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Cervelli in sciopero contro l’”Ammazza precari”


UNA SOLUZIONE?
– “La nostra questione potrebbe essere risolta: ci sarebbero le risorse e poi i pensionamenti“, mi dice Francesco, precario nientepopodimeno che dal ’98. Tra i cinquanta dipendenti dell’istituto infatti, molti stanno per andare in pensione e solo due sono dottorandi. L’ultima assunzione presso l’IMEM risale al 2001 e tutti i ricercatori pensionati che si sono succeduti in questi anni non sono stati rimpiazzati, non esiste nessuna programmazione per l’inserimento di nuovi ricercatori e per sostituire l’ulteriore personale prossimo alla pensione“, scrivono nel comunicato stampa inviato ai giornali. Senza Francesca, Giovanna, Simone e Stefano (i più giovani del gruppetto non immediatamente coinvolti dalla questione “stabilizzazione” bloccata), Davide, Luca Francesco e gli assenti, senza i tredici ricercatori precari dell’IMEM di Parma, l’Istituto sarebbe in una situazione paradossale di carenza di personale, o, quanto meno, di personale competente. Peccato. Peccato per l’economia italiana.


LICENZIARE IL FUTURO
– E pensare che Francesca studia dei materiali che servono per realizzare mezzi per la registrazione magnetica (gli hard disk usati nei computer, o in altri dispositivi, tipo l’iPod) con densità sempre maggiore. Pensate che bello se le aziende italiane potessero contare su di lei… ancora. Pensate che bello se le aziende italiane potessero contare su Francesca, e su quelli come lei. In molti si troveranno sabato 7 ottobre a una manifestazione nazionale a Roma. Tanti saranno ricercatori, anche universitari. Speriamo che qualcuno li ascolti e non solo per l’”Ammazza precari”. Come dice il più giovane del gruppo, Simone, appena 29anni, è noto il divario delle condizioni di trattamento dei ricercatori italiani rispetto a quelli stranieri nonché lo stato di malattia in cui versa la nostra economia. “All’estero, quando si hanno dei problemi di questo genere, si investe nella ricerca per tentare di risollevarsi. Qui le si tagliano i fondi“, mi dice più tardi qualcuno al dipartimento di fisica. Ma questa è un’altra storia.

Di seguito trovate degli spezzoni della nostra chiacchierata.

18 commenti a Cervelli in sciopero contro l’”Ammazza precari”

  1. Santocrile

    PRECARIATO:

    UNA SITUAZIONE DI COMODO PER LO STATO CHE CI PORTERÀ ALLA FAME
    Si chiede:“ La stabilizzazione, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato, dei precari che da oltre un triennio – con contratto di lavoro a tempo determinato prestano servizio alle dipendenze scolastiche restando nelle graduatorie permanenti di 1 Fascia, del personale Docente e ATA. Si tenga presente che essere nella prima fascia da un triennio vuol dire aver prestato minimo 5 anni di servizio da precari, considerando che per il passaggio in prima fascia sono richiesti almeno 24 mesi di servizio presso le Scuole Statali e nella categoria di appartenenza. (Se non erro cinque anni equivalgono ad una legislatura con la quale i nostri onorevoli acquisiscono il diritto ad una pensione vitalizia alquanto riguardevole) Si reclama, pertanto, un sacrosanto diritto per il personale scolastico: non quello di acquisire la pensione dopo un quinquennio… ma quello di un contratto a tempo indeterminato. PRECARIATO: un vero problema, un cancro che coinvolge milioni di lavoratori pubblici e privati, influenzando l’intera economia del paese (le statistiche ufficiali in Italia parlano di oltre 2,5 milioni di precari); precariato che di sicuro fa comodo al governo e ai datori di lavoro, della pubblica Amministrazione e soprattutto della scuola. Mi riferisco in particolar modo ai precari ATA, che ogni anno al 31 di agosto vengono licenziati a migliaia, per poi essere riassunti col primo di settembre, senza avere alcuna garanzia. Servitori dello Stato mal pagati, poco riconosciuti: precari cronici. Quel che è sicuro è che vi è una precisa volontà dei nostri governanti di rendere inefficiente la pubblica amministrazione (scuola) e di ricattare la forza di lavoro precaria. Basta tener presenti le ingenti somme di danaro pubblico che vengono spostate verso le Scuole private, ove sia il personale ATA che docente entra non per concorso, ma per conoscenza: un regno di pochi prediletti dove si consegue un punteggio che permette l’accesso alle scuole statali) (Prediletti per il punteggio ma ricattati economicamente. Mi vien da pensare al film di Fantozzi: “Se vuoi lavorare paga”) –NON RICONOSCENDO A QUESTI LAVORATORI ALCUN PUNTEGGIO, potrebbero cessare i ricatti economici. Inoltre ……[omissis] La Precarietà, la privatizzazione e la diminuzione del personale portano ad una disorganizzazione dei servizi pubblici, con conseguenze che ben si notano sulle ex aziende Statali passate ai privati: treni e traghetti invasi da zecche, pulci, ratti, per non parlare delle aziende sanitarie dove persone sane vengono operate per arricchire il budget di alcuni dirigenti. Dunque la mentalità dei nostri governanti supera ogni pudore quando si tratta di tagliare la spesa pubblica e di ridurre in modo drastico la quantità e la qualità dei pubblici servizi. Tutto ciò incide notevolmente sul commercio, considerato che chi è di ruolo può acquistare una macchina a rate o accedere ad un mutuo bancario; chi invece è precario viene bloccato, e con esso è bloccato anche lo sviluppo economico del paese. Come se ciò non bastasse, entra in gioco il potere di acquisto dei salari sempre più inadeguati, con le immissioni in ruolo al ribasso o addirittura bloccate, e l’annullamento dei diritti acquisiti dai lavoratori e della loro dignità. Di questo passo possiamo affermare che il tanto agognato “posto fisso” sarà solo una chimera, o la indignitosa riserva di alcuni personaggi poco onorevoli che ci governano.

