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Adam Lanza: il killer della strage di bambini a Newtown

Adam Lanza soffriva di disturbi mentali. Il killer del Connecticut che ha ucciso 27 persone, tra cui una ventina di bambini, sparando all’impazzata nella scuola Sandy Hook di Newtown nel Connecticut, era autistico secondo il fratello Ryan Lanza.

ADAM LANZA – Adam abitava con la madre Nancy in Connecticut, ha detto Ryan alla polizia la quale ha descritto il comportamento di quest’ultimo come ‘estremamente collaborativo’. Ryan Lanza, che ha 24 anni e vive a Hoboken, in New Jersey, non è coinvolto, secondo le autorita’, nella sparatoria e non è stato trattenuto in arresto dopo l’interrogatorio. Tuttavia gli investigatori stanno esaminando i suoi computer e le sue telefonate, ha precisato una fonte della polizia.

IL PARERE DELLO PSICOLOGO – Vittorino Andreoli sul Corriere della Sera prova a spiegare perché l’assassino ha agito:

La motivazione, sulla base dei primi elementi, sembra chiara: molte delle vittime erano gli alunni della madre dell’assassino e quindi le persone che lei come maestra amava. E proprio un conflitto con la madre avrebbe spinto il killer ad ammazzarla (dopo aver già ammazzato altri) ma anche ad eliminare i «suoi» alunni. Potremmo definire la strage un «over killing », un accanimento omicida, che considera una cosa sola la madre e le persone che lei accudiva e amava: eliminando i suoi alunni la si uccide non una ma più volte. È un gesto folle, forse l’estremo tra i gesti di follia,ma ecco il paradosso: probabilmente il killer non era affatto matto (e fino ad ora non sono stati riferiti segni di patologia mentale). Un paradosso che non stupisce proprio perché oggi, nel tempo presente, si giunge alla follia più estrema partendo dalla normalità. Lo testimonia il caso di Anders Breivik, il killer di Oslo e Utoya, riconosciuto sano di mente. E lo testimonia anche l’analisi retrospettiva degli autori del massacro alla Columbine: anche loro non avevano precedenti psichiatrici. Sono solo la rabbia, la frustrazione, il senso di inadeguatezza provati in termini acuti a portare un giovane di ventiquattro anni come Adam Lanza a un gesto «folle » dopo una preparazione meticolosa — che gli fa indossare un giubbotto militare, preparare le armi, le munizioni, indossare una maschera e poi presentarsi forse nella scuola proprio con il nome della madre. Un folle vero può uccidere ma non seguendo la razionalità, l’odio che questo caso ancora una volta ci mostra.

LA LOBBY DELLE ARMI – Su Repubblica, invece, Vittorio Zucconi se la prende con la facilità di vendita di armi:

Il Dio americano delle armi è insaziabile. Poiché su di esso, sulla canna dei primi schioppi ad avancarica, poi sulle “six shooter”, le Colt a sei colpi e sulle Winchester, gli Stati Uniti sono stati costruiti nel territorio del Nord America molto prima che si parlasse di leggi e di Costituzione, esige dai proprio adoratori e figli sempre più vittime, sempre più giovani e tenere, in un tributo senza fine, dove l’imperativo biblico si distorce in un «andate, e sterminatevi». Non è stata questa la prima sparatoria in una scuola elementare e ce ne furono, in Kentucky, in Tennessee, in Virginia, dove anche bambini fecero fuoco su bambini. Ma una messe di sangue così tenero, così indubitabilmente limpido, neppure questa oscena divinità aveva mai preteso. Nelle prossime ore scopriremo che Adam Lanza, il giovane di origine italiana — in una regione che pullula di italo-americani — anche lui poco più di un ragazzo che ha vuotato i caricatori di almeno quattro armi automatiche e sparato cento colpi sui bambini della Sandy Hook Elementary School dopo avere ucciso la madre insegnante, era un malato di mente, afflitto da inimmaginabili turbe. Sarà di nuovo la solita, inutile storia che leggemmo per Columbine, per il Politecnico della Virginia, per il cinema di Boulder e cento altre volte. Inutile perchè soltanto gli adoratori di quella divinità possono ancora credere che «non siano le armi, ma gli uomini a uccidere», come si sono affrettati a scrivere in tweets, sui blog e su Facebook centinaia di persone terrorizzate al pensiero che il governo federale, gli Stati e il Congresso cerchino di chiudere l’armeria privata.

ADAM E LA MADRE – Armato fino ai denti, scrive l’ANSA, Adam ha aperto il fuoco in una scuola elementare di Newtown un paesino circondato da boschi, ad un centinaio di chilometri da New York, dove insegnava sua madre, poi trovata morta. Secondo alcune fonti, era lei la ‘vittima designata’ e sarebbe stata uccisa in un’aula della scuola, secondo la Cnn il suo corpo e’ invece stato trovato nell’abitazione del figlio assassino. ‘Ci sono state troppe stragi cosi’ negli ultimi anni’, ha affermato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama poche ore dopo la strage, senza trattenere le lacrime in diretta tv. Col passare delle ore, la situazione rimane confusa. Ci vorranno ancora diverse ore prima di capire esattamente la dinamica della tragedia. Le autorita’ distillano le informazioni con il contagocce. Finora hanno confermato il numero dei bambini e degli adulti rimasti uccisi. Hanno solo aggiunto che c’e’ anche un ferito, sopravvissuto. Non hanno pero’ confermato ufficialmente l’identita’ dell’assassino, ne’ hanno chiarito se si sia suicidato o sia stato ucciso.

UNA SECONDA SCENA – Neppure sono state chiarite le circostanze della morte della madre. Un portavoce della polizia del Connecticut ha parlato di una seconda ‘scena’ del crimine, ma non ha fornito informazioni significative. L’assassino, trovato poi morto nella scuola, potrebbe aver agito con un complice. Ma gli investigatori che hanno interrogato suo fratello Ryan, 24 anni, inizialmente sospettato di un possibile coinvolgimento, non sembrano piu’ attribuire alcun alcun ruolo nell’eccidio a quest’ultimo, che anzi avrebbe collaborato in un interrogatorio rivelando fra l’altro presunti disturbi mentali di tipo autistico di Adam.

RYAN LANZA – In un primo momento lo stesso Ryan Lanza (cognome dal sapore italo-americano) era stato indicato come lo sparatore perche’ a quanto sembra Adam aveva un suo documento in tasca. Quanto noto finora lo si apprende in ogni modo da testimoni o da fonti piu’ o meno ufficiali che parlano con i giornalisti protette dall’anonimato. Secondo la ricostruzione emersa nelle prime ore, Adam Lanza, vestito tutto di nero, con indosso un giubbotto antiproiettile come se andasse in guerra, e usando quattro pistole ha sparato all’impazzata, almeno un centinaio di colpi.: sin dall’ingresso della scuola, la Sandy Hook di Newton, dove secondo alcune indicazioni ha subito freddato la preside e lo psicologo dell’istituto.