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E se qualcuno rubasse le tue foto per metterle su un sito porno?

Capita a tutti prima o poi di imbattersi in un sito Web dai contenuti “ambigui” anche se in realtà stavamo cercando tutt’altro. Tutto quello che vediamo sono foto di ragazze in abiti succinti, magari in costume da bagno. Foto amatoriali che, di certo, di pornografico non hanno nulla ma che sono decisamente molto allusive. Ma chi sono in realtà quelle ragazze?

DOVE FINISCONO LE TUE FOTO? – Senza saperlo, forse, potreste aver visto delle foto di Poppy Dinsey, famosa fashion blogger inglese, che ogni giorno pubblica sui suo sito una foto del suo abbigliamento. Foto che, per qualche motivo, sono finite su un sito pornografico americano. “Me ne sono accorta digitando il mio nome su Google – racconta la ragazza in un’intervista per la BBC – Nella sesta pagina dei risultati c’erano alcuni link a questo sito. Ricordo di aver pensato che non era la fine del mondo. Non erano foto porno: ero semplicemente io che prendevo il sole su un lettino”. Ma quando il sito comincia a farsi strada verso le prime pagine dei risultati di ricerca, la blogger decide di fare qualcosa, preoccupata per la propria reputazione online. “Non voglio che la gente pensi che io le abbia messe apposta su quel sito – spiega la ragazza – le foto di per sé non erano porno, ma il sito sì. Ho provato a contattare l’admin del sito ma sono stata ignorata”. Alla fine, Poppy ha contattato la società di hosting che ospitava il sito, riuscendo a farlo oscurare con la motivazione che i contenuti del sito violavano il copyright.

 

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PROFILI FAKE – Ma l’Odissea della ragazza è soltanto all’inizio, perché le sue foto – autoscatti catturati con il suo telefono cellulare – finiscono ovunque senza che lei possa averne il controllo. Ne ha trovate alcune persino su un falso profilo Facebook turco. “I miei cugini quindicenni mi hanno raccontato che spesso i genitori creano falsi profili con foto di ragazzi attraenti per fare in modo di diventare amici dei propri figli su Facebook – racconta ancora Poppy – così possono sapere quello che fanno e dicono sui social network senza che loro lo sappiano”. Insomma, tutti profili e account finti, creati per i motivi più disparati, che vengono deliberatamente riempiti di foto altrui pescate in giro per la Rete per apparire più realistici e convincere le persone a seguirne gli aggiornamenti. Nella maggior parte dei casi i bot – finti profili di solito con l’obiettivo di spammare contenuti – si vestono di foto di belle ragazze attraenti. Come Poppy.

FOTO IN BIKINI – “Giocare sui concetti di soldi e sesso è un trucco ormai molto usato – spiega Graham Cluley, esperto di sicurezza e consulente di una delle più grandi aziende di sicurezza informatica del mondo – E se lo fanno è perché funziona. Scelgono persone che cascano in questa rete continuamente”. Non si tratta di niente di pericoloso: gli spammer, in fin dei conti, vogliono “solo” portare quanti più utenti possibili a cliccare sui propri link. Ma molto spesso si può incappare in siti con contenuti vietati ai minori o, nel peggiore dei casi, cadere nella trappola di qualche malware. E vedere la propria faccia usata come testimonial inconsapevole di questo giochino non è divertente. Solitamente gli spammer scelgono foto di belle ragazze, solitamente bionde, possibilmente in pose provocanti o ammiccanti. Ma lo stesso Cluley sa cosa si prova: una sua foto che lo immortalava mentre mangiava un gelato era diventata lo specchietto per le allodole verso un sito web sulla ricrescita delle sopracciglia. Come si può evitare? Cluley risponde con un sospiro: “Se siete preoccupati, l’unica soluzione è pensarci due volte prima di pubblicare online le nostre foto in bikini”.

(Photocredit: http://www.wiwt.com/user/poppy)

 

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