Economia

Berlusconi, il re della spesa pubblica

31 maggio 2010

Negli ultimi anni i governi del premier hanno contribuito ad aumentarla di 244 miliardi: da 542 a 786, con un incremento del 45%. E oggi lui vuole tagliarla. Anche il centrosinistra colpevole.

Sarà anche vero che la manovra di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti taglia oggi la spesa pubblica, e di sicuro è un bene. Ma, informa un articolo su Affari & Finanza, è anche vero che negli ultimi dieci anni gli esecutivi guidati dal premier hanno fatto ben altro. Ovvero, sono stati alla guida di quel meccanismo che ha determinato l’esplosione delle spese dello Stato, portandola da 542 a 786 miliardi, con un incremento del 45%.

DATI DI FATTO – Secondo i numeri di Bankitalia nel 2000 la spesa pubblica era a quota 542 miliardi di euro; nel 2009 è arrivata a 786 miliardi: un aumento del 45% che è ben superiore all’aumento dei prezzi, che nello stesso periodo è arrivato al 20%. Un andazzo al quale non è estraneo il centrosinistra, che all’epoca dell’ultimo governo Amato lasciò andare le briglie per tentare la rimonta elettorale, aumentando la spesa pubblica in un solo anno dell’8,3%. La stessa cosa è accaduta nel 2008, ma in forma minore: l’incremento è stato del 3,8%. Nel 2006 il governo Berlusconi la aumentò del 5,8%; nel 2003 addirittura è arrivato l’incremento più alto del secolo, con un +9,09%, sei punti e mezzo in più rispetto all’inflazione. Escludendo gli anni elettorali, l’incremento medio durante i governi Berlusconi è del 3,71%, il doppio di quelli in cui governava il centrosinistra.

A CHI VANNO I SOLDI – Buona parte dell’aumento è addebitabile agli enti locali: 5,2 punti percentuali in più in otto anni. E durante le amministrazioni di centrodestra è arrivato il vero e proprio boom delle spese di Comuni, Province e Regioni. Passando alle finalità, si osserva che la spesa per beni e servizi, come spesso qui denunciato, è aumentata del 52% in nove anni. Appalti e consulenze a go-go per la pubblica amministrazione, con i riflessi che vediamo sui conti dello Stato. La spesa per le pensioni è aumentata del 50%, mentre il sostegno agli investimenti produttivi (non alle imprese vere e proprie) è arrivato al 77%. Un’ecatombe, per i rigoristi d’oggi.

6 commenti a Berlusconi, il re della spesa pubblica

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