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Rosaria Capacchione e l’inchiesta sul fratello

Nicola Cosentino invita a guardare in casa propria il Partito Democratico. E una vecchia inchiesta sul fratello di Rosaria Capacchione torna d’attualità sul Giornale di Caserta. Il Fatto ne parla, chiamando di nuovo in causa la macchina del fango:

“La sinistra e il Pd pensino ai loro guai giudiziari”, dice Cosentino, che invita a leggere la stampa locale. La Gazzetta di Caserta, in modo particolare. Il quotidiano, molto vicino a Cosentino, più volte al centro di polemiche per alcuni scoop, ieri ha pubblicato in prima pagina la notizia di un processo a carico della giornalista candidata. “Capacchione indagata”, è il titolo, occhiello: “A quello lo finiamo”. È una storia vecchia che riguarda alcune indagini e processi a carico del fratello imprenditore della Capacchione, con il contorno di un processo per calunnia a carico della cronista. L’ac – cusa: aver offeso un luogotenente della Guardia di finanza con frasi pesantissime, la sentenza è prevista per oggi.

Ecco cosa avrebbe detto la Capacchione secondo il quotidiano casertano:

“Certi esponenti della Guardia di finanza sono peggio di Sandokan”, uno dei capi storici dei Casalesi. L’accusa di calunnia, si legge ancora nell’articolo, “trova il suo fondamento nel rapporto del maggiore Vittorio Capriello, ex comandante delle Fiamme gialle a Caserta”, dal quale la Capacchione era andata per protestare contro l’ufficiale della Gdf, parte civile nel processo, e le sue ricostruzioni sul conto suo e del fratello. “Quel militare sarebbe stato ‘pagato’, per costruire false accuse, dalla famiglia Coppola di Pinetamare (rivale di Capacchione per l’acqui – sto di suoli e capannoni nell’ex area Saint Gobain di Caserta)”.

Poi c’è la frase sul mitra:

L’articolo continua ricostruendo l’attività imprenditoriale di Salvatore Capacchione, fratello della giornalista, dei suoi affari e di un giro vorticoso di assegni transitati direttamente sui conti correnti della giornalista. “Se non la smette lo andiamo ad uccidere col mitra”, è una delle frasi attribuita alla giornalista dalla Gazzetta di Caserta. Parole pesanti per il Pd che vede una delle sue candidature vetrina messa nel tritacarne di accuse infamanti. “Nitto Palma sta svolgendo con diligenza il suo compito: è diventato un vero esperto della macchina del fango. Il suo unico compito è quello di fare l’ avvocato di Nicola Cosentino”.