“LAVORIAMO INSIEME. COME NON AIUTARLI?“ – Mi ha sorriso la guardia giurata nel gabbiotto di portineria, lunedì nel primo pomeriggio, quando sono andata a trovarli. Un bel sole. Niente più traffico. Tutto tornato alla consueta quiete parmigiana.
D’altronde due studenti di farmacia seduti affianco a me sull’autobus mi avevano detto, come per tranquillizzarmi: “Non c’è niente, solo stamattina un po’ di casino, dei volantini e le macchine ferme. Non abbiamo ben capito perché!”. Tutto tranquillo dunque… Un solo dubbio mi scuote davanti al portone dell’IMEM. Perché l’insegna recita:”MASPEC“? “È il vecchio nome. Lo abbiamo cambiato nel 2005.” Mi raccontano i ragazzi del CNR quando li incontro. “Beh, forse non c’erano i soldi nemmeno allora“, immagino.
NON CI SONO SOLDI – Questa l’unica giustificazione che riescono a darsi quelli dell’IMEM. Giovani, freschi, pimpanti e “magliettati” ovvero: vestiti di una maglia che ne identifica lo stato di precarietà. Non sono strani scienziati pazzi dai capelli arruffati. Sono ricercatori. Vale a dire: menti portate al massimo livello d’istruzione previsto dalla nostra Costituzione, formati con cura e dispendio di risorse finanziarie. Cervelli “maturi” da cui poteva ma potrebbe ancora dipendere la nostra economia, il progresso tecnologico del nostro Paese, il nostro futuro… “Lavoriamo tutti da molto tempo nella ricerca (da cinque fino a più di dieci anni), abbiamo tutti decine di pubblicazioni sulle riviste scientifiche e abbiamo tutti sostenuto più di un concorso. È anche grazie al nostro lavoro che l’Istituto IMEM può continuare ad operare a livelli di assoluta eccellenza nella ricerca sui nuovi materiali, molto spesso in collaborazione con imprese locali, contribuendo quindi anche allo sviluppo economico del nostro territorio“.
BRUNETTA, CHE SENSO HA? – Portati al top della conoscenza dunque, funzionali alla crescita locale e no
per poi… essere mandati via? Nella migliore delle ipotesi, se l’emendamento dovesse passare, se dunque dovessero essere licenziati, potrebbero solo andare a regalare la propria professionalità e i soldi investiti dallo stato italiano nella loro formazione agli stranieri. Non lo vogliamo promuovere questo madeinitaly? “Il punto è molto importante“, sottolinea Luca, precario dal 2003. Come i suoi colleghi, dopo aver preso un dottorato triennale post laurea, è diventato precario. Un master in Irlanda (“era meglio se restavo“, dice); e poi qui al CNR è andato avanti con contratti atipici, da più di tre anni come alcuni dei suoi colleghi. Tra i presenti al nostro incontro: Francesca, Davide, Giovanna, Luca. Per la procedura di stabilizzazione che era stata avviata da Prodi “basterebbero” quei tre anni perché questi ragazzi possano avere un contratto a tempo determinato. E invece no. Temono addirittura il licenziamento! Loro che sono del CNR e che non solo non gravano sulle casse dello Stato, ma che portano in alto la reputazione del nostro Paese all’estero. “I nostri lavori recano i nostri nomi e spesso ci garantiscono finanziamenti dall’Europa, dall’Industria. Se mandano via noi tagliano via un poco tutto“.























PRECARIATO:
UNA SITUAZIONE DI COMODO PER LO STATO CHE CI PORTERÀ ALLA FAME
Si chiede:“ La stabilizzazione, attraverso la stipula di contratti a tempo indeterminato, dei precari che da oltre un triennio – con contratto di lavoro a tempo determinato prestano servizio alle dipendenze scolastiche restando nelle graduatorie permanenti di 1 Fascia, del personale Docente e ATA. Si tenga presente che essere nella prima fascia da un triennio vuol dire aver prestato minimo 5 anni di servizio da precari, considerando che per il passaggio in prima fascia sono richiesti almeno 24 mesi di servizio presso le Scuole Statali e nella categoria di appartenenza. (Se non erro cinque anni equivalgono ad una legislatura con la quale i nostri onorevoli acquisiscono il diritto ad una pensione vitalizia alquanto riguardevole) Si reclama, pertanto, un sacrosanto diritto per il personale scolastico: non quello di acquisire la pensione dopo un quinquennio… ma quello di un contratto a tempo indeterminato. PRECARIATO: un vero problema, un cancro che coinvolge milioni di lavoratori pubblici e privati, influenzando l’intera economia del paese (le statistiche ufficiali in Italia parlano di oltre 2,5 milioni di precari); precariato che di sicuro fa comodo al governo e ai datori di lavoro, della pubblica Amministrazione e soprattutto della scuola. Mi riferisco in particolar modo ai precari ATA, che ogni anno al 31 di agosto vengono licenziati a migliaia, per poi essere riassunti col primo di settembre, senza avere alcuna garanzia. Servitori dello Stato mal pagati, poco riconosciuti: precari cronici. Quel che è sicuro è che vi è una precisa volontà dei nostri governanti di rendere inefficiente la pubblica amministrazione (scuola) e di ricattare la forza di lavoro precaria. Basta