In tempi di manovra economica c’è chi inneggia ai tagli indiscriminati e chi li guarda con sospetto. Il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio incarna tutte e due queste posizioni. Oggi sostiene che sarebbe stato meglio tenere chiuso il parlamento per una settimana. Un mese fa chiedeva un aumento di stipendio per i parlamentari.
Oggi attraverso un articolo su Il predellino, quotidiano online del partito, ha denunciato, criticando Gianfranco Fini, come la seduta odierna dell’aula di Montecitorio, unica della settimana, fosse costata agli italiani 500 mila euro: “La seduta odierna della Camera dei Deputati, unica della settimana in cui si è votato, - ha fatto sapere l’onorevole – è costata ai contribuenti più di 500 mila euro tra funzionamento dell’aula e delle commissioni e viaggi degli oltre 500 deputati che hanno sono scesi a Roma. Non dovevamo tagliare la spesa pubblica?“. “Lo chiedo – scrive Stracquadanio rivolgendosi al presidente della Camera – a chi ha deciso questa convocazione. Magari risponderà vantando l’approvazione della legge che risarcisce le famiglie delle vittime del grave incidente di Viareggio. Una legge che poteva essere votata già martedì, quando si è svolta (e per poche ore) solo la discussione generale“. “Purtroppo - attacca ancora Stracquadanio – la cattiva demagogia di chi dall’inizio della legislatura si è levato a censore dei deputati fannulloni, si è tradotta in una sistematica finzione: tutte le settimane la Camera si riunisce per due giorni e mezzo di l’attività mal strutturata e intermittente. In compenso – conclude il deputato - i prestigiosi convegni si sprecano. Avremo tra poco occasione di parlarne durante la discussione sul bilancio della Camera“.
“Credo che se lavorano e se si impegnano - disse lo stesso deputato intervistato da Klaus Davi, a Klauscondico, ad inizio maggio – i parlamentari debbano essere pagati di più. Fra tutti i parlamentari solo una settantina non lavorano. O meglio: fanno altri lavori. Gli altri sgobbano eccome“. Per l’onorevole anti-finiano l’indennità mensile di oltre 5.000 euro, più la diaria (sempre mensile) di altri 4mila euro, va sicuramente salvaguardata. I costi del parlamento, invece, no. Insomma, dipende da chi incassa.



