Coppa del Mondo: quell’ossessione razziale intorno ai Bleus è odiosa
23/06/2010 - Anche a Rue89 è stato chiesto un giudizio su quella che ormai è definita come la “dimensione razziale” e il problema della “feccia da periferia” della nazionale francese. E non nasconde l’indignazione per uno pseudo-dibattito che minaccia di essere molto più ridicolo
Anche a Rue89 è stato chiesto un giudizio su quella che ormai è definita come la “dimensione razziale” e il problema della “feccia da periferia” della nazionale francese. E non nasconde l’indignazione per uno pseudo-dibattito che minaccia di essere molto più ridicolo del comportamento dei giocatori in campo.
Contro il Brasile nella finale di Coppa del Mondo del 1998, i due colpi di testa vittoriosi di Zidane erano francesi, marsigliesi e popolari, degli obiettivi “black-blanc-beur ” (espressione che spiega la multietnicità francese ). Le Pen a quei tempi era così ridicolo e razzista quando
affermava che non c’erano abbastanza bianchi in quella squadra. Nella finale contro l’Italia nel 2006, è stato un colpo di testa algerino, un colpo di testa delle periferie per l’onore. Ma scusato dalla debolezza di un eroe nazionale. Nel 2010, nessuna pietà, è la disfatta e nascono delle analisi che alla fine non sono dissimili da quelle di Le Pen.
UN GRUPPO DI TEPPISTI - Alain Finkielkraut, figura intellettuale fra i neoconservatori di Parigi vede nella disfatta umana e morale della nazionale francese il risultato di una “divisione etnica” e “religiosa“, frutto della presenza e dell’azione negativa di un “gruppo di teppisti che conosce solo una morale: la mafia“, una “generazione fredda“,”persone che se ne fottono della Francia“. E le sue parole non sono isolate. Sotto forme più “soft”, la questione in realtà sta facendo il giro degli editoriali di stampa in questi ultimi giorni .
NESSUNA ANALISI SERIA - Innanzitutto, spiega Rue89 , questo dibattito non si basa su alcuna analisi seria. NeI loro club europei, i Bleus sono giocatori importanti, con un palmarès impressionante e dalla riconosciuta professionalità. Se li contendono a peso d’oro. Ma all’ improvviso nel crollo esagonale attuale, sono ridotti al loro colore della pelle e al contesto sociale di appartenenza reale o di fantasia. Ci sono attualmente dieci bianchi nel team di Francia e tredici neri. Tra i tredici neri, sette sono dei territori d’oltremare e sei sono di origine africana. Dei 23 giocatori, solo cinque sono nati nella regione parigina. Infine, dal punto di vista religioso , la maggior parte di essi non ha espresso nessuna appartenenza.
MENO MALE CHE NON C’ERANO ARABI - “E’ quindi impossibile – spiega Rue89 – concludere che questo aspetto sarebbe fondamentale per la causa del naufragio dei Blues secondo il signor Finkielkraut, noto esperto di periferie e di calcio. E verrebbe da dire: fortunatamente che non ci sono arabi in questa squadra di generazione fredda! Nasri, Benzema e Ben Arfa non sono stati selezionati. Perché gli arabi, come ha detto un Ministro della Repubblica francese: ”Quando ce n’è uno, va bene. E’ quando ce ne sono molti che ci sono problemi”. “Uff , abbiamo schivato una pallottola! “
RAZZISMO STRISCIANTE - In secondo luogo, questa ossessione razziale sembra indicativa di una tendenza molto preoccupante nel dibattito politico e dei media. Il voler ridurre le persone e le loro azioni alle loro origini è estremamente pericoloso e del tutto odioso. Questo metodo di identificazione di ” feccia da periferia” dietro ogni giovane con pelle di colore diverso dal bianco è del tutto aberrante . Questi processi negano la personalità e la pluralità e riflettono un profondo disprezzo per le classi meno abbienti e una forma di razzismo che sta diventando un luogo comune. Soprattutto, queste osservazioni portano ad oscurare ciò che gli osservatori informati hanno visto già da almeno quattro anni, vale a dire i numerosi insuccessi accumulati nella gestione sportiva e umana di questa selezione. Tutte queste fantasie razziali, religiose e sulla mafia da periferia, non fanno altro che nascondere tutto quello che pure il più inesperto allenatore potrebbe vedere e cioè l’incapacità a gestire ciò che costituisce una squadra di calcio: i sottogruppi gli ego, le differenze, gli antagonismi che appartengono a tutto lo staff della federazione fino all’allenatore e che dovrebbero trascendere affinché esista una dinamica di gruppo.













Dare la colpa solo alla razza mi sembra superficiale. La nazionale italiana è piena di italiani ma non mi sembra sia messa molto meglio dei galletti.
certamente un francese della Guyana o appena arrivato dall’Algeria, non sarà molto attaccato alla maglia blu della Francia.
ma penso sia un problema che va al di là del paese di appartenenza. nei club, questi giocatori sono mezzi fenomeni, in nazionale no! il motivo è che i club li pagano fior di milioni per giocare….le nazionale no! se vinci un mondiale ti danno 200.000 euro. Tantissimi per la gente comune….un mese di stipendio per loro.
i calciatori sono diventati come i mercenari dei tempi delle signorie…più pagi più gioco (combatto), paghi meno me ne vado all’altra squadra (signoria). le nazionali hanno fatto il loro tempo e, soprattutto in Europa, non vedo che senso abbiano.
è triste, però è così!
Pingback: L’ossessione razziale attorno alla nazionale Francese « Crossmode
Non è questione di razzismo, ma nove africani su 11 giocatori, non rappresentano la Francia. Sono tutti provenienti da nazioni indipendenti,l’ impero francese non esiste più, quindi dovrebbero giocare nelle loro nazionali. Tutto lascia intendere che diano il passaporto a chi gli conviene. Stesso discorso per la Germania, che schiera 5 tedeschi e sei importati. Tanto vale non parlare più di nazionali, ma parlare di squadre di Lega così si possono comprare giocatori ovunque come l’ Inter, e la finiamo col “razzismo”.
Non diciamo fesserie per favore. Sono tutti giocatori che sono nati in Francia ( Gallas, Abidal, Govou, Diarra, Anelka, Henry,Benzema, ma erano nati in Francia pure Thuram, Trezeguet,Zidane ) o che comunque vivono in Francia fin da quando erano bambini perché figli di immigrati. Applicando lo stesso criterio dovremmo dire che Balotelli non deve giocare in nazionale perché nato a Palermo da immigrati ghanesi. Poi qualcuno mi deve sempre spiegare come mai nessuno si scandalizzava di Platini che era nato in Francia ma di origini italiane che più italiane non si può. Allora ve lo spiego io, perchè Platini è bianco e gli altri no. E questo al mio paese ha un solo nome. Si chiama razzismo.
Esatto ormai le nazionali nn servono piu’ perche’ non si puo’ dire che uno come geronimo kakau è tedesco!!!=) e mi viene anke un po da ridere che nella germania ce’ un giocatore di nome boateng ke di padre ghanese e madre tedesca ke ha un fratello sempre ovviamente boateng solo che uno gioca x la nazionale tedesca e l’altro in quella ghanese…e qualche gg fa si sono pure scontrati sul campio perchè erano nello stesso girone le due nazionali=) va be’d'ora in poi nn ci saranno piu’ nazionali ma club, italia ,germania ecc ecc