Arrivano i superdischi che memorizzano quanto 1.000 Blu Ray
01/06/2010 - Un team giapponese ha scoperto un materiale che potrebbe essere utilizzato per costruire un “Super disco” a basso prezzo con capacità di archiviazione pari a quella di migliaia di Dvd. Un gruppo di ricercatori giapponesi dell’Univesità statale di Tokio ha
Un team giapponese ha scoperto un materiale che potrebbe essere utilizzato per costruire un “Super disco” a basso prezzo con capacità di archiviazione pari a quella di migliaia di Dvd.
Un gruppo di ricercatori giapponesi dell’Univesità statale di Tokio ha scoperto un materiale che potrebbe essere utilizzato per creare dei “Super dischi” con capacità di archiviazione molto grandi. Pari persino a quella di 1.000 dischi Blu-Ray.
COME FUNZIONA? - Il materiale in questione, quando è colpito dalla luce passa da uno stato metallico di color nero che presenta ottime capacità di conduttore elettrico, a quelle di un semiconduttore, diventando nel contempo di color marrone. “Questa capacità – sostiene Shinichi Ohkoshi, professore di chimica presso l’Università di Tokyo – consente al materiale di reagire alla luce, condizione che può essere appunto sfruttata per creare dispositivi capaci di memorizzare informazioni in forma digitale“. Il materiale, infatti, forma uno nuovo cristallo di ossido di titanio, che separa appunto il metallo dal semiconduttore “per di più a temperatura ambiente – dice il ricercatore – quando viene semplicemente esposto alla luce, creando così un’efficace funzione “On-Off”, ideale per la memorizzazione dei dati”. E’, per certi versi, lo stesso principio di funzionamento dei vecchi “transistor a giunzione”, i famosi BJT usati come interruttori logici. Solo che in quel caso la variazione dello stato logico (On-Off) era determinato dall’afflusso o meno degli elettroni tra le giunzioni (n-p-n o p-n-p) del materiale semiconduttore. “Questo materiale – ha aggiunto il professor Ohkoshi – appare assai promettente per la creazione di dispositivi archiviazione come dei nuovi Dvd ma molto più performanti“. Si pensa che la capacità di archiviazione sia superiore migliaia di volte a quella degli attuali Dvd. “Un materiale che cambia colore con la luce può essere utilizzato per creare nuovi dispositivi di archiviazione. Del resto, i colori riflettono la luce in modo diverso, rispondono a lunghezze d’onda diverse e quindi possono contenere informazioni diverse“, chiosa il professore giapponese.
CONVENIENZA MADE IN JAPAN - Il team nipponico è riuscito a creare il materiale in particelle che misurano da cinque a 20 nanometri, ossia da 5 a 20 miliardesimi di metro di diametro. Siamo appunto nel campo delle cosiddette “nano-tecnologie”. Se verrà usata la particella più piccola – che è anche quella più difficile da “tagliare” – il nuovo disco potrebbe contenere più informazioni, nell’ordine di un migliaio di volte maggiori a quelle degli attuali dischi Blu-Ray. Infatti, un disco a strato singolo Blu-Ray oggi può contenere cinque volte più dati di un DVD convenzionale. Il prezzo di mercato dell’ossido di titanio è circa un centesimo rispetto a quella degli elementi rari come il germanio, l’antimonio e il tellurio che attualmente si utilizzano nei Dvd e, in particolare, nei Blu-Ray. “Non occorrono più materiali particolarmente rari – dice il professor Ohkoshi. L’ossido di titanio è economico e sicuro, è già utilizzato in molti prodotti che vanno dal cipria alla vernice bianca“. Ohkoshi sostiene infine che la produzione di questi nuovi dispositivi è ormai imminente. A breve, infatti, l’Università di Tokio avvierà i colloqui con diverse imprese private del settore elettronico per la loro commercializzazione.













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