15 giugno 2010
Lo afferma il ministro della Giustizia dell’esecutivo Zapatero: il velo è incompatibile con la dignità umana. Intanto a Barcellona è già vietato.
La legge sulla libertà religiosa è in incubazione: all’interno di essa troverà spazio anche una nuova normativa sull’uso del burqa, il velo integrale adottato da alcune donne di religione islamica. Francisco Caamano, ministro della Giustizia spagnolo, giurista galiziano con un passato nelle università, lo ha dichiarato oggi, sottolineando che l’uso del velo integrale è “difficilmente compatibile con la dignità della persona umana“. Caamano ha però aggiunto che questa è solo l’intenzione del Governo: starà poi alle Cortes Generales, il Parlamento spagnolo, lo scegliere se dare o meno seguito a queste intenzioni, e se si, in quale misura. Motivi di ordine pubblico spingono il governo a questa determinazione, spiega Caamano, sostenendo che l‘Esecutivo “adotterà misure nei confronti di quei simboli religiosi che impediscono l’identificazione delle persone nei luoghi pubblici“, minando l’incolumità dei cittadini.
CATALOGNA APRIPISTA - La decisione del governo spagnolo arriva a seguito della analoga normativa approvata dal comune di Barcellona. E neanche per Jordi Hereu, sindaco socialista del capoluogo catalano, è una “questione religiosa”: il divieto di girare a volto coperto vale anche per chi indossa un casco integrale o un passamontagna. Tuttavia, molte città della Catalogna stanno emanando provvedimenti analoghi, e, a quanto riporta il Corriere della Sera, uno dei movimenti autonomisti della regione a sud della Spagna, Convergencia I Uniò, ha in programma di proporre l’estensione del divieto nella sua piattaforma politica per le prossime elezioni Politiche. Prevedibilmente d’accordo con il divieto l’opposizione del Partito Popolare, il centrodestra spagnolo.



