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Toglietemi tutto ma non YouPorn

I fari della giustizia puntati su You Porn cercano di fare luce sulla presunta evasione fiscale del patron che è stato arrestato la scorsa settimana. Ecco cosa è successo.

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IL CASO – Quasi nessuno conosceva il volto di Fabian Thylmann prima dell’arresto (leggi qui) ma la maggior parte degli utenti ha usufruito delle sue creature sul web. Se lo si paragona a un altro imprenditore di successo della rete come Zuckerberg si può notare l’aspetto apparente da “persone comuni”, Thylmann indossa sempre una felpa con cappuccio e i jeans. Insomma, è la sua abilità negli affari a parlare per lui. L’uomo è il re del porno su internet e ha raggiunto la fama per aver dato vita a canali come YouPorn e per essere a capo dell’azienda Manwin, aggregatore di alcuni siti erotici per adulti. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nel cuore pulsante della società ad Amburgo sequestrando documenti e computer la scorsa settimana ma Thylmann respinge tutte le accuse, solo il verdetto atteso per il prossimo 19 dicembre farà chiarezza sull’accaduto.

 

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YOUPORN – Panico nelle strade del cyber porno: adesso che il capo è stato arrestato cosa succederà ai siti preferiti di milioni di utenti, finiranno offline? Gli utenti sono preoccupati perché il sito è un servizio totalmente gratuito, sopravvive grazie alla pubblicità che compra spazi per diffondere il proprio materiale video o emozioni via webcam. L’ispirazione arriva ovviamente da YouTube e questo si capisce dal nome/omaggio ma l’obiettivo è diverso: i contenuti non sono generici ma mirati a un pubblico specifico. Nel canale è possibile trovare video erotici ma c’è anche una diffusione di clip tratti da produzioni serie. Per ovviare alla qualità, esiste una versione in alta definizione che richiede un abbonamento mensile pari a 10 euro. Già nel 2007, il sito ha vissuto un brutto momento durante una temporanea sospensione dovuta a una violazione della legge tedesca: il contenuto visibile a tutti rappresentava una minaccia per i minorenni. L’accusa è stata revocata e YouPorn è tornato in vita ma ora torna di nuovo l’amarezza per 2 milioni di utenti: cosa sarà delle loro visioni casalinghe?

SONO IL RE DEL PORNO – Thylmann si è avvicinato alla diffusione del materiale erotico fin dagli anni ’90 con una motivazione puramente imprenditoriale: se si offre parte di un prodotto gratuitamente, l’acquisto sale. Il tipo di prodotto su cui punta Thylmann non passa certo inosservato e anzi si dimostra un’ottima miniera. I suoi siti sono più cliccati  di Wikipedia, riferisce la Bild e mensilmente si contano 16 miliardi di click. “Dico sempre che mi piace quello che faccio. Adoro la compagnia e le persone con cui lavoro” ha riferito Thylmann durante una conferenza a Las Vegas. Il Financial Times ha riferito che ogni mese la sua azienda fattura guadagni sconvolgenti e “circa 300 milioni di utenti unici registrano l’accesso ogni mese nei suoi siti”.

GLI INIZI – Thylmann inizia nel 1998 ideando un software in grado di tracciare statistiche sul traffico dei siti, utilizzandolo poi per creare una mappa sul mondo del porno in rete. Un’idea semplice ma geniale che è alla base di chi cerca spazi pubblicitari: “Era molto facile da usare e permetteva di avere dei punti in più perché gli altri non potevano” ha commentato l’ideatore. Nel 2006 arriva l’intuizione di YouPorn, ovvero l’invito rivolto a condividere le proprie performance sessuali in rete che rappresenta un ottimo di trampolino di lancio per ottenere la gestione della sezione del materiale video di Playboy. Intanto, i siti a tema crescono e si aggiungono alla lista: PornHub, Tube8, Brazzers e Twisty’s che entreranno tutti a far parte di Manwin, la società attualmente indagata per evasione fiscale. Il verdetto previsto per il 19 dicembre fa tremare gli utenti quasi quanto la fine del mondo.

 

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