Cultura

Rai: oggi Masi darà battaglia sui casi Santoro e Ruffini

8 giugno 2010

Nel CdA il direttore generale proverà a sostenere che non si può tornare indietro sulle decisioni prese. Ma i consiglieri sono pronti a sbranarlo.

“Continuerò ad attenermi al mandato su Santoro”, è la presa di posizione ufficiale. Ma il direttore generale della Rai Mauro Masi ha in mente qualcosa di più: “Con lui ho un contratto firmato, e anche per Ruffini non è detto che ci sia il reintegro a Rai Tre”. Masi sembra insomma deciso a dare battaglia, per quelle caselle e quelle poltrone che credeva di essere riuscito a spostare, ma che ora paiono  di nuovo in bilico.

IL COMUNICATO – “Ricordo a tutti, per quanto dovrebbe essere superfluo, che i poteri di proposta al Consiglio di Amministrazione, anche sui palinsesti e sulle singole trasmissioni, spettano al Direttore Generale dell’Azienda. In quest’ottica ho proposto il 18 maggio scorso un accordo con Michele Santoro ampiamente e autenticamente consensuale i cui termini sono stati approvati sostanzialmente all’unanimità, salvo due astensioni, dal CdA. Continuo ad attenermi al mandato ricevuto e ad implementare le delibere consiliari approvate”, ha affermato in una nota il direttore generale della Rai. L’intenzione è chiara: al CdA Masi dirà che ormai è tutto deciso e non si può tornare indietro. Una situazione difficile da sostenere, se non altro perché le firme non ci sono ancora sui contratti. In queste condizioni per Masi sarà complicato chiedere di poter andare avanti nelmomento in cui tra le parti non c’è più accordo. Ma il Direttore che al telefono assicurava a Innocenzi che sulla Rai “qualcosa si sta cominciando a fare, piano piano…” comunque ci proverà.

IL CASO RUFFINI – La situazione di Ruffini è piùcomplessa, visto che per lui potrebbe essere pronta la direzione di RaiNews (non più 24) al posto di Corradino Mineo. Difficile però che le tessere del mosaico si incastrino presto e bene: ce ne saranno comunque, di recriminazioni, sui palinsesti fatti dai giudici. Sarà interessante capire cosa faranno i consiglieri della maggioranza: probabilmente conferiranno a Masi un mandato esplorativo per lavorare sui due casi senza stravolgere i palinsesti e le decisioni prese. Ma senza un altro cambio di direzione da parte di Santoro e Ruffini, sarà difficile riuscire a fare qualcosa.

2 commenti a Rai: oggi Masi darà battaglia sui casi Santoro e Ruffini

  1. Tetsuo

    Comunque vada, è assurdo che un’azienda cerchi qualsiasi modo per cacciare uno dei suoi migliori prodotti.

    Nell’articolo si dice “palinsesti fatti dai giudici”, quando si dovrebbe dire che i palinsesti li vuole fare direttamente Berlusconi e la maggioranza e non scordiamoci che Berlusconi vuol dire Mediaset!

    Quindi per logica, Mediaset fa i palinsesti della Rai ed i giudici (facendo rispettare la legge e non di propria iniziativa) non fanno altro che reintegrare gente ingiustamente cacciata!

    Molti si lamentano, perchè Santoro sta facendo le bizze ed allunga il brodo, perdendo di vista una cosa molto semplice… Santoro lavora da anni in un clima da caccia alle streghe, dove l’azienda per cui lavori ti porta in tribunale per cacciarti (mentre tu gli fai fare ascolti e doldi), l’azienda per cui lavori ti dice che non puoi fare questo o quello e nel caso di querele od altro te la devi vedere da solo… insomma non è che Santoro faccia le bizze e che forse (dico forse) si è ampiamente rotto i coglioni di dover lavorare in un pentolone di acqua bollente, attento a non bruciarsi… in altre situazioni, uno che porta ascolti e soldi come santoro (butto la un bonolis per rimanere in tv) avrebbe ponti d’oro e spazi di manovra enormi!

    Forse sarebbe il caso che Masi spiegasse perchè continua a portare in tribunale santoro e perchè preferisce mandarlo via con scivoli milionari e non farlo fruttare come dovrebbe!

  2. dina curci

    Vorrei dire a Mauro Masi che lui non e’ il padrone della RAI,ma noi tutti che paghiamo il canone. Vogliamo assolutamente in RAI,e con tutti gli onori che meritano,i bravissimi Santoro e Ruffini. Il direttore generale deve prendere atto delle richieste del popolo e deve mettere da parte le sue idee politiche. Sara’ anche un valente studioso,ma nella pratica e’ zero,non vale niente.Chi vuole fare il dittatorello ha sbagliato periodo storico.

    Dina Curci

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