Cultura

Il Giornale e Libero: “Le dimissioni di Brancher? Una vittoria di Berlusconi!”

6 luglio 2010

E’ dura la vita delle gazzette di regime: secondo Feltri l’addio del ministro al nulla è l’antipasto per quello di Fini; per Belpietro è la “doppietta di Silvio”.

Il giorno dopo l’addio del ministro al Nulla, come lo chiama el Pais, è di quelli fantascientifici: sia il Giornale che Libero rivoltano completamente la vicenda e, come per il caso Scajola, presentano il tutto come una vittoria di Silvio Berlusconi. E, non contenti, presentano le dimissioni come l’antipasto per la resa dei conti con Gianfranco Fini.

SOR MAURIZIO - Maurizio Belpietro, in altri tempi sottovalutato perché Feltri gli fa ombra, è immaginifico: “La doppietta di Silvio”, titola Libero riferendosi alle dimissioni di Brancher e alla fiducia posta sulla manovra economica, e presentando le due sconfitte politiche (quando si pone la fiducia è perché non ci si fida della propria maggioranza) come due vittorie. “Risolto il caso Brancher mette la fiducia sulla manovra: ‘Gianfranco non mi serve per governare’”, scrive l’ottimo titolista, che però si permette una piccola critica quando fa notare  che dimettersi nelle aule di tribunale non è, come si dice, il massimo. Subito dopo la vignetta porta la disfida con Fini direttamente all’Ok Corral, mentre il seriosissimo Belpietro (a volte capita di domandarsi come mai non gli scappi da ridere) dice che è “vietato farsi logorare un minuto di più” e, più sotto, addirittura si auspica il colpo di stato preventivo: “Per non subire un “golpe” deve farlo lui”, si suggerisce a Silvio tanto per svelenire il clima.

VITTORIO E’ SEMPRE VITTORIO – Ma il più simpatico è sempre Feltri. “Fuori Brancher poi tocca a Fini”, dice il titolone, mentre nel sommario si precisa: “Il ministro più ‘breve’ della storia s’è dimesso. Un problema in meno per il premier, che ora avvia le operazioni per disinnescare il nemico interno. Prima mossa: fiducia sulla manovra”. Nell’articolo Feltri precisa che “Berlusconi ha portato a casa un punto” con le dimissioni di Brancher. Il secondo punto, evidentemente, dopo l’addio di Scajola, anche quello una grande vittoria del premier. Beh, viene da dire che per vincere il campionato a questo punto al PdL basta poco: basta far dimettere tutti i ministri. Una grande vittoria: Pirro ne sarebbe entusiasta.

3 commenti a Il Giornale e Libero: “Le dimissioni di Brancher? Una vittoria di Berlusconi!”

  1. Raven

    Veramente ridicoli. Risolvere un problema creato da lui stesso è una vittoria, ora? Ma allora mandarlo via/farlo dimettere è GIUSTO (se no, che vittoria è?). Ma allora, perché nominarlo?

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  3. G&G

    Alla vergogna non c’è limite!

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