Proviamo, per una domenica, a sentire una messa diversa. A predicare è Don Luciano Scaccaglia, parroco di Santa Cristina, e a noi piace pensare che la maggioranza dei preti “di marciapiede” italiani sia come lui.
Un prete matto, scomodo, contestatore, comunista, amato e detestato, un pretaccio insomma. Così lo definisce bonariamente Candido Cannavò nel libro Pretacci, storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiapiede, accostando il suo ritratto a quello di altri 19 preti fuori dalle righe: Don Andrea Gallo, don Oreste Benzi, Padre Alex Zanotelli, per citarne alcuni. Sono andata a trovarlo e dopo averci chiacchierato più di un’ora sono arrivata a questa conclusione: trattasi non di pretaccio ma d’uomo di fede guidato da un’unica “sovversione“: quella dell’Amore a tutti i costi. Dove c’ è amore c’ è Dio mi dice.
Parlo di Don Luciano Scaccaglia, parroco di Santa Cristina, nel centro della ricca Parma, dove è ben noto per il suo radicale e coraggioso modo di vivere la missione sacerdotale: sempre schierato dalla parte dei più deboli, critico senza mezze misure nei confronti dei poteri locali ma anche della Chiesa “istituzionale”, quando non ne condivide il pensiero. Nel rispetto della laicità dello stato, pur considerando l’aborto un dramma, Don Luciano è un accanito sostenitore della legge 194, perchè scritta quasi bene, perchè è una legge di civiltà, perchè ha ridotto drasticamente il numero degli aborti clandestini. Vorrei raccontarvi di quando ha aperto le porte di Santa Cristina agli animali,del suo impegno quotidiano nell’assistenza di poveri ed extracomunitari o delle sue messe festose perchè “si deve sentire la gioia di stare insieme” ma non basterebbe questo spazio. Posso solo farvelo conoscere un poco, attraverso questa videointervista leggera che è solo una selezione arbitraria dalla nostra chiacchierata ….


























Ci vogliono anche tipi così, no doubt.
Che incidentalmente siano pure preti invece che volontari o assistenti sociali, buon per loro e per la loro Chiesa.
Ma “fossero tutti così”, no grazie: troppo comodo per i “manovratori” (dalla padella dello stato confessionale alla brace dello Stato Etico senzadio come il IIIReich, l’Urss o la Cina).
Confondere fraternitè con religione, ritenendo che per noi “satolli” cui l’assistente sociale non serve, la Fede sia un optional tipo cyclette o feng shui, è un bell’indice del senso di vana autoreferenzialità morale di ’sti tempi affluenti e politically correct, cioè superficiali e ipocriti.
Ciò detto da un “infedele” (che però le domande destabilizzanti continua a farsele), sia chiaro.
ciao, Abr
il 50% più uno basterebbe, su. Sarebbe anche un bel vedere, specialmente in periodi nei quali alcune delle prediche domenicali cominciano a fare non paura, ma vera e propria inquietudine.
Oppure, chessò, sentirne una volta ogni tanto una così anche da quello che ne dice tutte le domeniche. Una ogni 10, così, per “Bar” condicio. Per cambiare.
Vabbeh, ma me ne rendo conto. E’ domenica mattina. Parlo tanto per dar aria alla bocca
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L’altra messa…
Proviamo, per una domenica, a sentire una messa diversa. A predicare è Don Luciano Scaccaglia, parroco di Santa Cristina, e a noi piace pensare che la maggioranza dei preti “di marciapiede” italiani sia come lui….
Molto umile…mi da sollievo, per questo ti ho votato su ziczac.it