

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  6. Laura

    Ciao Pietro,

    grazie per questo interessantissimo articolo!
    Ti scrivo in particolare però per chiederti una cortesia.
    Mi occupo dell’uffico stampa per The Economist.
    Ho visto che il tuo articolo è stato ripreso da altri siti, riportando erroneamente il riferimento all’Economist mentre la tua fonte (che linki per altro) è un’intervista di CNBC all’economista di Capital Economics Roger Bootle, che non ha niente a che vedere con l’Economist.
    Mi chiedo se puoi fare qualcosa segnalando a chi ti ha citato che c’è un errore…
    Posso poi chiederti un tuo contatto email per poterti mandare comunicati stampa e articoli dell’Economist in anticipazione, se ti interessa?
    grazie mille
    Laura

  7. Z

    E meno male che ce lo dice Roger Bootle, sennò non l’avremmo mai nemmeno sospettato.

    Ma c’è qualcuno di questi professoroni tromboni che non ci venga a tediare con l’ovvio due anni dopo che questo s’è inequivocabilmente palesato?
    Quanto lo pagano questo per scoprire l’acqua calda dopo che ci s’è fatto la doccia per una vita intera?

    Peccato che dall’alto della sua magnificenza non si riesca nemmeno a rendere conto che non è l’Italia il problema. Non lo è nemmeno la Grecia. E’ tutto il sistema che sta implodendo: quelli messi peggio di tutti sono gli USA, ma gli USA sono l’epicentro della metastasi.
    Puoi amputarti un dito, puoi anche amputarti una gamba e continuerai a vivere.
    Ma non puoi pensare d’amputarti il cuore.
    Ecco perché questi sciamani contemporanei ci vengono a parlare di Italia, Spagna, Grecia, PIIGS. Tutte stronzate.

    E’ bastato che fallisse Lehman per trascinare l’economia mondiale nel baratro, il baratro dei bailouts.
    Ora, che fallisca la Grecia, Commerzbank, o la Beneamata Repubblica di Sarcazz, il risultato è lo stesso: una reazione a catena alla quale la governance mondiale non è in grado di far fronte.

    In altre parole questa è una crisi di sistema talmente profonda da non concedere che i suoi stessi fondamenti culturali ed ideologici non vengano messi in discussione. Con i fondamenti culturali, ovviamente, anche i suoi sacerdoti.

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  14. Asher

    Do you remember PIIGS ?

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