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La grande lotta della piccola isola d’Elba

Un ospedale troppo piccolo per una isola così grande. E ‘ questo lo strano ossimoro della struttura di Portoferraio nell’isola d’Elba, che con i tagli alla sanità ha subito una scure pesante, nonostante il personale ridotto all’osso.

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(Foto Facebook Comitato Sanità Elba)

QUANTO SERVE – L’Ospedale di Portoferraio è l’ unico punto di pronta risposta sanitari ache c’è nell’isola Elba. Una terra che ospita circa 32 mila 600 persone in inverno, e tra le 250/300 mila d’estate. I collegamenti marittimi si interrompono nelle otto ore notturne e variano a seconda delle condizioni meteorologiche del mare. La USL haavviato già da diversi mesi, una sorta di “riorganizzazione”, che piano piano porterebbe l’ospedale a poco più di un “Pronto Soccorso”. Questo a discapito di alcuni servizi territoriali. Paradossalmente la spending review prevede che lo standard dovrà scendere da 4 a 3,7 posti per 1000 abitanti. A Portoferraio quindi si dovrebbero attivare circa 120 posti letto contro gli attuali 77. Il comitato sul blog denuncia: “Le azioni messe in campo dall’Azienda producono costanti contrazioni di attività e pertanto determinano riduzione dell’espertizzazione del personale, producendo quindi, paradossalmente, un maggior rischio di errore (nessuna attività di formazione è stata attuata per assicurare il mantenimento delle professionalità, in particolare nella chirurgia)”.

LA STORIA – A partire dal 28 ottobre 2011, con il taglio dei servizi, l’attività ha subito forti rallentamenti, costringendo spesso i cittadini a trasferimenti via mare e i pazienti in viaggi in elicottero. Tagli fatti solo all’Elba. In un territorio di 223 kmq, otto comuni e una popolazione prevalentemente anziana, con una rete di trasporto pubblico pressoché assente. Una situazione esasperante che ha spinto sei sindaci dell’isola a occupare il tetto del nosocomio, il 16 dicembre scorso. Simonetta Mibelli del Comitato Elba Sanità, formato da cittadini  e personale, racconta delle ultime piccole vittorie: “Il 23 novembre scorso l’Assessore Marroni (regione Toscana), ha proposto un accordo all’incontro con i Sindaci dell’Elba; un accordo dal quale partire per iniziare un’inversione di tendenza, riguardo lo smantellamento dell’ospedale di Portoferraio. Tale documento è stato sottoscritto dai Sindaci ed è stato recepito dalla Giunta in data 3 dicembre”. Ma Il comitato continuerà a vigilare sulla situazione. Se magari il laboratorio prelievi è stato attivato, manca ancora qualche unità medica. Manola Balderi del comitato precisa: “Dovremmo fare monitoraggio e il punto della situazione. Tra gennaio e febbraio ci sono le scadenze entro cui devono essere attuati i punti. Vigileremo molto anche con i sindaci. Certo con i tagli ai fondi la situazione è comunque difficile”. Nella conferenza stampa di fine anno, il presidente della Regione Enrico Rossi evita di commentare la proposta dei sindaci e parla, a Tenews, della situazione finanziaria : “Continueremo a tenere i costi sotto controllo. Abbiamo i bilanci certificati e sfidiamo il governo a chiedere la stessa cosa alle altre Regioni”.

INDAGINI – In realtà nella sanità toscana ci sono un po’ di problemi. Alcuni bilanci delle asl locali sono in rosso. In particolare a Massa si parla di 400 milioni. La Asl 10 di Firenze chiude con una perdita di 25.904.218 euro, la numero 7 di Siena con una perdita di 10.499.216 euro, quella di Pistoia con perdita di 4.517.094 euroe Lucca con 3.962.259 euro. A raccontare il caso di Massa è il Corriere fiorentino che parla di una indagine avviata dalla procura che vede coinvolto anche il presidente della Regione:

È il 2 maggio scorso e il presidente della Regione Enrico Rossi, indagato per falso ideologico nell’inchiesta sul buco dell’Asl di Massa, viene intercettato con una persona: “Ascolta, stavo guardando le chiusure dei bilanci del 2011 (omissis, ndr)… però volevo discutere sulla definitiva… perché avremmo l’opportunità di far chiudere tutte in pareggio, tranne due. Però dobbiamo discuterlo assieme perché è delicata ovviamente… (omissis, ndr). Perché quest’anno più aziende chiudiamo in pareggio e più soldi prendiamo”

