4 luglio 2010
Una proposta a firma Raffaele Lauro vuole potenziare le pene già previste dall’articolo 303 del codice penale, se si istiga dal web.
Sono 54 i senatori del Popolo delle Libertà firmatari con Raffaele Lauro del disegno di legge che prevede il carcere da 3 a 12 anni per chi, comunicando con più persone in qualsiasi forma, istiga a “commettere i reati puniti dall’articolo 593″ del Codice Penale. La proposta prevede un’aggravante: «se il fatto è commesso avvalendosi dei mezzi di comunicazione telefonica o telematica -si legge nell’articolato del dd l- la pena è aumentata».
PERICOLO INTERNET – Gli articoli 115 e 414 del Codice penale, spiega Lauro, non sono ‘aggiornati ‘rispetto alle potenzialità espresse dalla rete: «appare dunque di tutta evidenza -sottolinea- la necessità di intervenire per via legislativa prevedendo un’incriminazione finalizzata ad arginare il pericoloso, diffuso fenomeno di coloro che inneggiano alla violenza sulle persone, specialmente attraverso interventi mediatici o telematici». «È necessario -prosegue Lauro- introdurre una fattispecie penale che punisca il comportamento di chi, tramite discorsi, espressioni, scritti, interventi, utilizzando internet o i social network, o tramite altri mezzi mediatici o informatici, istighi a commettere un delitto contro la vita e l’incolumità individuale o fa apologia degli stessi delitti».
NIENTE CENSURE – La fattispecie di reato che i senatori del Pdl vogliono introdurre nel Codice penale è modellata, spiega Lauro, sull’articolo 303 (Pubblica istigazione e apologia), che però riguarda solo i delitti contro personalità internazionali e dello Stato. «Una soluzione di questo tipo -sottolinea l’esponente del centrodestra- non potrebbe essere soggetta a censure connesse alla possibile lesione al diritto alla libertà di manifestazione del pensiero sancita dall’articolo 21 della Costituzione: se così fosse, non potrebbe considerarsi costituzionalmente compatibile neanche la fattispecie prevista dall’articolo 303 del Codice penale, che punisce l’istigazione a commettere un delitto meno grave rispetto a quelli contro la vita e l’incolumità delle persone».
L’OMISSIONE DI SOCCORSO – Ad una prima analisi, però, pare strana e originale l’idea del PdL: l’articolo 593 del codice penale si riferisce all’omissione di soccorso: è “un reato omissivo proprio, nel quale il legislatore viene a reprimere il mancato compimento di una azione giudicata come doverosa, indipendentemente dal verificarsi o meno di un evento come conseguenza di tale omissione”. E’ probabile che ci sia stato un errore di trascrizione, e l’articolo su cui lavorare sia invece il 303, correttamente citato nel seguito del testo.
(adnkronos)




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Il giorno che arresteranno Bossi il padano e sodali per istigazione alla violenza, all’insurrezione armata, alla segregazione razziale e religiosa, potrò anche crederci…….Fino ad allora mi farò tante …ma tante……ma tante risate!
“E’ probabile che ci sia stato un errore di trascrizione, e l’articolo su cui lavorare sia invece il 303, correttamente citato nel seguito del testo.”
No ma quale errore questi sono scienziati! Questi hanno inventato il legittimo impedimento aggiungendo una frase ad un articolo, questi hanno fatto una ventina di leggi ad personam aggirando l’articolo 3 della costituzione, ma scherziamo? E’ gente seria con le p… quadrate.
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era una bufala
http://nonleggerlo.blogspot.com/2010/07/nonleggerlo-svela-la-bufala-dopo.html
Pero’ il disegno di legge è stato presentato solo che non lo hanno calendarizzato.
Un po’ come mettere una pistola sul tavolo e poi cominciare una conversazione… la pistola non è stata usata, ma è li’ in bella mostra tanto per stare tranquilli…
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