Economia

Berlusconi chiude l’Isae, ora varranno solo i suoi sondaggi?

27 maggio 2010

L’Istituto di Studi e Analisi Economica considerato dal governo un “Ente inutile”. Il personale verrà assorbito nella PA, senza produrre alcun risparmio di spesa. Così si sopprime una voce indipendente, mascherando con la scusa della razionalizzazione una discutibile decisione politica.

L’ISAE - almeno fino a quando non verrà definitivamente varata dal Parlamento la manovra economica di correzione dei Conti pubblici, così come licenziata dal governo Berlusconi - è un ente pubblico di ricerca che svolge analisi e studi a supporto delle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni. E’ soprattutto una voce indipendente che ha rappresentato in tutti questi anni in forma analitica e rigorosa i dati e gli andamenti del nostro sistema economico. Una voce che viene zittita per decreto legge proprio durante una fase di difficile congiuntura economica, ossia proprio quando le voci indipendenti risultano fondamentali per capire – e far capire, anche una sonnacchiosa opinione pubblica come la nostra – come davvero stanno le cose.

RAZIONALIZZARE SENZA RISPARMIO? – Secondo il presidente dell’ISAE, Alberto Majocchi la soppressione del prestigioso ente di ricerca è incomprensibile. L’ISAE infatti, è referente della Commissione Europea sia per la previsione sia per la elaborazione degli indicatori sul clima di fiducia delle famiglie e delle imprese italiane. E’ uno degli interlocutore privilegiati dell’OCSE, del FMI e dell’Ecofin circa le dinamiche macroeconomiche e gli effetti delle politiche economiche. Cura, inoltre, elaborazioni e rapporti – sia pubblici che riservati – per il Parlamento ed il Governo. Eppure, il governo si accinge a sopprimerlo in nome di una razionalizzazione che non porterà, tuttavia, alcuno risparmio di spesa. Infatti, spiega Majocchi: “Come traspare chiaramente dalla formulazione dell’articolato, il passaggio del personale al MEF o in altri enti non è finalizzato a produrre un risparmio di spesa, tanto è vero che la norma si preoccupa di ribadire che non si devono manifestare oneri addizionali e può quindi essere giustificato soltanto nell’ottica di un riordino degli enti di ricerca“. E’ dunque esclusa la finalità del risparmio di spesa che invece costituisce l’obiettivo – almeno propagandato in queste ore – principale della manovra. E ancora: “In realtà, quella che appare del tutto incongrua è l’idea stessa della soppressione di un ente pubblico di ricerca, indipendente e con il compito istituzionale di promuovere analisi e previsioni economiche. La prima decisione presa dal nuovo ministro del Tesoro britannico George Osborne è stata la creazione di ‘an independent fiscal watchdog with responsibility for growth and public finance forecasting’. In Gran Bretagna, in una situazione di crisi della finanza pubblica molto più drammatica di quella italiana, si ritiene indispensabile creare un Istituto con questi compiti; in Italia questo ente esiste – ed è l’ISAE – e si decide di sopprimerlo“.

COLPO ALLA RICERCA - Contro la decisione di Tremonti vanno giù duri i ricercatori ed i dipendenti dell’Istituto. In un comunicato scrivono: “I ricercatori dell’ISAE sono membri attivi della comunità scientifica internazionale, con numerose pubblicazioni sulle riviste più prestigiose, e contribuiscono costantemente a vari progetti di ricerca e cooperazione. Lo stesso MEF e l’intera pubblica amministrazione ricorrono all’ISAE per provvedere alla formazione economica avanzata dei propri funzionari“. I lavoratori dell’ISAE denunciano quindi che “Il bilancio ISAE, già fortemente ridotto negli ultimi anni (di oltre il 30% dal 2000), non grava interamente sul bilancio pubblico, poiché si giova in maniera consistente di varie commesse esterne. Al momento i trasferimenti pubblici all’Istituto sono di circa 10 milioni di euro, per l’80% destinato alla remunerazione del personale a tempo indeterminato. Di conseguenza, il ricollocamento del personale presso altri enti, prevista dalla bozza di manovra, non determinerebbe significativi risparmi di spesa, a fronte della dispersione di un patrimonio professionale e scientifico di riconosciuto valore“. Infine, i ricercatori dell’Istituto e tutto il personale “trovano umiliante essere considerati un “Ente inutile” proprio nel momento in cui sarebbe cruciale una diagnosi puntuale, professionale e tempestiva dell’evoluzione economica e sociale e degli effetti delle politiche di sostegno all’economia e all’occupazione. Il personale chiede al Governo e al Parlamento di riconsiderare un provvedimento che, alla luce di quanto detto, non porta benefici al bilancio dello Stato, depaupera un capitale umano e scientifico rilevante e priva opinione pubblica, decisori politici ed organismi internazionali di un referente professionale e indipendente“. Sul sito internet dell’Istituto è stata avviata una petizione on line contro la chiusura dell’ente.  Noi abbiamo firmato senza esitare. Certo, per solidarietà ai lavoratori ed ai ricercatori, ma anche perché temiamo che dietro questo inutile provvedimento si nasconda, ancora una volta, quel “bavaglio” sempre più stringente che tende a soffocare tutte le voci scomode. Si chiamino Informazione indipendente oppure Istituti di ricerca.

13 commenti a Berlusconi chiude l’Isae, ora varranno solo i suoi sondaggi?

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  7. Nomenklatura

    Alzi la mano chi vuole Marcegaglia ministrooo!!!

    cri… cri… cri..

    Nessuno alza la mano?

    cri… cri.. cri…

    Allora non criticate piu’ il governo!

    Ce lo vogliamo ficcare nelle narici, che in Italia è vietato criticare il Principe, guai a dire una cosa che lo faccia dormire male la notte o piangere sotto la doccia…

  8. Eh, è proprio così. Nessuno ha il coraggio di dire che il “re è nudo”. Nessuno tranne la D’addario :D

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  10. L’Istituto di Studi e Analisi Economica è stato considerato dal governo un “Ente inutile”. Il suo personale verrà assorbito nella pa, senza produrre alcun risparmio di spesa. Si è voluto invece sopprime una voce indipendente, mascherando con la scus…
    +1

  11. Pingback: Quel conflitto di interesse di Ballarò sull’Isae

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