SAREBBE A DIRE? - Ma torniamo alla fantastica mossa concertata dai ragazzi coraggiosi delle Banche Centrali. Vorrei far notare che si stava ormai facendo strada un consenso sul fatto che gli attuali problemi finanziari abbiano tratto origine da un eccesso di lassismo monetario centrale (seppur non necessariamente con argomentazioni precise e coerenti quanto la teoria del ciclo economico di Hayek). In particolare i tassi
tenuti artificialmente troppo bassi e le risciacquate di liquidità avrebbero comportato eccessi di indebitamento da una parte e pericolose bolle speculative dall’altra. E che soluzione è stata oggi realizzata? Tagliare i tassi e aprire a tutta i rubinetti, appunto! Negli USA si era già all’assurdo, dichiarato da alcuni analisti, che il mercato interbancario si era disseccato (facendo saltare su il Libor) perché la banche ormai facevano prima a cercare i soldi direttamente presso la Fed invece che aggirarsi nell’interbancario, e la Fed ormai funzionava come parcheggio per chi era liquido e non voleva rischiare nulla con le controparti. Chi si presentava sull’interbancario erano quindi ormai solo le banche con l’acqua alla gola, e questo ha spinto su i tassi. Lo stesso problema si stava concretizzando anche in Europa, con ampie disponibilità raccolte presso la BCE e presso la stessa parcheggiate, con i dovuti effetti al rialzo sull’Euribor. La tecnica delle Banche Centrali mi pare sia, a questo punto, inondare il mondo di moneta finché le banche, non sapendo più dove metterla, finiscano per disperazione o per caso a scambiarsela sul mercato interbancario (se il cavallo non vuol bere, annegacelo!).
SOCIALISMO RULEZ - Un’altra cosa che disturba è che, oltre a dire al sistema che potrà avere quanta liquità voglia a prezzi di saldo, i governi (dagli USA, alla Gran Bretagna, fino all’Italia) stanno nazionalizzando o si dichiarano pronti a rilevare qualsiasi banca in dissesto perché nessuna fallisca. Di nuovo non c’è alcun rigore di intervento minimo lasciando fallire chi ha sbagliato (i depositi sono comunque assicurati, quindi invocare la loro protezione come ratio di questi interventi suona come una scusa); di nuovo il gioco è falsato, perché se la fase negativa del ciclo è stata innescata da un eccesso di liquidità, un ulteriore eccesso potrà al massimo essere un paliativo di breve durata (vediamo cosa farà l’Euribor nei prossimi giorni, se accoglierà “freddamente” questi tagli così come hanno fatto gli IRS). La combinazione delle misure prese diventa solo una espansione totale dello Stato nella finanza stampandosi per giunta da solo i soldi, con davanti un mondo ai saldi.Concludendo, non vedo alcuna soluzione alla crisi dopo questo taglio concertato, la fase discendente non si ribalterà, i governi controlleranno tre quarti del PIL mondiale (siamo già oltre la metà, in crescita, e le cose non mi pareva migliorassero), e l’inflazione che ne verrà fuori ci eroderà ancora di più gli stipendi. Sarò felice di sbagliarmi.























La mossa cinese l’ho trovata molto interessante (dal punto di vista geopolitico), che io ricordi non aveva mosso i tassi neppure durante la crisi del far east.
La Bce purtroppo ha ceduto alle pressioni. Io avrei puntato ad una immediata operazione trasparenza. Tanto in casi simili tacere aumenta incertezza e sfiducia, meglio alzare il tappetto, vedere cosa c’e’ sotto ed eventualmente punire i responsabili (che ingenuo che sono).
Ti incuriosisce la Cina? Pensa all’Indonesia che invece ha alzato allora (conteranno forse come il due di picche, però sono curiosi).
“BCE, Bank of England, Riksbank e Bank of Australia ufficialmente hanno adottato la cornice operativa dell’Inflation Targeting”
Ma perchè tutti sono convinti di questa cosa?
NON E’ VERO.
E’ un errore fattuale, tranne che per il caso svedese.
Per la BCE, si veda pag. 60 di questo documento http://www.ecb.int/pub/pdf/oth.....2004it.pdf per uno statement esplicito del perchè essa NON fa inflation targeting.
La Fed poi avendo il doppio mandato ne fa ancora di meno.
In linea di principio, fa spavento anche a me il taglio di ieri (vedo inflazione 5-6% nel 2008 se va bene), ma commenti come questo non tengono in conto un elemento importantissimo. Come al solito, quando si parla di decisioni di politica monetaria non abbiamo il controfattuale: cosa sarebbe accaduto se il taglio non ci fosse stato? Ciò non si può sapere con certezza, però visto l’andamento dei mercati delle ultime 2 settimane una previsione si può fare. Ovvero: sarebbe successo un disastro.
E’ chiaro che tagliare i tassi non risolve i problemi strutturali, però limita i danni, e a questo punto mi sembra davvero l’unica cosa che si può fare.
