Onorevoli colleghi, ci hanno beccato. L’emendamento salva-manager, dico. Pazzesco. Eppure era difficile. Come diavolo hanno fatto a capire che una frase assurda come “le dichiarazioni dello stato di insolvenza a norma dell’art. 4, comma primo, e dell’art. 3, comma terzo, del presente decreto e dell’art. 3 e dell’art. 82 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, sono equiparate alla dichiarazione ai fini dell’applicazione delle disposizioni dei capi I, II e IV del titolo VI della legge R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni solo nell’ipotesi in cui intervenga una conversione dell’amministrazione straordinaria in corso o al termine della procedura ovvero nell’ipotesi di accertata falsità dei documenti posti a base dell’ammissione alla procedura” significava soltanto “il signor Tanzi è amico nostro e quindi non va in galera”?























IO FUI OGGETTO DELLO SCAMBIO
IO FUI LA VITTIMA SACRIFICALE
IO FUI IL PEGNO D’ AMORE
Onorevole, mi spiace molto, ma il signor Tanzi non sarebbe rientrato, hanno fatto bloccare l’emendamento proprio perchè nella confusione è stato scritto male. Quell’”"accertata falsità dei documenti posti a base dell’ammissione alla procedura” purtroppo non avrebbe permesso al nostro comune amico Tanzi di beneficiare dell’emendamento. Però io mi sarei salvato, accidentaccio.
Caro Raffaele, cosa vuole, con tutti quei commi non ci capivamo più niente neppure noi. Dunque adesso a lei tocca andare in galera. Mi spiace.
Gilardinho, di ciò che lei scrive non ci ho capito nulla, ma intuisco dal suo cognome che lei è extracomunitario: favorisca il permesso di soggiorno o la faccio perquisire da un vigile urbano di Parma, grazie.