3 giugno 2010
Il tecnico denunciato per il procurato allarme del non-terremoto di Sulmona, e che avrebbe invece potuto prevedere quello dell’Aquila, chiede le dimissioni in blocco della Grandi Rischi, iscritta oggi nel registro degli indagati.
“Non sono uno sciacallo”, dichiara Gioacchino Giuliani all’Ansa. “Non posso dire di essere contento di un problema di altri, ma queste persone dovranno finalmente rinunciare al loro incarico, come nessuno ha fatto in tutti questi mesi”. Per l’esperto di terremoti, dunque, è necessario un passo indietro da parte del vertice della Protezione Civile: gli indagati devono dimettersi. Parole dure dal tecnico alle dipendenze del Laboratorio del Gran Sasso, già denunciato per procurato allarme in seguito all’allerta da lui diramata per un terremoto, previsto dalle sue strumentazioni, nell’area di Sulmona, e poi mai verificatosi.
PROCURATO ALLARME - In seguito alla previsione sbagliata, Giuliani aveva ricevuto un avviso di garanzia e Guido Bertolaso, Capo Dipartimento della Protezione civile, ne aveva chiesto una “punizione esemplare”. Più di un anno dopo, mentre arrivano gli avvisi di garanzia alla Commissione Grandi Rischi del Dipartimento per il reato di omicidio colposo, il tecnico ci tiene ad esternare il suo risentimento. Soprattutto considerando il fatto che a suo dire, se non avesse ricevuto quell’avviso di garanzia, forse sarebbe stato in grado di prevedere il catastrofico sisma dell’Aquila. “Ci sono persone che devono chiedermi scusa e che avranno sulla coscienza il peso di quello che è accaduto”, ripeteva, a strettissimo giro, poche ore dopo la catastrofe abruzzese. “Questa notte (la notte del terremoto, ndr) non sapevo più a chi rivolgermi, vedevo la situazione che stava precipitando e io non potevo fare nulla perché ho ricevuto un avviso di garanzia per aver detto che ci sarebbe stato un terremoto”, continuava Giuliani. Come a dire che, punendolo in maniera così grave per il suo errore di Sulmona, le istituzioni lo avevano intimidito, spingendolo a non diramare un nuovo allarme per il terremoto dell’Aquila.
RADON – “Spero che questo passo in avanti dell’inchiesta serva a smuovere le acque sul tema della prevenzione dei terremoti”, conclude oggi Giuliani. Un richiamo a prestare maggiore attenzione ai ricercatori che lavorano sul tema dell’anticipazione dei terremoti, in generale ritenuti imprevedibili (e su queste pagine, tempo fa, avevamo provato a tracciare una mappa delle tecniche e delle più avanzate ricerche in tema di prevenzione sismica); difficilmente anticipabili, dunque, tranne che per le ricerche sul radon del tecnico in pensione, che, sebbene molto contestate dalla comunità scientifica (“È difficile trovare qualcosa di buono nel suo lavoro” – quello di Giuliani, s’intende – scriveva sul prestigioso magazine Nature dell’aprile 2009 il direttore dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), sarebbero state in grado, a sentire il tecnico, di captarli in anticipo.




Col senno di poi, troppo facile dire che se non fosse stato per l’avviso di garanzia, Giuliani avrebbe previsto il terremoto sul luogo e nei tempi corretti. Che sia un esperto di terremoti, ce ne corre. Che sia un ricercatore, lo si può dire solo nel significato non tecnico del termine, cioè di un laureato in una disciplina con un dottorato di ricerca, dato che Giuliani non è né laureato né un sismologo, ma un tecnico che si occupa di apparecchiature elettroniche.
Ma ha ricambiato di nuovo versione Giuliani, sull’episodio di Sulmona? Cioè è ritornato a quella iniziale, che aveva provveduto poi lui stesso a smentire?
ha smentito che sarebbe stato catastrofico, non che non l’aveva previsto: in seguito ha comunque ribadito che Bertolaso doveva chiedergli scusa per non averlo ascoltato.
Veramente ha smentito di aver previsto qualsiasi terremoto. O meglio, che fino alla mezzanotte si poteva stare tranquilli.
Dichiarazione rilasciata a Porta a Porta l’8 aprile 2009 e poi confermata il giorno dopo qui
http://www.affaritaliani.it/cronache/abruzzo_vespa_giuliani080409.html
fra l’altro dichiarazione che smentiva i suoi stessi sostenitori, che invece rognavano contro l’avviso di garanzia nonostante Giuliani avesse previsto con esattezza magnitudo (4) e località (Sulmona).
E fra l’altro ricordo che Giuliani diceva questo il 24 marzo 2009: Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.
http://www.donnedemocratiche.com/?p=2219
p.s.: esisterebbero anche dichiarazioni contrastanti su ilcapolouogo.com, ma i link dell’epoca mi rimandano tutto all’home page.
fatto sta che non ha mai smesso di pretendere scuse, e che oggi invoca le dimissioni in blocco: probabilmente, un tipo un po’ ondeggiante.
be’, guarda: dire che sia ondeggiante è molto limitativo. e non faccio fatica a credere che ci si perda facilmente dietro a tutte le sue dichiarazioni.
fra l’altro scoprii l’esistenza del personaggio non tanto per l’avviso di Sulmona (notizia che mi era completamente sfuggita all’epoca), ma da un suo sostenitore che invitava a leggere l’intervista a d.d. che ho linkato. e già lì non capivo come i suoi sostenitori non s’accorgessero di come Giuliani prima dica di poter predire i terremoti entro massimo 12 ore, e subito dopo tranquillizzare tutti per fine mese, distante una settimana.
Così come a terremoto avvenuto Giuliani risalta fuori dicendo che l’aveva predetto, scatenando il comprensibile qui pro quo con quanto accaduto a Sulmona, sia nei sostenitori che nella parte avversa, essendo d’altronde quella l’unica previsione nota. Anche lì i sostenitori arrivarono prima a dire che anche se aveva sbagliato luogo e data (!!) doveva essere preso sul serio, salvo poi scoprire:
1) che per l’Aquila Giuliani non aveva fatto alcuna previsione pubblica precedente il sisma
2) che su Sulmona addirittura non aveva predetto alcun terremoto
e ciò nonostante continuare a tenerlo nella massima stima e Giuliani a pretendere scuse, non si sa bene per cosa.
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