Per l’inflazione volevo dire 2009, non 2008.
forse sono in errore
ma quando l’ inflazione era al 10-15-20 %, dai miei piccoli risparmi di 20.000 euri riuscivo a ricavare una rendita di 2000-3000-4000 euri l’ anno che, associata ala pensione di zia Concetta, mi davano quel respiro in più per arrotondare il magro stipendio …….
si, avevo qualche debituccio, ma anche il mio stipendio cresceva piuèù o meno automaticamente ed in misura tale da consentirmi di pagarli specialmente se senza interessi o a tasso fisso
eppoi il soldo circolava e mio cuggino commerciante mi diceva che spaventava sempre i clienti con minacce di aumenti dei prezzi in giornata e così li spingeva a comprare, comprare
ed anche la concorrenza non era feroce……guadagnava dippiù chi riusciva più rapidamente ad aggiornare in aumento i prezzi di listino
ma questa inflazione, se accompagnata ad aumento di stipendi adeguato è poi cosi teribbbileeeeee ?
approposito,,,,i paesi stranieri li fottevamo con la svalutazione monetaria che tant piaceva a confindustria
…..si stava meglio quando si stava peggio
(ringrazio giornalettismo che mi permette di ragionare di economia e Patrizio che mi stimola)
oddio.
Invece ha ragione Leonardo tranne che per la BCE. UK, Australia e Svezia FANNO inflation targeting. La Fed non mi pare sia stata citata.
Dell’Australia non so assolutamente nulla (mea culpa), su Uk hai ovviamente ragione tu e ho dimenticato di dirlo, ma resta il fatto che i grossi volumi li fanno BCE e Fed.
@Topin
forse perché viene comunque detto dalla BCE stessa, e non me lo sono sognato, che l’inflazione al 4% non era un problema perché nell’arco di due anni sarebbe tornata sotto il target del 2%, oltre al fatto che quando la BCE è partita questa era stata dichiarata come sua politica.
Magari mi vedo meglio quel documento, però non vorrei che si confondesse l’inflation target, cioè un obiettivo di inflazione secco, con l’inflation targeting, che è una cornice operatova, una cosa più vasta che riguarda visione prospettica, elasticità di approcci (non una secca taylor rule, per capirci), indipendenza operativa, e chiarezza comunicativa. Qui parlavo del secondo concetto, essendo il semplice target sull’inflazione sputtanatissimo ormai. Ho richiamato questa cornice perché comprende la perfetta leggibilità della politica monetaria senza sorprese, così come è stata condotta fino a due giorni prima, ed è questo che è mancato stavolta. Che poi facciano un forecast puntuale o diffusivo, con ottica a due anni o tre o più, con un target secco o una banda, non cambia l’impostazione di fondo, la cornice appunto.
Se poi vuoi dirmi che i suoi proclama di controllo dell’inflazione entro una certa banca e un certo periodo, fatti finora, era solo stronzate comunicative per tranquillizare le persone, questo aggrava solo la sua posizione.
L’idea della politica monetaria della BCE è di ancorare le aspettative, non il tasso di inflazione realizzato. Quello poi è una conseguenza (second round effects), però un target di inflazione tecnicamente è un’altra cosa.
In ogni caso capisco quello che vuoi dire, in linea generale hai ragione, anche se non l’avrei detto in quei termini - non parlerei di cornice di inflation targeting ma di mandato sulla stabilità dei prezzi.
Australia fu influenzata dai buoni esiti del primo esperimento di IT (Nuova Zelanda 1992 se la memoria non mi inganna).
“Come al solito, quando si parla di decisioni di politica monetaria non abbiamo il controfattuale: cosa sarebbe accaduto se il taglio non ci fosse stato? Ciò non si può sapere con certezza, però visto l’andamento dei mercati delle ultime 2 settimane una previsione si può fare. Ovvero: sarebbe successo un disastro”
Ehm, non sono d’accordo con l’analisi; proprio perché non si sa con certezza cosa sarebbe successo altrimenti, non si può nemmeno dire che sarebbe successo un disastro. E poi disastro di cosa? Disastro Borsistico o distrastro nel credito? Perché se si parla di Borsa ci sarebbe da ridere, è stato vietato il short selling e i finanziari andavano comunque giù a sasso, e vista da questa prospettiva si potrebbe dire che il taglio dei tassi vuol funzionare per metterci un’altra pezza dopo che la prima si è dimostrata inutile.
Se si voleva evitare il credit crunch, andrebbe detto come mi pare di aver fatto intendere, che non si è formato per mancanza di liquido ma per deterioramento medio degli impieghi; aggiungerne altro è un accanimento su un morto, gli investimenti insostenibili per sproporzione tra impieghi e risparmi reali restano tali; questa è una recessione da ciclo e ci vorrebbe dall’alto un po’ di realismo ammettendo che gli Stati non hanno più i superpoteri che pensavano. A meno che la cosa non sia voluta per giustificare l’espansionismo Governativo… vedete un po’ voi.
@ Calvin
non ti inganni
era l’esempio preferito da L.E.O. Svensson (svedese) nella sua produzione accademica.
