Il Giornale difende Barbara D’Urso

barbara d'urso

Il quotidiano della famiglia Berlusconi non gradisce le critiche piovute sulla conduttrice dopo l'intervista monologo al Cavaliere

Al quotidiano della famiglia Berlusconi non piace affatto quella pioggia di critiche caduta su Barbara D’Urso per l’intervista-monologo al Cavaliere di domenica scorsa, durante la trasmissione di Canale 5 Domenica Live. Il Giornale si vendica per l’ondata di ironia e polemiche ricordando ai lettori quali sono le D’Urso che non sono mai pungenti nei confronti del premier Mario Monti.

 

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“MONTI CONTA SU GIORNALI E TG RAI” – Scrive oggi Paolo Bracalini:

Berlusconi potrà contare su Barbara D’Urso e le sue tele-massaie, ma Monti può contare sull’appoggio dei giornali che contano e dei tg Rai. Un consenso mediatico che non si era mai visto, e che talvolta si traduce in cronache che non sfigurerebbero in un tg di Emilio Fede. Basta una camminata di Mario Monti e signora Elsa in centro a Milano, magari a mangiare un cornetto o a messa la domenica, e i giornali vanno in estasi mistica, sconvolti dalla «normalità» dei Monti. Stupisce che anche loro camminino, come noi, facciano colazione, addirittura si coprano se piove, come ci ha informati un quotidiano, raccontando l’apparizione di Monti ad Assisi: siccome all’uscita del refettorio (dove Monti sedeva ovviamente «al posto d’onore», lui che è «l’uomo più corteggiato del momento») diluviava, «la signora Monti ha aperto l’ombrellino grigio che aveva in borsa», così, da sola, senza neppure l’aiuto della servitù, per quella bastano i giornalisti.

Bracalini fa qualche esempio. Ed anche qualche nome. Di giornalista e di testate: Eugenio Scalfari, La Stampa, il Corriere. Un passaggio:

La Stampa ha raccolto le voci della strada al passaggio di Monti e famiglia, a Milano, nel giorno delle dimissioni annunciate. Sembrava Berlusconi ai tempi d’oro raccontato da Chi di Signorini, invece erano i Monti raccontati dalla Stampa, con crescendo di violini e arpe: «Un bagno di folla, è difficile che il passaggio di un personaggio come Monti lasci indifferenti».

 

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