Lotta all’omofobia? C’è chi dice no!
31/05/2010 - Martedì notte a Roma un ragazzo è stato picchiato solo perchè era gay ed era vestito in modo eccentrico, pantaloni aderenti ed una giacca strana. Un gesto terribile e ingiustificabile quello di cui è stato vittima. Al quale però non
Martedì notte a Roma un ragazzo è stato picchiato solo perchè era gay ed era vestito in modo eccentrico, pantaloni aderenti ed una giacca strana. Un gesto terribile e ingiustificabile quello di cui è stato vittima. Al quale però non tutti danno la stessa chiave di lettura. C’è, infatti, anche chi considera l’omosessualità un male dal quale stare alla larga, anzi, una vera e propria patologia. E lo fa apertamente, senza alcun timore reverenziale. Sul web.
Leggendo il forum di Tradizione.biz Cattolicesimo e Politica si scopre che sono molti i messaggi che vanno in questa direzione. “Sia la legge naturale che la legge Divina consentono di difenderci dalle malattie con qualunque mezzo a difesa della propria incolumità e dei propri cari - scrive l’utente Marcel64, un veterano del sito, che viene applaudito per questa sua uscita - Ergo, visto la situazione pandemica della malattia denominata omosessualita, visto il perdurare dell’assenza di azioni concrete delle autorità sanitarie, ogni cittadino è libero di difendersi da questa piaga sociale al meglio delle sue possibilità. Questo fino a quando i malati non saranno internati e isolati per una cura risolutiva al fine di consentire loro il successivo reinserimento nella società sana“. Lele si mostra in pieno accordo con marcel, e aggiunge: “Preghiamo per tutti coloro che sono stati colpiti da questa guerra alla “omofobia” e che si trovano ora a dover fare i conti con la legge scellerata degli uomini che pretende di punire chi cerca di difendere il pudore e l’integrità sociale“.
Di manifestare solidarietà al giovane colpito nella capitale nemmeno a parlarne. Si fa fatica perfino a definirlo “ragazzo“. Ecco cosa scrive qualche altro frequentatore del sito entrando nel merito del pestaggio: “L’episodio dell’aggressione al “gay” di qualche sera fa a Roma, non deve essere lo sgabello su cui salire per rilanciare una inesistente campagna contro un’altrettanto inesistente emergenza omofobia. Un episodio di violenza va sempre stigmatizzato, ma in quanto episodio di violenza. Punto. Appare quantomeno singolare come un ragazzo (?) che sarebbe stato malmenato, picchiato e mandato all’ospedale da un gruppo di “energumeni”, appena riesce a parlare la prima cosa che gli viene in mente è : rivolgere un appello al presidente Berlusconi affinché vari al più presto la legge sull’omofobia. E poi subito dopo un’altra cosa altrettanto importante e cioè : “….come atto di civiltà spero che ci sia una partecipazione attiva al prossimo Gay Pride di Roma del 3 luglio dove sicuramente parteciperò anche io». Quindi viene da riflettere su 2 punti. Questo episodio deve far imprimere nella mente dei pecoroni italiani, che seguono a bocca aperta i TG e i giornali: deve essere approvata la legge sull’omofobia; il 3 luglio tutta la feccia putrida, che è malata sì ma ne è orgogliosa e non ha intenzione di curarsi affatto, sfilerà al Gay Pride appunto“.













Capisco che ognuno ha diritto a esprimere le proprie opinioni ma proprio loro sono da ricovero coatto… L’idea che l’omosessualità sia CONTAGIOSA, oltre che una malattia, e che ci sia bisogno di difendersi da essa, anzi che sia un “dovere”, è allo stesso tempo totalmente priva di riscontri empirici (ancor prima che di basi scientifiche) e contraria allo spirito dello stesso cristianesimo, visto che Gesù non diceva certo “picchiate i peccatori e internateli finché non si ravvedono”… come al solito, i meno cristiani sono proprio coloro che con maggior veemenza pretendono di porsi a suo baluardo. Questi sono solo pericolosi estremisti.
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L’ignoranza impera ormai da tempo e, quel che è peggio, si erge a giudice e giustiziere. Quel che più colpisce è il fare proprie, quando più conviene, le parole degli uomini di chiesa, quegli stessi individui che hanno sempre ignorato e sottaciuto le infamie perpetrate dai pedofili delle loro fila, malati, quelli sì! La malattia riconosciuta sempre e solo a proprio uso e consumo ed esclusivamente per giustificare una ottusità e un’incapacità profonda di vivere il cristianesimo nella sua essenza. Sono millenni che in nome del Signore si reiterano azioni e comportamenti infamanti…e, per quante scuse poi si chiedano, non avranno mai fine, purtroppo! E noi saremo costretti a dover sempre risolvere, e da soli, l’eterno conflitto da questi generato tra quanto di valori morali ci viene trasmesso e quel che le loro parole professano: l’altro è…. solo altro da me! Dire che suscitano pena certe affermazioni e le persone che le declamano è un’eufemismo!