di Luigi Castaldi (Malvino)
postato alle 16:03 del 6 ottobre 2008 in CulturaTorna alla home

Allora, nel 1968, dinanzi alla delicata questione della contraccezione con metodi “innaturali”, accadde quello che doveva accadere, anni dopo, dinanzi all’altrettanto delicata questione della fecondazione con metodi “innaturali”: “Nel 1984 il Vaticano organizzò un convegno per discutere la liceità morale di queste nuove tecniche, allora assai poco diffuse e del cui possibile successo molti dubitavano. Erano stati invitati al convegno, oltre a numerosi teologi, Howard e Georgeanna Jones, Réné Frydmann e Carlos Chagas. Nel ricordo di Howard Jones (gli atti di quel convegno non sono mai stati pubblicati) all’inizio della discussione sembrava esistere una certa benevolenza nei confronti delle tecniche, il cui fine ultimo (mettere un bambino nelle braccia di sua madre) veniva giudicato fondamentalmente morale. L’opposizione - scrive ancora Howard Jones - giunse da monsignor Caffarra che ricordò a tutti come non fosse pensabile approvare tecniche che offendevano uno dei principi ultimi della morale cattolica, quello che riguarda la dignità della procreazione e che esige che vita sessuale e vita riproduttiva non vengano mai disgiunte. La motivazione invocata da Caffarra prevalse, e le tecniche di procreazione assistita furono irrimediabilmente condannate” (Carlo Flamigni, Questione Giustizia, 5/2004 – pag. 857).

Sì, ma “come mai oggi il mondo, ed anche molti fedeli, trovano tanta difficoltà a comprendere il messaggio della Chiesa, che illustra e difende la bellezza dell’amore coniugale nella sua manifestazione naturale?”. Alla domanda che Benedetto XVI lascia senza una risposta risponde, in simultanea (L’Osservatore Romano, 3.10.2008), ancora il cardinal Carlo Caffarra, esplicitissimo: La forza della profezia dell’Humanae vitae consiste precisamente nel suo mettere in guardia l’uomo da un potere che potrebbe devastarne la dignità; dal mettere la propria umanità «a disposizione» e di una libertà e di una deliberazione pubblica che non riconosce più l’esistenza di una verità circa l’uomo. Ed allora la sfida più urgente è quella educativa: aiutare le giovani generazioni a trascendere se stessi verso la verità. Cioè, ad essere veramente liberi eliberamente veri”. Teniamo d’occhio Sua Eminenza, è papabilissimo.

Veramente liberi e liberamente veri solo mettendosi a disposizione, anima e gonadi, di un disegno che vuole la sessualità all’esclusivo servizio della riproduzione (no alla contraccezione “innaturale”) e la riproduzione esclusivamente servita dalla sessualità “naturale” (no alle tecniche di fecondazione assistita). Trascendere se stessi verso la verità. La verità? Rivolgersi a chi la possiede e la gestisce in esclusiva. Tutto il resto è pluralismo, ma ultimamente gode di cattiva fama, sicché lo si chiama relativismo.

E, dunque, a quali rischi vanno incontro il mondo, ed anche molti fedeli, [che] trovano tanta difficoltà a comprendere” che la pillola, il preservativo e la spirale sono artifici del demonio? “Vero è che la pillola ha dato il via ad una rivoluzione antropologica di grandissime dimensioni. Non si è rivelata essere, come forse si poteva pensare all’inizio, solo un aiuto per le situazioni difficili, ma ha cambiato la visione della sessualità, dell’uomo e del corpo stesso. È stata sganciata la sessualità dalla fecondità e così è cambiato profondamente il concetto della stessa vita umana. L’atto sessuale ha perso la sua intenzionalità e finalità, che prima era sempre stata visibile e determinante, sicché tutti i tipi di sessualità sono diventati equivalenti. Soprattutto da questa rivoluzione consegue l’equiparazione tra omosessualità ed eterosessualità” (Joseph Ratzinger, la Repubblica, 19.11.2004). Un genio. Non solo come teologo, ma anche come sociologo. Era più che giusto che lo facessero papa, mentre intanto Caffarra si prepara.

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