Cultura

Tagli alla Fondazione Craxi, Stefania come Bondi: è indignata ma non si dimette

31 maggio 2010

Si risparmia qualche milione di euro sugli enti culturali quando però più soldi vengono spesi dallo Stato per sorreggere un sistema che con la cultura non ha nulla a che vedere. È una vergogna!»: Stefania Craxi, sottosegretario agli Esteri e parlamentare del Pdl, protesta per la cancellazione della fondazione intestata al padre, l’ex segretario del Psi Bettino Craxi, e non accetta questa misura contenuta nella manovra anticrisi. Ma anche lei, pur indignandosi per quanto fa il governo, non si dimette nemmeno per sbaglio. Esattamente come il ministro della Cultura esautorato ma ancora comodamente seduto sulla sua poltrona Sandro Bondi.

Fa sapere quindi di essere in contatto con alcune delle «Fondazioni ‘seriè come quelle intestate a Gramsci, De Gasperi, Ugo Spirito, Don Sturzo, Einaudi» per decidere insieme una controffensiva e impedire che vengano «ghigliottinate». «Domani ci vediamo proprio per decidere il da farsi», ha riferito Stefania Craxi. La parlamentare del Pdl ha ammesso che alcune fondazioni o enti sono «inutili» e «sprecano soldi dello Stato», ma – ha sottolineato – «non si può fare di tutta l’erba un fascio: bisogna distinguere il grano dal loglio. Perchè ci sono invece delle fondazioni che hanno un patrimonio archivistico e culturale che rappresenta la storia del paese e che investono cultura per i giovani». Per contro, «si sperperano soldi pubblici per sostenere un sistema di televisioni locali che vivono solo di televendite, altro che cultura!». «Certo, questo è un momento di crisi ma non si possono fare dei tagli indiscriminati, bisogna distinguere tra enti e fondazioni serie e enti e fondazioni che seri non sono».

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>