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Berlusconi e il Kura Kura: quel locale che piace tanto al premier

5 luglio 2010

Impegno infaticabile del Presidente del Consiglio perchè l’evento open sulla scalinata davanti a Villa Borghese potesse partire, nonostante le perplessità di Francesco Giro, sottosegretario alla cultura, peraltro del suo partito, e delle ambasciate limitrofe.

Salvate il Kura Kura. L’evento dell’estate romana, consistente in un allestimento di parquet, cuscini bianchi e dancefloor sulla scalinata Bruno Zevi, davanti alla Galleria Nazionale delle Belle Arti, ovvero praticamente dentro Villa Borghese, è sotto la benevola attenzione del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha piacere di intrattenervisi e, dunque, comprensibilmente, non avrebbe piacere se chiudesse.

NO ALLA MOVIDA - Il punto è che la possibilità non era così peregrina, e dunque, la mobilitazione necessaria. Era tutto pronto, al Flaminio, per far partire il Kura Kura 2010: il Campidoglio aveva firmato le autorizzazioni, e inserito l’evento nel cartellone dell’Estate Romana. Ma tutto si inceppa quando il Sottosegretario ai Beni Culturali, dunque membro del Governo, Francesco Giro, del Pdl, emette il suo altolà: “gli studiosi delle Accademie straniere non dormono, in più la scalinata Zevi va protetta dalla movida”. Queste, in soldoni, le motivazioni dello stop, riassunte dagli informatissimi de L’Unico.it, il quotidiano locale free press che ha offerto integrale copertura della vicenda. Dunque duplice il motivo, culturale e diplomatico: la manifestazione produce sporcizia e degrado, dunque non è possibile farla partire così vicino a Villa Borghese; inoltre, essendo il Flaminio quartiere notoriamente di ambasciate, si rischia l’incidente diplomatico se la kermesse parte. Dunque, per quest’anno, non se ne fa niente.

IL COMPLOTTOE a l’Unico hanno le idee abbastanza chiare su di chi sia la colpa. “A boicottare la riapertura di quello che senza dubbio – almeno la scorsa estate – è stata oggettivamente una delle location più gradevoli della movida estiva romana”, scrivono sul magazine “ci sono Italia Nostra, dell’aristocratico ex comunista Carlo Ripa di Meana – che ormai in pensione fa dell’ambientalismo il suo hobby di terza età dimenticando che esiste anche la filatelia o il giardinaggio – il sospettabile Pd romano, e le Accademie europee di Belgio, Danimarca, Romania, Gran Bretagna e Olanda “preoccupate della tranquillità e del sonno dei loro artisti e studiosi”: insomma, un complottone della “precedente gestione veltroniana” che esercita la sua lobbying su chi di dovere. E qui, la protesta è forte: perchè questi diplomatici non si lamentano dei mondiali trasmessi live su maxischermo a Piazza di Siena, vicina tanto quanto la scalinata Zevi?

3 commenti a Berlusconi e il Kura Kura: quel locale che piace tanto al premier

  1. Sprizza romanticismo da tutti i pori il kura kura…che bello! :)

  2. Ho un attacco d’ansia da deprivazione d’attacchi persecutori.

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