Possono delle immagini e delle parole provocare una reazione che con le parole hanno poco a che fare? Tra uno slogan e un petardo la differenza è evidente.
“Roma è gay“. Questo slogan è l’immagine che lo correda, in questi giorni è stata utilizzata per promuovere, tramite numerose affissioni, il Gay Pride della
Capitale. C’è qualcuno a cui la cosa non è evidentemente piaciuta, e che addirittura trova un possibile movente per gli esaltati che ieri sera hanno lanciato petardi e bengala al Gay Village: «personalmente ritengo che nella vita privata ognuno ha il diritto, nel rispetto degli altri, di vivere la propria sessualità, anch’io considero deplorevoli le aggressioni omofobiche».
ZITTI, CHE POI I PAZZI SI SCATENANO – L’autore di questa nota è Maurizio Brugiatelli, dirigente nazionale de la Destra di Francesco Storace. Brugiatelli continua: «ma pretendo rispetto per la mia città – e vedere Roma tappezzata di manifesti con 2 uomini che si baciano con la scritta ‘Roma è gay’ credo non abbia fatto piacere ai romani, e lo si può considerare anche un’istigazione a gruppi di esaltati. Ai cittadini della capitale avrebbe fatto piacere che il sindaco Alemanno si fosse espresso drasticamente anche nei confronti di chi ha affisso, anche in modo selvaggio, quel manifesto che ha offeso gran parte dei cittadini romani».
PREPOTENZE SENZA CONSEGUENZE - Anche solo concepire una reazione che vada oltre la teorica provocazione da cui è scaturita però, è già giustificarla. Allora risulta, anche se non accettabile, più comprensibile l’azione che ha portato alla copertura dei manifesti: «nella notte sono stati coperti tutti i manifesti del Gay Pride apparsi a Roma, trasformando la scritta Roma è gay in Roma per la famiglia. Una iniziativa goliardica ma carica di significato, per ribadire la contrarietà dei cittadini romani al riconoscimento dei matrimoni gay e all’adozione di figli da parte di coppie gay». Questa la nota del comitato Roma per la famiglia che conclude: «da Via Labicana a Via Cristoforo colombo, da Castro Pretorio a Porta Pia ogni manifesto grida il bisogno di famiglia che ormai è impellente in Italia per rispondere alla crisi antropologica che attraversa la nostra società». Sarà anche una prepotenza, ma almeno non si è fatto male nessuno.




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Ma che noia!! ^0^
Ma basta! Non se ne può più!!
Ma che gli importa a loro se gli altri\e sono gay!
Sempre lì a imporre qualsiasi cosa! E devi essere cattolico. E devi essere questo e quest’altro. Ti devono dire altri pure con chi devi andare a letto! Manco ci andassero loro! Ma che siamo tutti parenti, che hanno influenza sulle altrui decisioni? Ma se manco li conoscono quei gay! L’unica giustificazione a simili comportamenti, a me, pare l’invidia per l’altrui autonomia. Si baciano? Fatti loro!!! E intendo proprio fatti loro, perchè non mi piace l’ostentazione nè degli etero nè degli omo. Che noia le coppiette etero che si sbaciucchiano in pubblico e che noia gli omo che fanno altrettanto. I sentimenti sono fra 2 persone: non fra 2 con tutta la collettività che fa da spettatore o da giudice.
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