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La bimba disabile cacciata dal cinema ad Arezzo

Una storia curiosa, che viene raccontata via Facebook e sulla quale a questo punto esistono almeno due versioni e qualche curiosità. Una bimba in carrozzina viene allontanata da un cinema ad Arezzo durante uno spettacolo perché non si trova seduta al posto per i disabili a causa di un errore delle maschere.

IL RACCONTO – La storia è raccontata dalla Nazione in questa maniera:

Nel pomeriggio la famiglia si presenta al cinema, compra i biglietti: l’area per disabili, quella studiata per le carrozzine, è libera nello spettacolo dopo a quello delle 15, il biglietto della bambina riporterebbe l’ora dello spettacolo dopo, quello dei genitori secondo i familiari no e secondo l’Uci lo stesso. Il computer esegue e non ragiona ma non sbaglia Cosa succede all’ingresso effettivo? Secondo la famiglia la maschera si accorge e pone il problema, invitando tutti ad andare a quello delle 17. Secondo l’Uc non si sarebbe accorta di nulla, vista la calca all’ingresso. Di fatto i tre entrano. Essendo l’area per le carrozzine occupata l’unica possibilità è accomodarsi nelle poltroncine tradizionali.

Ma dopo dieci minuti entrano le maschere in sala e chiedono ai tre di uscire:

Motivo? La mancanza di condizioni di sicurezza. In pratica misurate sul caso di incendi, quando è necessario agire subito e quindi in teoria non ci sarebbe il tempo di risalire sulla sedia a rotelle per fuggire. I genitori replicano che la piccola è leggerissima e che sono loro con lei. I genitori protestano, una parte della sala si accorge, poi il confronto prosegue fuori della sala, nel corridoio. La bambina, da dentro, capisce perfettamente cosa sta accadendo e chiede per prima di uscire. Ai tre vengono offerti anche dei biglietti gratuiti per altri spettacoli ma a quel punto ormai la voglia di andare al cinema è sparita.

Il tutto, secondo la Nazione, è riportato su Facebook dal leader aretino di Futuro e libertà per l’Italia, ed è facile notare (guardate lo stamp e il rettangolo) che il tutto è stato fatto in una inserzione sponsorizzata, alla quale il social network garantisce una visibilità molto alta in cambio del pagamento di una certa somma. Probabilmente l’avrà fatto per dare il massimo della diffusione a una storia così:

LA REPLICA DI UCI CINEMAS – La replica di Uci Cinemas viene riportata, tra gli altri, da Arezzo Notizie:

Con riferimento all’episodio che il 1 gennaio 2013 ha coinvolto una bambina diversamente abile di sei anni e i suoi genitori presso la multisala UCI Cinemas Arezzo, desideriamo in primo luogo esprimere tutta la nostra solidarietà alla famiglia e ci scusiamo se, nell’adempimento delle misure di sicurezza e prevenzione prescritte, la famiglia abbia dovuto subire una qualche forma di disagio. Sottolineando, tuttavia, che dette misure, nonché le norme di evacuazione dei disabili cui si devono attenere le società che gestiscono sale cinematografiche e teatrali, non ci consentivano di agire diversamente.

 

Fatta questa dovuta premessa, e rispetto a quanto riportato erroneamente da alcuni siti di informazione online, UCI Cinemas precisa che:

– La famiglia era in possesso di tre biglietti per lo spettacolo delle 17.20 e non, invece, per quello cui ha avuto accesso delle 15.00. A causa della eccezionale affluenza dovuta alla giornata festiva, il personale addetto allo strappo dei biglietti non si è accorto che stava consentendo l’accesso a fronte di tre biglietti per lo spettacolo successivo. Anche i genitori della bimba incorrevano in errore, non rilevando, difatti, l’esatto orario dei biglietti.

– La sala in questione dispone, come da normativa vigente, di due posti per persone diversamente abili in carrozzina. Essendo però i due posti laterali (per facilitare la fuga in caso di pericolo), un solo accompagnatore può sedere vicino alle persone diversamente abili.

– I posti nella sala erano già occupati da uno spettatore diversamente abile, in possesso del biglietto per quella programmazione, e dal suo accompagnatore.

– I nostri dipendenti non hanno in alcun modo minacciato di chiamare le “guardie” se la famiglia non avesse provveduto a lasciare la sala. Ci preme sottolineare che tale fatto non solo non ha avuto luogo, ma un simile comportamento non rientra nella ordinaria prassi della nostra Società. Inoltre, la necessità di una tale minaccia non sussiste quando ci si trova di fronte a persone di buon senso e comprensive come i genitori della bimba.

– Quanto alla cura e alla sensibilità con cui il nostro personale ha gestito la situazione, giova rappresentare che alla famiglia sono stati offerti sei biglietti omaggio validi tutti i giorni, nonché l’invito ad assistere, il 1 gennaio stesso, a un diverso spettacolo alle ore 16.20. Successivamente, visto il mancato gradimento del film proposto, sono stati offerti alla famiglia ulteriori tre biglietti omaggio.

Ecco quindi che si scopre una versione della storia completamente diversa rispetto a quella di partenza. Nella quale l’errore c’è al momento dell’entrata e coinvolge tutti, compresi i genitori. E in cui non ci sono minacce di chiamare i carabinieri. Sarà interessante vedere quale delle due versioni sarà più diffusa: se quella sponsorizzata o l’altra. In attesa di conoscere la verità.