    Basilio SANTOCRILE.

    Proprietà letteraria riservata di Basilio Santocrile, viene consentita la riproduzione dei racconti poesie detti ecc. per intero a mezzo stampa radio TV ed internet, citandone l’ autore. – santocrile@virgilio.it

  2. uhmamma, speriamo bene santocrile.

  3. Konx

    Ma onestamente, qualcuno spera sul serio che in Italia un giorno si investa seriamente in ricerca? Ho vari amici all’estero a fare dottorati, e ogni volta che ci parlo assieme mi convinco sempre di più che se uno ne ha la possibilità dovrebbe _scappare_ il più in fretta possibile. Io mi sto attrezzando proprio in questi giorni :P

    Comunque, a quanto pare hanno almeno aumentato gli stipendi dei dottorandi portandoli a circa 1000 euro…un passettino in avanti (e 200 indietro).

    Konx.

  4. m.

    spero che il Ministro Brunetta trovi una soluzione per questi giovani promettenti e meritevoli, ma come mai non scendono mai in piazza per le altre schifezze dell’università?
    vedi:
    http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1000655.html

  5. gloria

    @m. Sono scesi lunedì scorso anche alcuni ricercatori dell’università a Parma e non solo…e non per protestare contro l’ammazzaprecari ma contro la legge 133 approvata quest’estate quando erano in vacanza…Ho sentito anche loro. Spero di farvi leggere presto

  6. gloria

    e alla manifestazione dei ricercatori dell’università si sono uniti anche questi ragazzi del Cern…è una protesta nella protesta per certi versi…

  7. Precario CNR IMEM

    NON SIAMO DEL CERN, SIAMO DEL CNR!!!!!!!

  8. gloria

    ahi ahi ahi!! lo sapevo che mi scappava di nuovo! :D CHIAMATE FROID!

  9. gloria

    grazie Loska!

  10. ALFONSO

    Bravo Brunetta continua cosi troppi parassiti in Italia-BRAVOOOOOO

  11. @ gloria, mi raccomando: si scrive froid, ma si pronuncia fruad.

  12. gloria

    si Brunetta, troppi parassiti. Ha ragione Alfonso.Magari stanno da altre parti però! Prova a cambiare prospettiva… In ogni caso:i ricercatori del IMEM (CNR) oltre che essere anelli importanti per lo sviluppo tecnologico del nostro Paese, si avvalgono di finanziamenti esterni. Da quello che ho capito non gravano sulle casse dello Stato

  13. gloria

    @Gregory…io scrivo come parlo:D questo è il problema!

  14. ugo

    Quasi quasi al posto di fare il loro gioco facendo la fame mi metto in piazza da laureato e mi metto a fare l’unica cosa che spero mi riesca: suonare la chitarra e fare un giro col capello in mano!

  15. ugo 2

    Non si sa mai….magari è la volta buona!!!

  16. Pingback: cronaca24.org

  17. lucapino

    Precari significa che si puo essere licenziati, quindi bisogna avere il posto fisso in modo che lo stato, o chi per Lui non possa più licenziarti. Esiste il divorzio, tra coniugi, norma moderna e illuminata, ma non tra datore di lavoro e lavoratore.In Cina c’é più di un miliardo di lavoratori, tutti licenziabili, quindi tutti precari. La grande maggioranza di tutti i lavoratori nel mondo, sono licenziabili (specie i fannulloni perché quelli che rendono non li licenzia nessuno). In Italia invece bisogna continuare a lottare strenuamente, perchè il divorzio non deve esistere.

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