Cultura

L’altra messa

18 maggio 2008

Proviamo, per una domenica, a sentire una messa diversa. A predicare è Don Luciano Scaccaglia, parroco di Santa Cristina, e a noi piace pensare che la maggioranza dei preti “di marciapiede” italiani sia come lui.

Un prete matto, scomodo, contestatore, comunista, amato e detestato, un pretaccio insomma. Così lo definisce bonariamente Candido Cannavò nel libro Pretacci, storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiapiede, accostando il suo ritratto a quello di altri 19 preti fuori dalle righe: Don Andrea Gallo, don Oreste Benzi, Padre Alex Zanotelli, per citarne alcuni. Sono andata a trovarlo e dopo averci chiacchierato più di un’ora sono arrivata a questa conclusione: trattasi non di pretaccio ma d’uomo di fede guidato da un’unica “sovversione“: quella dell’Amore a tutti i costi. Dove c’ è amore c’ è Dio mi dice.

Parlo di Don Luciano Scaccaglia, parroco di Santa Cristina, nel centro della ricca Parma, dove è ben noto per il suo radicale e coraggioso modo di vivere la missione sacerdotale: sempre schierato dalla parte dei più deboli, critico senza mezze misure nei confronti dei poteri locali ma anche della Chiesa “istituzionale”, quando non ne condivide il pensiero. Nel rispetto della laicità dello stato, pur considerando l’aborto un dramma, Don Luciano è un accanito sostenitore della legge 194, perchè scritta quasi bene, perchè è una legge di civiltà, perchè ha ridotto drasticamente il numero degli aborti clandestini. Vorrei raccontarvi di quando ha aperto le porte di Santa Cristina agli animali,del suo impegno quotidiano nell’assistenza di poveri ed extracomunitari o delle sue messe festose perchè “si deve sentire la gioia di stare insieme” ma non basterebbe questo spazio. Posso solo farvelo conoscere un poco, attraverso questa videointervista leggera che è solo una selezione arbitraria dalla nostra chiacchierata ….

9 commenti a L’altra messa

  1. abr

    Ci vogliono anche tipi così, no doubt.
    Che incidentalmente siano pure preti invece che volontari o assistenti sociali, buon per loro e per la loro Chiesa.
    Ma “fossero tutti così”, no grazie: troppo comodo per i “manovratori” (dalla padella dello stato confessionale alla brace dello Stato Etico senzadio come il IIIReich, l’Urss o la Cina).

    Confondere fraternitè con religione, ritenendo che per noi “satolli” cui l’assistente sociale non serve, la Fede sia un optional tipo cyclette o feng shui, è un bell’indice del senso di vana autoreferenzialità morale di ‘sti tempi affluenti e politically correct, cioè superficiali e ipocriti.
    Ciò detto da un “infedele” (che però le domande destabilizzanti continua a farsele), sia chiaro.
    ciao, Abr

  2. il 50% più uno basterebbe, su. Sarebbe anche un bel vedere, specialmente in periodi nei quali alcune delle prediche domenicali cominciano a fare non paura, ma vera e propria inquietudine.

    Oppure, chessò, sentirne una volta ogni tanto una così anche da quello che ne dice tutte le domeniche. Una ogni 10, così, per “Bar” condicio. Per cambiare.

    Vabbeh, ma me ne rendo conto. E’ domenica mattina. Parlo tanto per dar aria alla bocca :D

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  5. gerry

    Molto umile…mi da sollievo, per questo ti ho votato su ziczac.it

  6. ex parrocchiana

    Dove sta lo scandalo di un trasferimento dopo 22 anni?ogni giorno i parroci vengono trasferiti e i parrocchiani accettano la decisione con rammarico ma senza polemiche!
    In questo caso calcolando che i frequentatori di santa cristina non sono parrocchiani,ma persone che vanno esclusivamente per ascoltare i comizi di Luciano(non chiamatelo don perchè non gli piace),beh possono andare ad ascoltarlo in qualunque altro posto.
    E la predica di sobrietà da un prete che si tinge i capelli per apparire più bello mi sembra alquanto ipocrita..

  7. gloriademo

    Cara ex parrocchiana tu conosci i motivi ufficiali per cui si chiede il trasferimento di Don Luciano? E quelli non ufficiali?

    Hai idea di cosa abbia fatto per la comunità?
    Sai quanta gente ha aiutato, ospitato e continua a sostenere? Ci sei mai andata a parlare faccia a faccia?
    Si tinge i capelli? La comunicazione è importante. Gli hai mai chiesto perché?
    E quand’anche fosse un segno di vanità come suggerisci tu credi possa bastare a svalutare tutto l’operato di un prete vero? Uno che il Vangelo lo porta per strada ogni giorno? Uno che ha solo una sovversione: quella dell’Amore

  8. gloriademo

    “In questo caso calcolando che i frequentatori di santa cristina non sono parrocchiani,ma persone che vanno esclusivamente per ascoltare i comizi di Luciano” sulla base di cosa scrivi questo?
    ahi ahi…sembra un pregiudizio, una di quelle cose che Don Luciano tenta di smantellare

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