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Sportdi Mauro Senzaterra (Mthrandir)
pubblicato il 16 maggio 2008 alle 17:52 dallo stesso autore - torna alla home

Curve degli ospiti chiuse per l’ultimo atto del campionato. Dopo i divieti imposti ai tifosi di Napoli e Roma, lo stop arriva anche per i supporters dell’Inter, che domenica prossima dovranno starsene buoni buoni a casa propria. Come spacciare per difesa dell’ordine pubblico un banale coprifuoco.

d'amicoDopodomani sapremo come sarà andato a finire il campionato “più bello del mondo”, rigorosamente in diretta TV. Di persona potranno gustarselo solo i residenti, ai quali per fortuna non sarà richiesto di dimostrare di avere un reddito sufficiente all’autosostentamento. Gli altri, per quanto possano coltivare l’insano desiderio di gremire gli spalti, saranno costretti a fare la ola sul divano, in salotto. Così hanno deciso i prefetti di Parma e di Catania su sollecitazione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, ente la cui utilità è sempre stata inversamente proporzionale all’altisonanza del nome. Il comitato sottolinea che non è stata applicata alcuna “par condicio”, e che non vi è stata disparità di trattamento per eventi simili rispondendo così alle maligne insinuazioni di chi aveva paventato il solito occhio di riguardo per la seconda squadra di Milano. Tutta colpa dei “sopravvenuti, concreti problemi per l’ordine pubblico” evidenziati nel corso del pomeriggio e nella serata del 13 maggio.

GIRO DI VITE – L’avevano promesso all’indomani dell’omicidio dell’Ispettore di Polizia Raciti lasciando intendere che stessero parlando degli ultras. Invece, dopo aver imposto la chiusura di parecchi stadi finoultras all’installazione dei tornelli e delle telecamere a circuito chiuso, dopo aver vaneggiato di steward e di biglietti nominativi, le cosiddette istituzioni hanno gettato la spugna ammettendo apertamente l’unica strategia che siano state capaci di darsi, cioè la riduzione indiscriminata e generalizzata della libertà di movimento per i sudditi del regno. Nei fatti, hanno imposto per l’intera stagione un DASPO collettivo a tutti gli appassionati di calcio, lasciando intoccati i santuari – e i sacerdoti – del tifo violento. Così, con la faccia cattiva dello Stato forte, si sono venduti al ricatto dell’imbecillità organizzata un pezzo della nostra libertà. Con il bel risultato che gli stadi italiani continuano ad essere pieni di “vichinghi” e di “fedayn”, ma desolatamente orfani di ragionieri con prole.

UNO, DUE, TRE… PANICO! – Per rendersi conto dell’andazzo, basta leggersi i comunicati dell’Osservatorio. Prendiamo quello del 13 maggio scorso, nel quale si prende tranquillamente atto che: “[...] il Questore di Catania, in esito all’attività informativa disposta, ha comunicato l’altissimo livello di rischio tifo violentodella gara evidenziando la volontà degli Ultras catanesi di porre in essere scontri e vendette contro i tifosi della Roma precisando che tale sentimento ostile non è riferibile soltanto agli ultras ma si percepisce anche da parte dei comuni sostenitori della squadra del Catania”. Ora, se questo è il clima che si respira a Catania, ai romani(sti) non basterebbe vietare nemmeno le ferie per garantire loro la sicurezza, visto che c’è una città che li aspetta per farli fuori. Arresti? Controlli? Fermi? Per carità, tutto normale. Son ragazzi. Come a Parma, dove un altro Prefetto che non vuole guai giura sulla correttezza dei tifosi di locali e dei nerazzurri, ma all’Osservatorio con nota del 13 maggio, ore 18,39 dice:”[...] ritengo opportuno rappresentare concreti problemi per l’ordine pubblico che in detta partita del 18 c.m. [Parma - Inter, n.d.a.] potrebbero verificarsi, dato l’esacerbarsi delle tensioni fra i gruppi di ultras locali [...]”. Poi dà la colpa ai romanisti che minacciano di calare in Emilia per fare casino. Minaccia, è bene ricordarlo, pervenuta su alcuni Forum di internet. Mai la rete era stata presa così sul serio come in questa occasione.

DALLA PARTE DEL CITTADINO – Insomma, i Prefetti sanno chi sono le teste calde, conoscono i loro propositi perché attivano le opportune “informative”. La cosa buffa è che non le usano per fermare i violenti, ma per imporre divieti a chi vuole andare allo stadio per godersi una partita. Stupisce, perché siamocittadini erroneamente convinti che sia il cittadino ad avere diritto a potersi muovere senza dover fronteggiare gruppi di frustrati pronti a spaccarti la testa perché infastiditi dal colore della sciarpa che porti. Invece, nel nostro paese, l’ordine pubblico è quella specifica situazione che garantisce al prefetto di trascorrere una domenica tranquilla senza rompicoglioni in giro che danno solo grattacapi. In più, siccome tutti hanno l’abbonamento a Sky, perché intestardirsi a creare problemi a chi è lì per lavorare? E, poi, per cosa? Tanto si sa che andare allo stadio non è abitudine sana per cui, se anche ti si chiede di stare a casa, non cambia niente: non ci saresti andato comunque. Pensateci un attimo e poi, partendo da lì, si capiscono un sacco di cose.

AUGURI FINALI – Però sembra brutto lasciarvi così, con l’amaro in bocca. Quindi è giusto approfittare dell’occasione per per fare i complimenti ai nerazzurri, e ai loro sostenitori, per un titolo meritatamente già vinto. Domenica, in fondo, sarà una piccola formalità. Scommettiamo?

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