@ topin
ok, ma il semplice mandato sulla stabilità dei prezzi è un termine un po’ troppo generale, che può o meno comprendere la trasparenza operativa, mentre io voglio fare riferimento a principi che la BCE ha diffuso come suoi capisaldi (se si è rimangiata tutto, evidentemente siamo in tanti a non averlo sentito dire), e non mi viene in mente un’altra cornice operativa formale che prescriva la piena trasparenza come punto fondamentale.
L’euribor3mesi ha fissato al livello di ieri, pari pari. Peggio di quanto pensassi.
Ho già spiegato nel post linkato il motivo del taglio concertato e di uguale magnitudine. Qui lo fa anche l’Economist:
It also minimised the risk of currency instability: a unilateral rate cut by one central bank could have hurt its currency. It may also have prevented accusations that one country was trying to shift the burden of economic weakness onto others.
Ovviamente, questo ragionamento si estende anche a tagli differenziati, che da domani torneranno ad essere regola.
http://www.economist.com/finan.....p;fsrc=rss
“Ehm, non sono d’accordo con l’analisi; proprio perché non si sa con certezza cosa sarebbe successo altrimenti, non si può nemmeno dire che sarebbe successo un disastro.”
Si, ok, non si può dire con certezza, però i rischi erano a quanto capisco veramente troppo alti. Il disastro _immediato_ da evitare era, evidentemente, il panico dei risparmiatori con annessa corsa agli sportelli, o anzi peggio alla liquidazione di tutte le posizioni in titoli di investitori non istituzionali. E’ chiaro che il taglio dei tassi non evita nè le future svalutazioni degli attivi delle banche nè il rallentamento dell’economia reale. Tuttavia, data la pressione sui mercati negli ultimi giorni, un segnale di quel genere serviva per evitare effetti valanga. Non è detto che sarà sufficiente.
Il fixing dell’Euribor è altro discorso. Finchè le banche continuano a prendere a prestito dalle banche centrali e ridepositare presso le stesse, perdendoci quanto ci perdevano prima perchè il corridoio non cambia d’ampiezza, l’Euribor farà esattamente quello che faceva fino a ieri. Negli USA si è sentito un effetto anche lì; leggevo in questo momento su Bloomberg che l’interbancario è tornato al 5% dal 9.5% dell’altro ieri. Non escludo che scenda anche in Europa.
Tutti per uno, mezzo punto per tutti!…
Bernanke chiama, Trichet risponde. Le banche centrali tagliano di concerto i tassi d’interesse . Ma il problema è l’interbancario, e così la crisi non si risolverà.
È successo l’impensabile: i capi dell’economia monetaria mondiale si sono a…
OT (Phastidio & Calvin): ecco a voi “l’amico toscano”
Be’ il taglio avrà in parte efficacia dal 15 e in parte efficacia immediata, qualcosa si doveva pur vedere.
“Il disastro _immediato_ da evitare era, evidentemente, il panico dei risparmiatori con annessa corsa agli sportelli, o anzi peggio alla liquidazione di tutte le posizioni in titoli di investitori non istituzionali. E’ chiaro che il taglio dei tassi non evita nè le future svalutazioni degli attivi delle banche nè il rallentamento dell’economia reale.”
Riguardo i risparmiatori, tagliare i tassi significa remunerar loro meno i loro depositi, quindi che sia nel loro interesse… E poi la paura da bank running è dovuta al non poter rivedere i propri depositi, e questo si può risolvere ampliando le garanzie statali (che già ci sono, e i fondi a copertura sono stati pure aumentati).
Riguardo i portafogli… riducendo i tassi si riduce il valore di mercato degli swap, tanto per dirne una; si può sostenere la Borsa, ma le azioni sono più sensibili a prospettive di reddito e fiducia che al fattore di sconto, a parte inevitabili immediati rimbalzi (insomma, le azioni non sono Bot, lo sai bene).
Solo che il “panico” borsistico è figlio dell’aridità dell’interbancario, per cui chi ha bisogno di liquidità urgente rischia di chiudere; una manovra che non risolve questa aridità non è la giusta risposta al panico.
Strano che nessuno abbia detto “lo hanno fatto per abbassare le rate dei mutui”.
> Strano che nessuno abbia detto “lo hanno fatto per abbassare le rate dei mutui”.
Sul Sole24Ore di oggi c’e’ un’intervista a Bini Smaghi, in cui parla della necessita’ di legare il tasso sui mutui al tasso di riferimento della Bce anziche’ all’Euribor.
va’ be’, meglio che stia zitto, porto male, se dico che Gregorj si spacca una gamba finisce che se ne tronca due in 20 minuti…
Il motivo del concerto transatlantico (perché se due aziende si mettono d’accordo colludono e due governi concertano o cooperano o collaborano? Double moral standards! :D) mi è abbastanza chiaro. L’utilità del taglio mi sembra trascurabile, a meno che tagliare i tassi abbia un effetto notevole sul patrimonio delle banche, rendendole meno avverse al rischio. Non ho dati per dirlo, ma non ci credo granché.