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Prontuario delle commemorazioni

6 giugno 2010

da Ettore Zanca

In questi mesi per i Siciliani onesti (tanti per fortuna) e sicuramente per tutte le brave persone c’è un triste rosario di nomi da commemorare. Mi piace pensare che non sia soltanto un esercizio della memoria, ma una fiducia forte che qualcosa prima o poi cambierà. Fermarsi solo a ricordare è sterile, crescere e educare qualcuno vicino a noi, alla legalità è già un bel passo avanti. Tra molti di noi le vittime di mafia sono nomi dati ai figli che sono nati dopo la morte di Giovanni o Paolo, sono lenzuola e foto dei nostri idoli esposti ai balconi delle città dove abitiamo fossero anche l’ultimo avamposto dell’Antartide, come a dire “fanculo! io ci credo ancora e non smetto di farlo!”, proprio con questa rabbia di chi inghiotte il disprezzo, sono lacrime e silenzi, un cuore che si blocca proprio alle ore e ai giorni in cui il ricordo cristallizza. Per chi ricorda, sono parenti, amici, gente a cena, Zio, Amico. Sono quelli che ci hanno insegnato da che parte è il male e a credere allo Stato. Anche se a volte qualche dubbio su chi fosse davvero il nemico, sarà venuto anche a loro. In nome di tutto questo, credo di non essere l’unico ad avere il sospetto che durante le cerimonie di commemorazione non tutti coloro che devono formalmente parteciparvi, perché obbligati dall’incarico, ne siano veramente convinti. Mi sembra non percepiscano l’onore che gli tocca, a ricordare persone con “i cabbasisi quadrati” che hanno dato la vita anche per loro. Sarà anche invidia, una brutta bestia che ha impedito a Giovanni Falcone di fare carriera al Tribunale di Palermo. Al momento di decidere il successore di Caponnetto, non venne eletto, privilegiando il criterio di anzianità e con scuse risibili come : ”se diventa procuratore capo, dove troverà il tempo di combattere la mafia come ha finora ben fatto?”, se non credete a me andatevi a leggere “chi ha paura muore ogni giorno” di Giuseppe Ayala, dove l’evento è accuratamente e mestamente raccontato. Forse per questo mi coglie il sospetto che chi partecipa e non vorrebbe esserci sia preoccupato di rilasciare dichiarazioni, parlare di mafia in occasioni del genere è una pericolosa cassa di risonanza. Per questo ricorre a una sorta di prontuario, un Bignami delle frasi da dire. Volete un esempio? “lo stato deve essere più vicino ai cittadini e fare sentire la propria presenza in occasioni come questa”, frase universale, utilizzabile in commemorazioni come in tragedie naturali. “le istituzioni fanno quanto è possibile per combattere tutti i fenomeni criminali”, “ultimamente sono stati raggiunti notevoli risultati sul piano della lotta alla mafia”, “siamo concentrati e stiamo studiando nuove misure di repressione della criminalità”, “ricordiamo il suo forte senso dello stato e delle istituzioni, per cui ha dato la vita”. Non so voi, ma io ho quasi quarant’anni, un periodo in cui noi uomini pateticamente facciamo bilanci della nostra vita, speriamo di piacere alle liceali, cominciamo a tirare il fiato e la pancia in dentro nelle partite di calcetto e in spiaggia, facciamo finta di guardare con maturo distacco le giovani coppie avvinghiate per strada, torcendoci le interiora per l’invidia. Soprattutto abbiamo tanta, troppa memoria, specie se siamo, indistintamente, Palermitani, Siciliani, Onesti, Brave persone di ogni lato del continente. Non so come reagite voi, ma io a sentire troppe volte, troppi anni, queste frasi da prontuario, spengo la tv, tanto loro parlano lo stesso. Io ho bisogno di silenzio e ne ho bisogno per più di un minuto istituzionale celebrato, per ricordare e per credere ancora che non è finita.

Un commento a Prontuario delle commemorazioni

  1. Contessa Rouge

    Caro Ettore,
    da Sicula e da persona onesta condivido tutto quello che hai detto.
    E da avvocato conosco anche tanti giudici dell’antimafia costretti a lavorare in condizioni assurde, di totale insicurezza e consapevoli che il loro nemico più grande risiede proprio nelle istituzioni politiche più che nella “mafia di strada”.
    Però su una cosa non sono d’accordo con te: io non ho bisogno di silenzio, ma al contrario ho bisogno di parole e di azioni.
    Sono stata a troppi funerali in cui quelle facce di… bronzo venivano a santificare i “miei” morti dopo averli fatti ammazzare e non sono più disposta a stare zitta.
    La mia reazione è quella di uurlare in faccia a questa gentaglia quanta bassezza ci sia in loro, quanto scarso senso dello Stato, quanto poco rispetto per la vita della gente perbene, quanto amore solo per i soldi, per il potere, per l’illegalità!
    Ovviamente questo fa sì che io venga sempre “allontanata” con modi poco carini dalle visite ufficiali dei nostri stimati rappresentanti di Governo in terra di Sicilia (e capirai bene che il numero delle visite è aumentato di parecchio ultimamente tra la questione del ponte e le alluvioni), ma io continuo la mia protesta.
    E partecipo a qualunque manifestazione antimafia e antiillegalità ci sia anche quando i riflettori si spengono e anche quando i nomi che si ricordano non sono tristemente famosi come quelli di Paolo e Giovanni.
    E cerco di diffondere la cultura antimafiosa ovunque mi trovi perchè, purtroppo, la mafia non è un “inconveniente” siciliano.
    Solo pochi mesi fa il prefetto di Milano ha asserito che nel capoluogo lombardo la mafia non esiste! Io avrei voluto vedere un corteo di brave famiglie milanesi sfilare davanti alla prefettura e attendere con sicula calma il capo di tale nobile istituzione per potergli lanciare addosso una montagna di pomodori marci, giusto per ricordargli che la gente non può essere presa per i… fondelli in questo modo e che prima di dire delle fesserie così macroscopiche è meglio tagliarsi un pezzo di lingua!
    Ma io sono ottimista e prima o poi questo corteo lo vedrò… ne sono sicura!

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