La visita del primo ministro turco in Brasile e in Cile, e l’accordo nucleare con il presidente brasiliano e il leader iraniano mostrano un collegamento tra il Sud America e la Turchia. A discapito della diplomazia occidentale?
Dopo la vistita il 28 maggio al presidente brasiliano Lula, Erdogan è arrivato in Cile il 30 maggio per incontrare il presidente Sebastian Piñera. Poi di fretta è tornato in Turchia il 31 maggio, dopo l’arresto del cargo turco Mavi Marmara al largo della Striscia di Gaza. L’attacco
israeliano alla flotta turca ha influenzato le relazioni diplomatiche privilegiate tra lo Stato ebraico e la Turchia. Perché il Sud America, relativamente indipendente dalla politica estera degli Stati Uniti, tratta con le potenze diplomatiche di oggi in Medio Oriente? E’ quello che si chiede Rue89.
I NUOVI ATTORI - Le risposte non sono sempre chiare, ma alla luce degli avvenimenti delle ultime settimane, è probabile che il Nord (inteso come Usa, Europa, Russia),abituato a un monopolio su alcune questioni strategiche, inclusa quella nucleare, dovrà fare i conti con nuovi attori, le cui iniziative non sono sempre benvenute negli Stati Uniti o in Europa. La gerarchia internazionale è in movimento e le nazioni potenti sono preoccupate. La cooperazione tra Brasile e Turchia, che in particolare ha portato alla conclusione di un accordo nucleare tripartito con l’Iran, illustra la crescente difficoltà per i paesi occidentali di imporre la propria leadership sulla scena politica internazionale. Sul suolo turco, più di mille chili di uranio iraniano arricchito al 3,5% – potrebbero essere scambiati con 120 chili di uranio arricchito al 20%, che sarebbe utilizzato per scopi medici da un reattore iraniano di ricerca. L’iniziativa congiunta di Brasile e Turchia, anche se potrebbe non avere successo, indebolirebbe la posizione occidentale, compresa la richiesta di sanzioni immediate contro l’Iran che è il principale obiettivo degli Stati Uniti nel breve termine.
CANCELLERIE OCCIDENTALI PREOCCUPATE - Se l’Iran ha accettato di trattare con la Turchia e il Brasile, che sono firmatari del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (NPT), è probabilmente perché il trasferimento di uranio oggi non implica più un programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti e l’Europa ritengono che l’Iran abbia già abbastanza materiale arricchito e, pertanto, che l’accordo non abbia più alcun interesse. E’ per questa ragione che l’Iran ha respinto un accordo molto simile a questo nel 2009. È quindi probabile che l’accordo con il Brasile e la Turchia non soddisfi le aspettative dell’Occidente.Ma al di là di questo aspetto tecnico, centrale, l’Iran ha capito che può negoziare su diverse condizioni politiche e psicologiche con queste due potenze emergenti che non demonizzano il suo regime politico e, nel caso della Turchia , ha espresso la sua opposizione a qualsiasi avventura militare americana contro l’Iran.Non sorprende che Stati Uniti, Russia ed Europa abbiano reagito negativamente all’annuncio di questo nuovo accordo. Osservando le reazioni dei ministri degli esteri, è chiaro che, oltre agli aspetti tecnici del contratto, è la questione della leadership che preoccupa le cancellerie occidentali. Gli Stati Uniti e, in misura minore gli europei sono convinti di essere i custodi dell’ordine internazionale, nella migliore posizione per decidere strategie di guerra o di pace. Le reazioni dei principali leader occidentali, di seguito riportate, rivelano il loro disagio con l’affermazione delle nuove alleanze..



