NON FACCIAMO I FILODRAMMATICI - Ma è anche il ruolo di Mediobanca a preoccupare: Piazzetta Cuccia è pronta a garantire tra i 200 e i 300 milioni del bond convertibile Core Tier 1 del valore massimo di 3 miliardi programmato da Unicredit nel suo piano di rafforzamento patrimoniale, ed è anche - assieme a
Merryll - istituto di garanzia per l’intero aumento di capitale. L’ammontare del Cashes dipenderà dalla quota non sottoscritta della ricapitalizzazione, che rischia di essere alta visto quanto accaduto. La portata dell’intervento richiede solo l’approvazione da parte del Comitato rischi di Piazzetta Cuccia e non degli organi sociali, ma è probabile che la questione venga esaminata anche nel consiglio di gestione in calendario oggi. In più, il piano prevede anche la dismissione dell’intera partecipazione in Generali, sicuramente in mani amiche e a un prezzo congruo. E anche qui, Mediobanca può offrire consulenza ed expertize, con la casuale fortuna di ritrovarsi anche fuori dal board l’unico che si era dimostrato freddo nei confronti della vicepresidenza del Leone di Trieste per Geronzi. Soprattutto, oggi il banchiere di Marino si trova con un ruolo fondamentale nel gestire la crisi dell’istituto di credito del genovese. E necessariamente bisognerà rendergliene merito, mentre oggi si apre una fase nella quale Piazza Cordusio dovrà sopportare rumors - l’ultimo vuole Alberto Nagel al posto dell’attuale a.d. - e pressioni da una proprietà che adesso avrà molta più voce in capitolo.
Il Financial Times ha scritto qualche giorno fa che i nemici dovevano cercarsi in chi aveva invidia per la posizione della banca. Ieri Profumo ha deciso di comprare 111mila azioni della sua banca, 2,76 euro per azione, per un controvalore complessivo di 308.000 euro. Il segnale è chiaro: lui si fida di Unicredit. C’è da sperare che sia vero anche il contrario.
(Pubblicato in parte anche da Liberal, 6 ottobre 2008)


























Ora sono tutti pronti se non va a buon fine l’aumento di capitale a comprarsi gli asset più appetitosi dell’unicredit, sono pronti i falchi a buttarsi a scarnificare l’unicredit, compreso le banche estere, cosa farà ora il governo per evitare che la più grande banca a vocazione internazionale divenga preda di competitori internazionali? Farà come Alitalia? o non essendoci le elezioni se ne tregherà altamente?
Vada pure a picco Unicredit….
Quando sarà arrivata ad 1 centesimo, la si nazionalizzi.
Sarà unpo co riacchiustare i gioielli dal Monte dei Pegni… dopo averli prima visti praticamente regalare a delle autentiche baldracche (ogni riferimento alla privatizzazione del Credito Italiano per l’equivalente di circa 800 M€ è puramente…. voluto)
R.N.
Io sono un po’ su detti argomenti come Lorenzo della premiata ditta Dandini-Guzzanti o sul genere sempre di Corrado Guzzanti ”la seconda che hai detto” ma visto come butta l’economia mondiale perchè non rileggergi e bene Serge Latouche, Cornelius Castoriadis e il pensiero del MAUSS? Siamo all’utopia capovolta lo capisco ma a volte serve a noi piccoli risparmiatooori(scusa Alan )…più che altro.
La pizza la voglio salame piccante, peperoni e cipolle.
Ale capirà
Certo che l’accoppiata Palenzona-Geronzi… quante condanne e rinvii a giudizio accumulano assieme? Sarebbe interessante fare un bel quadretto dei nuovi “gatto e la volpe” della finanza italiana.
ma come mai unicredit e’ la banca nell’occhio del ciclone piu’ delle altre? perche’ in Italia non si mandano a casa gli A>D> come il Sig> PROFUMO e i suoi collaboratori per cattiva gestione, ma si lasciano a creare ulteriori danni???
Copiamo l’America nelle decisioni sagge via gli Amministartori incapaci.
franco,
vuoi mandare via Profumo? Ok, allora preparati al dominio incontrastato di Geronzi vita (sua) natural durante.
(e cmq Profumo non è un incapace o un incompetente)