Rossi si è sempre difeso parlando di aver avviato lui stesso le indagini in procura, con una sua segnalazione, dopo aver scoperto il buco finanziario. E sui bilanci delle Asl toscane ricorda che sono i “primi in Italia e certificati”. Ma diverse intercettazioni sembrano incastrarlo. Sempre sui bilanci Rossi torna a chiacchierare in via telefonica con un assessore:

Domani i dg devono tornare al lavoro e la prima cosa che si mettono a fare è quella di vedere i mandati di pagamento. Noi le situazioni critiche dovremmo averle soltanto a marzo. Bisogna che stamani questi si sveglino presto. Gli faccio una bella telefonata e gli dico: noi cari signori domani vi si fa la delibera e vi si manda i soldi. Però poi voi preparate i mandati di pagamento (…) E in una settimana bisogna dire, noi adesso paghiamo, punto.

L’avvocato del presidente, Gaetano Viciconte, difende il suo assistito secondo lui, “tirato in ballo dall’ex direttore amministrativo Ermanno Giannetti che è stato condannato a 5 anni e 6 mesi per peculato”.

COSA MANCA – Intanto le difficoltà ad Elba non mancano. Si lamenta la mancanza di un servizio di anestesia e rianimazione organizzato su guardia attiva tutte le 24 ore. Scarseggiano i posti letto in sub-intensiva. “Un servizio di anestesia efficiente – commenta il comitato- produrrebbe anche miglioramenti nella domanda complessa di ADI territoriale e potrebbe produrre anche servizi nuovi per l’Elba, quali il parto indolore”. Tecnica che ora con i nuovi Lea dovrebbe essere invece ampiamente diffusa. La diagnostica presenta alcune criticità, la radiologia ha un solo medico operativo. E l’avvio dell’EcoFAST al Pronto Soccorso, che prevede nuovi e formati operatori così introdotta appesantisce semplicemente il pronto soccorso dove è operante un solo medico. Pochi i servizi di riabilitazione. “Mancano offerte nel cardiologico e nel motorio. Sono stati previsti letti ex cod.56 e ex art. 26, ma nessuna risposta in tal senso è stata data dall’Azienda e la domanda elbana migra, con gli oneri relativi, in continente”.

LA PROMESSA – Il 23 Novembre 2012 è stato sottoscritto un accordo tra l’assessore regionale alla Salute Luigi Marroni, sindaci e comitati. Tra i punti concordati c’è  la nomina del primario di medicina entro tre mesi, un punto prelievi a accesso diretto, un pool di chirurghi che preveda lo spostamento di professionisti e sopratutto una guardia anestesiologica sulle 24 ore.

COSTI – Un trasporto in elicottero costa i media 9 mila euro. Nel 2011 il comitato racconta: “Oltre al costo del viaggio bisogna tener conto delle spese del personale, medici, infermieri, impiegati e poi ci sono apparati come una torre di controllo e altre strutture. E sapendo che il budget annuale Regionale si aggira intorno ai 6 milioni e mezzo di euro, che gli interventi totali della base grossetana sono stati 730 nel 2010, ecco che con una banale divisione si riesce a inquadrare un costo medio a intervento di 8904 euro,che ovviamente varia secondo la distanza e il tempo dell’impegno”. Eppure l’elisoccorso è l’unica via di trasporto in caso di condizioni marittime critiche. Nel mentre la sanità toscana cambia. Con nuove aree vaste e l’obiettivo “territorialità” promosso dall’assessore Marroni. Nelle azioni di riordino previste dalla delibera, la Regione investirà su questa riforma, destinando alle aziende sanitarie circa 20 milioni di euro e un ulteriore fondo di 22 milioni di euro sarà distribuito a tutte le aziende sanitarie in base ai risultati ottenuti. Ultima boccata di ossigeno in un sistema che ha bruciato troppi soldi, con bilanci in rosso. E che tenta di rialzarsi, con tagli alle risorse e accorpamenti compresi.

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