tener presenti le ingenti somme di danaro pubblico che vengono spostate verso le Scuole private, ove sia il personale ATA che docente entra non per concorso, ma per conoscenza: un regno di pochi prediletti dove si consegue un punteggio che permette l’accesso alle scuole statali) (Prediletti per il punteggio ma ricattati economicamente. Mi vien da pensare al film di Fantozzi: “Se vuoi lavorare paga”) –NON RICONOSCENDO A QUESTI LAVORATORI ALCUN PUNTEGGIO, potrebbero cessare i ricatti economici. Inoltre ……[omissis] La Precarietà, la privatizzazione e la diminuzione del personale portano ad una disorganizzazione dei servizi pubblici, con conseguenze che ben si notano sulle ex aziende Statali passate ai privati: treni e traghetti invasi da zecche, pulci, ratti, per non parlare delle aziende sanitarie dove persone sane vengono operate per arricchire il budget di alcuni dirigenti. Dunque la mentalità dei nostri governanti supera ogni pudore quando si tratta di tagliare la spesa pubblica e di ridurre in modo drastico la quantità e la qualità dei pubblici servizi. Tutto ciò incide notevolmente sul commercio, considerato che chi è di ruolo può acquistare una macchina a rate o accedere ad un mutuo bancario; chi invece è precario viene bloccato, e con esso è bloccato anche lo sviluppo economico del paese. Come se ciò non bastasse, entra in gioco il potere di acquisto dei salari sempre più inadeguati, con le immissioni in ruolo al ribasso o addirittura bloccate, e l’annullamento dei diritti acquisiti dai lavoratori e della loro dignità. Di questo passo possiamo affermare che il tanto agognato “posto fisso” sarà solo una chimera, o la indignitosa riserva di alcuni personaggi poco onorevoli che ci governano.
Basilio SANTOCRILE.
Proprietà letteraria riservata di Basilio Santocrile, viene consentita la riproduzione dei racconti poesie detti ecc. per intero a mezzo stampa radio TV ed internet, citandone l’ autore. – santocrile@virgilio.it
uhmamma, speriamo bene santocrile.
Ma onestamente, qualcuno spera sul serio che in Italia un giorno si investa seriamente in ricerca? Ho vari amici all’estero a fare dottorati, e ogni volta che ci parlo assieme mi convinco sempre di più che se uno ne ha la possibilità dovrebbe _scappare_ il più in fretta possibile. Io mi sto attrezzando proprio in questi giorni
Comunque, a quanto pare hanno almeno aumentato gli stipendi dei dottorandi portandoli a circa 1000 euro…un passettino in avanti (e 200 indietro).
Konx.
spero che il Ministro Brunetta trovi una soluzione per questi giovani promettenti e meritevoli, ma come mai non scendono mai in piazza per le altre schifezze dell’università?
vedi:
http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1000655.html
@m. Sono scesi lunedì scorso anche alcuni ricercatori dell’università a Parma e non solo…e non per protestare contro l’ammazzaprecari ma contro la legge 133 approvata quest’estate quando erano in vacanza…Ho sentito anche loro. Spero di farvi leggere presto
e alla manifestazione dei ricercatori dell’università si sono uniti anche questi ragazzi del Cern…è una protesta nella protesta per certi versi…
NON SIAMO DEL CERN, SIAMO DEL CNR!!!!!!!
ahi ahi ahi!! lo sapevo che mi scappava di nuovo!
CHIAMATE FROID!
corretto ;P
grazie Loska!
Bravo Brunetta continua cosi troppi parassiti in Italia-BRAVOOOOOO
@ gloria, mi raccomando: si scrive froid, ma si pronuncia fruad.
si Brunetta, troppi parassiti. Ha ragione Alfonso.Magari stanno da altre parti però! Prova a cambiare prospettiva… In ogni caso:i ricercatori del IMEM (CNR) oltre che essere anelli importanti per lo sviluppo tecnologico del nostro Paese, si avvalgono di finanziamenti esterni. Da quello che ho capito non gravano sulle casse dello Stato
@Gregory…io scrivo come parlo:D questo è il problema!
Quasi quasi al posto di fare il loro gioco facendo la fame mi metto in piazza da laureato e mi metto a fare l’unica cosa che spero mi riesca: suonare la chitarra e fare un giro col capello in mano!
Non si sa mai….magari è la volta buona!!!
Cervelli in sciopero contro l’”Ammazza precari” !…
È in discussione alla Camera in questi giorni l’emendamento Brunetta che pretende di abrogare la procedura di “stabilizzazione” del personale precario con almeno tre anni di contratto a tempo determinato, avviata nel 2007 dal governo Prodi. Ciò…
Precari significa che si puo essere licenziati, quindi bisogna avere il posto fisso in modo che lo stato, o chi per Lui non possa più licenziarti. Esiste il divorzio, tra coniugi, norma moderna e illuminata, ma non tra datore di lavoro e lavoratore.In Cina c’é più di un miliardo di lavoratori, tutti licenziabili, quindi tutti precari. La grande maggioranza di tutti i lavoratori nel mondo, sono licenziabili (specie i fannulloni perché quelli che rendono non li licenzia nessuno). In Italia invece bisogna continuare a lottare strenuamente, perchè il divorzio non deve esistere.