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La ragazza che scappa di casa per amore di un italiano

Susanna Petrone sul quotidiano Alto Adige racconta la storia di una ragazza musulmana costretta a fuggire di casa per sottrarsi alla violenza dei parenti. Motivo dei maltrattamenti: l’amore della giovane per un italiano e la passione per il modo di vestire e di comportarsi occidentale.

 

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PUNITA PERCHE’ INNAMORATA – La famiglia aveva costretto la ragazza a non andare più a scuola. Scrive Petrone:

All’inizio la loro storia viene tenuta segreta. Lei sa che i suoi genitori non accetterebbero mai una relazione con un non-musulmano. Ma più passa il tempo e più questo amore le fa nascere dentro la voglia di ribellarsi alle tradizioni di cui è circondata sin dalla nascita. Scopre di volere di più: vuole vestirsi come le ragazze della sua classe, non vuole portare il velo, non vuole essere accompagnata da un familiare quando esce di casa. Semplicemente: vuole vivere ed essere libera. Ma genitori – che sono molto tradizionalisti – si rifiutano di accettare dei cambiamenti. E appena notano che la ragazza si ribella, decidono che è arrivato il momento di trovarle un marito. Per prima cosa non viene più mandata a scuola. Visto che ha 18 anni, nessuno può vietare loro di farle abbandonare gli studi. Poi, si mettono alla ricerca del “ragazzo giusto”. Imatrimoni combinati non sono una rarità. Se ne farà una ragione, pensano i genitori. Ma non è così. La giovane musulmana si rifiuta di essere “venduta” al miglior offerente. Non solo: perde le staffe e svela alla famiglia di essere innamorata di un bolzanino. Uno scandalo, secondo i maschi del “clan”. Il fratello e il padre la massacrano di botte. Le vietano di rivederlo. Le vietano di uscire. Le dicono chiaro e tondo: «Se lo frequenti, ti ammazziamo».

“AVEVO TANTI SOGNI” – Quando decide la fuga la giovane (nome non riportato per non rendere riconoscibile l’identità) viene aiutata da alcune amiche. Ora si nasconde in una casa protetta, fuori provincia. Padre e fratello continuano a cercarla. All’Alto Adige, dice:

«Avevo tanti sogni. Volevo diplomarmi e poi andare all’università. Ora, invece, non posso fare altro che cercare un lavoro per potermi mantenere e vivere una vita dignitosa».

 

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