Interni

Tassa su Roma: la Brambilla contro Alemanno

26 maggio 2010

Netto no del ministro del Turismo alla gabella di soggiorno per i turisti che pernottano nella Capitale.

Apprendo che il sindaco Alemanno starebbe valutando positivamente l’introduzione di una tassa di soggiorno per i turisti che pernottano negli alberghi di Roma e desidero manifestare la mia assoluta contrarietà“. È quanto afferma Michela Vittoria Brambilla, ministro del Turismo, in una nota. L’ipotesi della tassa di 10 euro per chi pernotta nella Capitale è contenuta nella manovra finanziaria approvata dal Governo e fa parte delle modalità stabilite dal ministero dell’Economia e del Campidoglio per il rientro del debito da 9,6 miliardi del Comune di Roma. Per Brambilla “le imprese alberghiere già soffrono per la crisi e che nel 2009 sono riuscite a contenere le perdite in termini di camere vendute solo riducendo i prezzi mediamente dell’8,8%”. Inoltre, “si tratterebbe di una misura iniqua in quanto colpirebbe un ben determinato segmento della filiera turistica“. Infine, “l’effetto negativo di un’eventuale tassa di soggiorno per Roma verrebbe ampliato dal fatto di coinvolgere la nostra capitale, cioè il maggiore centro di attrazione turistica per il Paese, così che, agli effetti disincentivanti verso i turisti, si aggiungerebbe un problema di immagine dell’intero comparto turistico“.

UN PROBLEMA DI IMMAGINE -Osservo innanzitutto – rileva la Brambilla – che le imprese alberghiere già soffrono per la crisi e che nel 2009 sono riuscite a contenere le perdite in termini di camere vendute solo riducendo i prezzi mediamente dell’8,8%. Inoltre si tratterebbe di una misura iniqua in quanto colpirebbe un ben determinato segmento della filiera turistica e potrebbe costituire un precedente per altre città e aree del territorio che, se attuato, creerebbe un serio danno al turismo proprio nel momento in cui è in atto una ripresa della domanda interna ed internazionale nel nostro mercato“. Secondo Michela Vittoria Brambilla, inoltre, “l’effetto negativo di un’eventuale tassa di soggiorno per la città di Roma verrebbe certamente ampliato dal fatto di coinvolgere la nostra Capitale, cioè il maggiore centro di attrazione turistica per il Paese, così che, agli effetti disincentivanti verso i turisti, si aggiungerebbe un problema di immagine dell’intero comparto turistico“. “Confido – conclude – che il sindaco Alemanno, che si trova a dover riparare ai gravi errori commessi da coloro che lo hanno preceduto, saprà trovare le risorse necessarie operando importanti razionalizzazioni interne e riduzioni degli sprechi, in linea con quanto realizzato dal ministro Tremonti, senza pensare di intervenire sul turismo, che rappresenta il nostro asset più strategico, in grado di garantire ossigeno all’economia”.

Un commento a Tassa su Roma: la Brambilla contro Alemanno

  1. prudentissimo

    La reintroduzione della “tassa di soggiorno” è un’enorme CORBELLERIA che andrebbe a gravare unicamente sulle strutture ricettive: perchè alberghi o bed and brekfast si e ristoranti o teatri o musei no? E’stata abolita 20 anni fa e giustamente.

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