Meritocrazia: Alfano manda un impiegato a giudicare i magistrati

Spoils System made in Agrigento: il ministro della Giustizia nomina un ex funzionario di fascia C1 del comune natìo nell’Autorità...

Spoils System made in Agrigento: il ministro della Giustizia nomina un ex funzionario di fascia C1 del comune natìo nell’Autorità di Garanzia interna al suo Ministero.

Lello Casesa è persona di provata esperienza. E’ il responsabile della sagra del Mandorlo in Fiore, manifestazione istituita e promossa dall’Ente Provincia Regionale di Agrigento. Ha raccolto le redini del padre, Gigi Casesa, che era, pare, una personalità di un certo spessore nella zona, se si considera che viene definito dalla stampa locale come “l’ambasciatore del folklore agrigentino nel mondo”, sostituendolo alla guida del Centro Siciliano del Folklore “Val d’Akragas”, un gruppo tradizionale che presenta “un vasto panorama di danze e canti che raffigurano i diversi aspetti dei sentimenti del popolo siciliano”. Insomma, un figlio d’arte in una famiglia di portabandiera della cultura agrigentina: e, da qualche tempo, membro dell’organismo di valutazione dirigenziale del Ministero della Giustizia, ivi chiamato dal Ministro Angelino Alfano - agrigentino, anch’esso.

VITTI NA CROZZA - E che c’entra la valutazione dei dirigenti col folklore della Sicilia del Sud? In effetti, niente. L’organismo interno al ministero, che svolge tra le altre “l’attività di monitoraggio del funzionamento complessivo del sistema della valutazione, della trasparenza e integrità dei controlli interni; comunica le criticità riscontrate ai competenti organi interni di governo e amministrazione, nonché alla Corte dei Conti, all’Ispettorato per la funzione pubblica; propone all’organo d’indirizzo politico amministrativo la valutazione annuale dei dirigenti di vertice e l’attribuzione a essi dei premi; verifica i risultati e le buone pratiche di promozione delle pari opportunità”, è, sostanzialmente, una delle tante articolazioni interne ai ministeri, per la precisione un ufficio di diretta collaborazione – ovvero, di nomina politica, che svolgono il controllo di gestione sull’operato dei dirigenti, fornendo le valutazioni cosiddette strategiche, che, se negative, impediscono il rinnovo del contratto dirigenziale. Quella del ministero della Giustizia è formata da 3 componenti: un presidente, un vicepresidente, entrambi magistrati, e un “esperto esterno“; appunto, Lello Casesa, ferrato in Folklore Mediterraneo, direttore della Sagra del Mandorlo in Fiore, ex consigliere comunale ad Agrigento di Forza Italia, figlio del Gigi per il quale il Ministro si è addirittura scomodato a venire da Roma per consegnare una targa alla sua memoria in occasione di una manifestazione commemorativa presso il teatro Pirandello di Agrigento.

COMPLESSIVAMENTE – Niente da dire in proposito, intendiamoci. Soprattutto considerando che una seconda articolazione interna alla Pubblica Amministrazione, la “Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”, ha dato l’ok alla nomina, assicurando che i tre componenti, complessivamente, assicurano “esperienza in materia di controllo interno, di valutazione del personale, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni”. Nella delibera si legge, quando la commissione si focalizza nell’analisi del Casesa, che il soggetto in questione è “dipendente pubblico della Provincia regionale della Sicilia con qualifica, dal 2004, di istruttore amministrativo”, molto ferrato in gestione del personale, per la quale mansione si è anche specializzato. L’istruttore amministrativo è un dipendente di livello C1, qualifica alla quale si accede con il diploma di scuola media superiore, che descrive essenzialmente gli impiegati di concetto di fascia media e medio-alta.

I SOLITI DISFATTISTI – Ma, ehi, evidentemente Calogero Casesa ha talenti non noti al grande pubblico, oppure le sue qualifiche sono sufficienti al compito che dovrà adempiere: buon per lui, e buon lavoro. Di diverso parere rimane però Giuseppe Arnone, consigliere comunale del PD di Agrigento, sostenendo in una dichiarazione all’ANSA che “non si può rimanere indifferenti alla notizia che un impiegato di gruppo C, un impiegato di concetto dell’Ente Provincia Regionale di Agrigento sia stato chiamato dal ministro Alfano per valutare la professionalità, l’operato, la qualità dell’azione dei dirigenti di vertice”.