Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Archivio Chi siamo Contatti Pubblicità
Cronacadi Maria Teresa Mura (Indigo Scarlett)
pubblicato il 3 luglio 2010 alle 15:18 dallo stesso autore - torna alla home

Possono delle immagini e delle parole provocare una reazione che con le parole hanno poco a che fare? Tra uno slogan e un petardo la differenza è evidente.

Roma è gay“. Questo slogan è l’immagine che lo correda, in questi giorni è stata utilizzata per promuovere, tramite numerose affissioni, il Gay Pride della 4751265633 90b679f1a5 Aggressioni ai gay, Brugiatelli (La Destra): I manifesti istiganoCapitale. C’è qualcuno a cui la cosa non è evidentemente piaciuta, e che addirittura trova un possibile movente per gli esaltati che ieri sera hanno lanciato petardi e bengala al Gay Village: «personalmente ritengo che nella vita privata ognuno ha il diritto, nel rispetto degli altri, di vivere la propria sessualità, anch’io considero deplorevoli le aggressioni omofobiche».

ZITTI, CHE POI I PAZZI SI SCATENANO – L’autore di questa nota è  Maurizio Brugiatelli, dirigente nazionale de la Destra di Francesco Storace. Brugiatelli continua: «ma pretendo rispetto per la mia città – e vedere Roma tappezzata di manifesti con 2 uomini che si baciano con la scritta ‘Roma è gay’ credo non abbia fatto piacere ai romani, e lo si può considerare anche un’istigazione a gruppi di esaltati. Ai cittadini della capitale avrebbe fatto piacere che il sindaco Alemanno si fosse espresso drasticamente anche nei confronti di chi ha affisso, anche in modo selvaggio, quel manifesto che ha offeso gran parte dei cittadini romani».

PREPOTENZE SENZA CONSEGUENZE - Anche solo concepire una reazione che vada oltre la teorica provocazione da cui è scaturita però, è già giustificarla. Allora risulta, anche se non accettabile, più comprensibile l’azione che ha portato alla copertura dei manifesti: «nella notte sono stati coperti tutti i manifesti del Gay Pride apparsi a Roma, trasformando la scritta Roma è gay in Roma per la famiglia. Una iniziativa goliardica ma carica di significato, per ribadire la contrarietà dei cittadini romani al riconoscimento dei matrimoni gay e all’adozione di figli da parte di coppie gay». Questa la nota del comitato Roma per la famiglia che conclude: «da Via Labicana a Via Cristoforo colombo, da Castro Pretorio a Porta Pia ogni manifesto grida il bisogno di famiglia che ormai è impellente in Italia per rispondere alla crisi antropologica che attraversa la nostra società». Sarà anche una prepotenza, ma almeno non si è fatto male nessuno.