Il giornale britannico racconta la parata militare sottotono del 2 giugno e si interroga sul primo articolo della nostra Costituzone
“E’ toccante notare come la festa nazionale che celebra la nascita di questa repubblica fondata sul lavoro coincide con i dati peggiori del paese, i dati sulla disoccupazione ad esempio, che dimostrano che quasi un terzo dei giovani in Italia, ora, è senza lavoro (a fronte del 18% della Gran Bretagna)“. 
FONDATA SUL LAVORO? - The Guardian cita i numeri che descrivono la difficile situazione economica del bel paese e cita le celebrazioni del 2 giugno per evidenziare l’anomalia italiana: “L’Italia celebra la Festa della Repubblica fondata sul lavoro. Peccato che così tanti non ne abbiano alcuna“, sottolinea il giornale britannico già nel titolo dell’editoriale firmato da Alexander Chancellor, che esprime le sue perplessità sul primo articolo della nostra Carta Costituzionale: ”Per ragioni che non ho capito, un articolo della Costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Che tipo di un principio è quello su cui fondare una repubblica? Libertà? uguaglianza? Giustizia? Può darsi. ma il lavoro? Il lavoro è qualcosa che solo le persone fanno, con vari gradi di entusiasmo, non un ideale da perseguire per una società“.
PARATA SOTTOTONO – Si parla di “festa sottotono“, di come le ristrettezze economiche abbiano influito perfino sulla parata della “principale festa patriottica italiana” (“Per risparmiare il corteo è stato più breve di quello di un tempo. Non comprendeva carri armati o altri veicoli cingolati“) e delle rassicurazioni e degli inviti alla frugalità del presidente Giorgio Napolitano (“Il presidente italiano – scrive The Guardian – ha permesso a sua moglie Clio, 75, enne, di andare in giro per Roma senza scorta su affollati mezzi pubblici)“. Scarsa l’attenzione di rappresentanti delle istituzioni: “Raramente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è staccato dal suo cellulare“. Davvero poco, insomma, per una festa per la quale – sottolinea Chancellor raccontando la sua esperienza – non si può nemmeno fare la spesa: “Ho trovato tutto chiuso in Toscana“.




Stavolta il Guardian poteva risparmiarsi osservazioni così superficiali. Se poi Chancellor fra una spesa e l’altra in Toscana volesse leggere qualcosa, la prima cosa che gli capiti a tiro, sulla nostra Costituzione scoprirebbe che l’art. 1 fa del lavoro (ossia la partecipazione di tutti alla creazione di benessere per tutti, auspicabilmente, così come la costituzione americana sancisce il diritto di ognuno alla felicità) il pilastro su cui poggia la nostra società, comunità, collettività.
Più che a un giornalista mi fa pensare, questo Chancellor, ad un ragazzino svogliato, viziato e maleducato.
Dunque le lotterie che permettono di vivere senza lavorare dovrebbero essere incostituzionali?
che commento superficiale….nella costituzione se da un lato viene sancita la fondazione dell’ordinamento statale sul lavoro dall’altro ti sfido a trovare un punto in cui dice che il non-lavoro sia incostituzionale…bah…
per replicare a questo scribacchino inglese di quart’ordine vorrei dire che ha trovato tutto chiuso non perché c’era la parata ma perché il 2 giugno é festa di TUTTI gli italiani,ed é giusto stare a casa(anche se io come molti altri ho lavorato)…in ultima battuta ho sempre trovato il fatto di fondare una neonata repubblica,sorta dalle ceneri di una delle pagine piú nere della storia mondiale e con una situazione interna tutt’altro che rosea,sul lavoro sia un’atto profondamente romantico
A parte i leghisti parrebbe…
Oh, e di quelli che sono stufi delle ipocrisie e delle vuote manifestazioni che hanno luogo perché ‘istituzionali’, ma delle quali si è ormai da tempo perso il senso, del quale non si trova più traccia né nel sentire comune né tantomeno nelle parole e soprattutto negli atti della classe politica che li ‘rappresenta’.
Ma chissà, forse è solo una mia impressione, e non si tratta solo dell’ennesima occasione per far spendere inutilmente soldi allo stato (leggasi: contribuenti) e per ‘fare il ponte’.
Mio Padre è un ex marasciallo di marina, ogni tanto mi racconta un aneddoto simpatico sugli inglesi: quando erano in navigazione, un giorno, si trovarono vicino allo stretto di gibilterra e furono immediatamente richiamata a ritornare da dove erano venuti per non incappare in una terribile tempesta, sapete cosa diceva un giornale Inglese il giorno dopo? terribile tempesta, il mondo è isolato!!!! Capite non loro ma il MONDO, diciamo che gli inglesi vanno a fare le prediche agli altri, toccando cose sacrosante come la nostra costituzione ed in particolare l’art.1, e non si accorgono di essere dei presuntosi spacconi, chiede alla B.P. se ha risolto il problema nel golfo del Massico, i grandi strateghi inglesi hanno infognato un Oceano, andassero a risolvere i problemi creati in giro per il mondo dalla loro colonizzazione e poi parlassero.
Ridicoli, gli inglesi guardino al loro orticello, che da zappare ne hanno anche loro un mucchio!
Articolo di una superficialità disarmante, sto atteggiamento da primi della classe che hanno sempre fa innervosire.
Noi abbiamo i nostro problemi, che tutti conosciamo, non c’era bisogno del articoletto di uno che si lamenta se il giorno della Festa Nazionale x eccellenza trova tutto chiuso. Sai com’è, la chiamano FESTA NAZIONALE, un motivo ci sarà.
Gli inglesi hanno perfettamente ragione, mi spiace dirlo.
Non sono però certo i primi ad aver sollevato la questione sul primo articolo della nostra costituzione. Qualsiasi autore liberale direbbe la stessa cosa. Come spiega anche Ostellino nel suo ultimo libro, se fosse stato per i comunisti presenti nella costituente, il primo articolo sarebbe dovuto essere “l’Italia è una repubblica fondata sui lavoratori”. Ma i cattolici e liberali si opposero e così evitammo una repubblica classista ma si arrivò al compromesso del “lavoro” invece che dei “lavoratori”.
Se poi pensiamo che il lavoro ha un suo mercato, così come la merce, potremmo affermare che siamo l’unica repubblica fondata su una merce (o qualcosa assimilata ad essa). Nessuna costituzione occidentale ha un così pessimo inizio.