Il mondiale di calcio è la mano del padrone

10/06/2010 - E’ la tesi di un giornalista sportivo che ne scrive oggi su Le Monde. Il turbinare di luci e colori per la Coppa del Mondo sarebbe solo una subdola macchinazione del capitale per soggiogare i poveri e i derelitti, e

     
 

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E’ la tesi di un giornalista sportivo che ne scrive oggi su Le Monde. Il turbinare di luci e colori per la Coppa del Mondo sarebbe solo una subdola macchinazione del capitale per soggiogare i poveri e i derelitti, e far lucrare i ricchi.

“Assistiamo alla riduzione di ogni cittadino in analista da bar dello sport, grazie ad un processo di identificazione”. E’ squisitamente marxista il linguaggio usato da Fabien Olivier, direttore di “Quel Sport?”, magazine di “critica radicale” al mondo sportivo. Intervistato sul principale quotidiano francese, l’opinionista spara ad alzo zero contro il mondiale,paragonato ad arma di controllo delle masse, di ideologia capitalistica e di oppressione dei popoli.

STATO IMPERIALISTA DELLE MULTINAZIONALI – “E’ sufficiente immergersi nella storia delle Coppe del Mondo per aver presente la lunga infamia politica e la strategia di alienazione planetaria. Il mondiale sudafricano non fa eccezione alla regola. Il capitale, quello più predatore e terribile, è all’opera”, risponde Olivier al giornalista di Le Monde che gli chiedeva lumi sulla sua teoria, appunto, dell’alienazione planetaria conseguente al mondiale di calcio. La FIFA World Cup è il regno delle multinazionali, per Olivier, che sono “già all’opera in sudafrica” per realizzare il maggior profitto possibile. Ed è “indecente” pensare che la popolazione ne possa trarre un qualche beneficio: “la pulizia dei quartieri poveri, l’espulsione degli abitanti, la rinnovazione lussuosa di certe ‘townships’ sono controllate dalle gangs che non hanno l’abitudine di restituire i benefici. E con la maggioranza della popolazione che vive con meno di due euro al giorno, questo sfarzo mi pare per lo meno contestabile”, scrive.

SCENARI ORWELLIANI – E il necessario dispiegamento di forze per garantire l’ordinato decorso della competizione è la concreta prova della volontà di controllare le masse. “Il dispegamento securitario”, sostiene Olivier, “pensato per mantenere l’ordine, assicurare una cosiddetta pace civile non è altro che in realtà la costruzione di un vero e proprio stato d’assedio, uno Stato ‘Grande Fratello’. Gli elicotteri”, continua, “le migliaia di agenti di polizia e militari non sono li semplicemente per controllare, per reprimere la povertà e proteggere il lusso, e permettere agli pseudo-appassionati di calcio di ‘vibrare’.” La strategia nascosta, per Olivier, è quella di costruire una “isteria permanente e collettiva”.

     
 

3 Commenti

  1. szen scrive:

    Provate a criticare i compensi milionari dei calciatori e dei parassiti che ruotano intorno a questo mondo se ci riuscite… Questo non è sport, solo affari.

  2. Pingback: Il mondiale di calcio è la mano del padrone | Calcio Blogs

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