Sacrifici pubblici, sprechi privati

29/06/2010 - Marco Zacchera fa il sindaco di Verbania. Ogni tanto va a verificare l’andamento delle mense scolastiche e qualche settimana fa ha assistito al pranzo di alcune classi di una scuola media della città. Il suo racconto è emblematico Da un

     
 

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Marco Zacchera fa il sindaco di Verbania. Ogni tanto va a verificare l’andamento delle mense scolastiche e qualche settimana fa ha assistito al pranzo di alcune classi di una scuola media della città. Il suo racconto è emblematico

Da un po’ di tempo si parla spesso di sprechi. Sprechi “pubblici”: soldi succhiati dalla casta, appalti truccati, auto blu. O più semplicemente, soldi che vengono spesi troppo allegramente. Tanto, si dice, non sono i “loro”. Però non ci si interroga mai se siamo tutti davvero senza peccato.

LO SPRECO NELLA MENSA – Il sindaco di verbania, Marco Zacchera, un ex An ora del PdL, ha raccontato cosa si è trovato di fronte in uno dei suoi periodici giri di “ispezione” nelle mense scolastiche della sua città. A proposito di una delle sue ultime ispezioni ha scritto qui : “Quando i ragazzi sono tornati in classe lo stato della sala non solo sembrava un campo di battaglia, ma si potevano notare una gran quantità di panini appena sbocconcellati come tante fette di torta (buonissime) avanzate dopo un rapido assaggio. Qualcuno si era perfino divertito con le punte della forchetta a forare il coperchio dei budini-monodose che quindi, pur non usati, andavano buttati.” In questo caso, quindi, non si tratta di un politico corrotto, di un imprenditore “furbetto” o di un funzionario distratto o di un dipendente fannullone. Ma di ragazzini che crescono senza rispetto per nessuno. Convinti che lo spreco sia cosa normale.

UN’AMARA RIFLESSIONE – Continua il sindaco del PdL: “Resta la consapevolezza che per questi cittadini ormai prossimi a diventare adulti il senso del sacrificio non esiste. Constato, non giudico: sarà colpa delle famiglie, della scuola, della società, delle istituzioni… Fatto sta che i nostri figli (o nipoti) crescono troppe volte così, sedotti da ideali che non reggono, abituati allo spreco senza minimamente rendersi conto di come sia dura la vita per centinaia di milioni di loro coetanei in tante parti del mondo e quindi senza neppure provare la gioia e la felicità del godere quello che hanno”. E’ una riflessione amara, ma molto veritiera. Viviamo in una società dello spreco: lo testimoniano le tonnellate di rifiuti, di cibi non consumati buttati via, di un uso non sempre attento delle auto, dell’energia elettrica. E di molto altro. Ma mentre siamo pronti a gridare – giustamente – allo scandalo per un uso disattento del denaro pubblico non prestiamo attenzione ai nostri comportamenti “privati”

SOBRIETA’ PUBBLICA E PRIVATA – Certo, si obbietterà, non è la stessa cosa: un conto è sprecare denaro che non è il nostro, ma di tutti: come nel caso della spesa pubblica. Un altro è buttare via cose che ci appartengono. Mica tanto giusto, però. Come dice ancora il sindaco di Verbania: “Interroghiamoci sui cattivi esempi che diamo e se non sia il momento che tutti – ma proprio tutti – ci si imponga una seria riflessione su questi argomenti, perché la crisi la si combatte tagliando gli sprechi, ma anche insegnando uno stile di vita più sobrio, rispettoso, economico. Forse quando si parla tanto di crisi e della necessità di fare “tagli” per contenere la crisi economica e finanziaria dovremmo anche ricordarci di queste cose.” Sarà pure un po’ moralista, ma è davvero difficile non essere d’accordo.

     
 

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