10 giugno 2010
Il leader IDV dà appuntamento sul suo sito per seguire l’interpellanza che presenterà alle 12 alla Camera dei Deputati. I parlamentari chiederanno anche l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta.
“Diretta streaming dell’interpellanza, ore 12 circa”. Questo si legge sul sito personale di Antonio di Pietro, che ha depositato oggi l’interprellanza al Presidente del Consiglio e al Ministro della Giustizia, chiamati a riferire in Parlamento sul caso Fassino-Consorte e l’intercettazione del caso Unipol, che Silvio Berlusconi avrebbe illecitamente avuto a disposizione, e di cui, secondo la ricostruzione, avrebbe usufruito per far emergere la vicenda della scalata a BNL, in piena campagna elettorale.
L’INTERPELLANZA – E dunque, nel linguaggio del sindacato ispettivo, “premesso che” Roberto Raffaelli, dirigente della RCS (Research System Control, la società di intercettazioni che lavorava per la procura di Milano in affitto), sarebbe venuto in possesso della famosa intercettazione fra Fassino e Consorte – quella di “abbiamo una banca” – è che tali informazioni erano state oggetto di una “fuga di notizie di cui si sarebbero resi responsabili i signori Fabrizio Favata (ex socio di Paolo Berlusconi, ndr) e Roberto Raffaelli, attraverso l’accesso abusivo al sistema informatico”, e che tali informazioni sarebbero state fatte ascoltare “al Presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Silvio Berlusconi, e a suo fratello Paolo. Il Presidente del Consiglio dei ministri avrebbe detto ai due: «Grazie, la mia famiglia vi sarà grata in eterno” ; osservando inoltre che “alcuni giorni dopo l’incontro (dicembre 2005), i contenuti delle conversazioni tra l’onorevole Fassino e Consorte cominciarono ad essere pubblicati sul quotidiano II Giornale, di cui Paolo Berlusconi era ed è editore”, i deputati IDV chiedono “se quanto in premessa, con riferimento al Presidente del Consiglio dei ministri, corrisponda al vero e quali elementi di informazione intenda fornire al riguardo”
LA COMMISSIONE – I parlamentari dell’Italia dei Valori si apprestano a richiedere, poi, l’istituzione di una commissione di inchiesta sull’ “illecito accesso ad atti coperti da segreto istruttorio nell’ambito dell’indagine sulla scalata alla Banca Nazionale del Lavoro da parte di Unipol”. “È necessario”, scrivono infatti i proponenti, “che la Camera individui coloro che, nel dicembre 2005, ebbero modo di ascoltare illecitamente l’intercettazione del colloquio tra l’onorevole Piero Fassino ed il Presidente dell’Unipol, Giovanni Consorte, e verifichi se chi ne fosse eventualmente entrato in possesso abbia intralciato le indagini svolte dalla magistratura o ne abbia fatto un uso politico”, poichè l’affare “sembra coinvolgere l’onorevole Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio dei ministri, e suo fratello Paolo, accusato per questo di ricettazione”. E se la ricostruzione fosse confermata, “saremmo di fronte alla Watergate italiana, dal nome dello scandalo politico avvenuto negli Stati Uniti nel 1972, che portò alla richiesta di impeachment e alle dimissioni dell’allora Presidente degli Stati Uniti Richard Nixon. Il Berlusconigate rappresenterebbe un fatto di tale gravità che la Camera dei deputati ha il dovere di svolgere indagini e verificare i fatti realmente accaduti e i loro esiti.”




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