Ecco le principali motivazioni dietro le numerose aggressioni che hanno colpito negli ultimi mesi la capitale con ripetuti attacchi a immigrati e omosessuali e che hanno attirato l’attenzione dei giornali stranieri, come il Guardian.
Nonostante in apparenza sia tornata la calma, al Coming Out, locale gay a pochi passi dal Colosseo, l’atmosfera è ancora condizionata dal ricordo di come,
solo qualche giorno fa, un ragazzo di 22 anni è stato picchiato fino a perdere i sensi al grido di “frocio, frocio”. “Ci si scherza su, per allentare la tensione, ma gli amici ci dicono di stare attenti”, dice Giovanni, padovano di 33 anni, al giornale inglese. Ed in effetti c’è poco da scherzare se si guarda alla striscia di aggressioni riconducibili a gruppi di estrema destra avvenute recentemente ai danni di gay, immigrati e persino turisti, nella tradizionalmente tollerante città eterna, alimentata dall’abuso di alcolici e seguita all’elezione di un ex neo-fascista, Gianni Alemanno, come Sindaco.
TROPPA VIOLENZA - Il Guardian ripercorre gli episodi precedenti il pestaggio di dieci giorni fa. Otto negli ultimi nove mesi solo per quanto riguarda quelli a carattere omofobo, compresi due tentativi di bruciare un locale gay e il lancio di un petardo sulla folla fuori dal Coming Out. Il pestaggio di un uomo di colore e di uno studente omosessuale su di un autobus nel quartiere di Trastevere da parte di quattro uomini risale a marzo. Nello stesso mese, quindici uomini a volto coperto e armati di bastoni hanno distrutto un internet café di proprietà di immigrati del Bangladesh, ferendone quattro. Nel quartiere di Tor Bella Monaca, immigrati provenienti da Moldavia, Senegal, Bangladesh, Albania, Cina e Tunisia, sono stati picchiati o pugnalati negli ultimi mesi. Il mese scorso quattro uomini in possesso di machete sono stati arrestati perché sospettati di pianificare l’aggressione al capo della comunità ebraica di Roma.
CAUSA O O EFFETTO? - Vestiti di jeans, polo e occhiali da sole, i giovani che oggi tracannano birra e cercano guai nelle piazze assomigliano ai loro antenati di destra, come Alemanno, che si batteva contro i giovani comunisti negli anni ’70 e ’80. “La differenza è che oggi sono meno ideologici e più interessati all’identità, e si oppongono a qualunque cosa o persona che considerano diversa“, dice Michele Sorice, sociologo presso l’Università Luiss di Roma. Secondo Tom Kington, il giornalista del Guardian, un’altra possibile differenza è da ricercare nel rapporto con il consumo di alcolici. La fissazione degli italiani per lo stile avrebbe lasciato il passo all’orgoglio per la perdita del controllo. Per Claudio Cerasa, tuttavia, “Alemanno non è il responsabile per il clima della città, casomai ne è il prodotto”. L’autore de “La presa di Roma”, un libro sulla scalata al potere della destra nella capitale, sostiene infatti che i segni di questa ascesa possono essere rinvenuti nelle elezioni studentesche del 2007 e 2008, prima dell’elezione dell’attuale Sindaco, e descrive Gianluca Iannone, il leader di Casa Pound, come un “fascista per il terzo millennio“, che mescola elogi a Mussolini a lodi per Che Guevara e ora conta su 2.000 reclute su e giù per l’Italia e in diversi simpatizzanti nel consiglio comunale di Roma.
LO FANNO PERCHE’ POSSONO? - Ma a giudicare dal proliferare svastiche, il problema è che un certo numero di romani sembrano ben lieti di aderire alla vecchie idee. E allora Kington finisce il suo giro romano da dove era partito. “C’è semplicemente un’atmosfera diversa qui rispetto a città del nord come Venezia e Padova,” dice Piero, che butta giù nervosamente il suo drink al Coming Out. “La gente di estrema destra qui sente di avere una copertura politica“.


